In pochi hanno dubbi nell’affermare che l’anno appena trascorso sia stato un anno particolare. Difficile ma forse cruciale per la ripresa.
Lo è stato per il material handling, per la logistica in generale così come per tanti altri settori e comparti dell’economia.
Tante, le sfide sul campo. Dalle continue interruzioni della supply chain al difficile reperimento di figure professionali specializzate e non. Per non parlare dell’inflazione e della necessità di adeguarsi alle mutevoli richieste dei consumatori.

Si è trattato di sfide che tuttoggi rendono difficile la previsione della domanda.
L’impatto della guerra in Ucraina, connesso alle tensioni fra Cina e Taiwan e legato alle politiche cinesi di contenimento della pandemia, potrebbero nel prossimo futuro estendere le pressioni inflazionistiche. In particolare per i componenti dei semiconduttori oltre che per l’energia.

L’anno della grande richiesta formativa

Il 2022 è stato l’anno in cui la domanda di formazione per gli operatori ha raggiunto i massimi storici. L’aumento della domanda nel material handling così come nella logistica ha richiesto l’immissione al lavoro di moltissime risorse e la carenza di manodopera ha creato una necessità impellente di formazione. Le aziende hanno dovuto affidarsi a lavoratori nuovi, temporanei o interinali, tutti bisognosi di percorsi di apprendimento in breve tempo.
E spesso i lunghi tempi di attesa per l’addestramento hanno fatto si che alcuni clienti siano stati tentati dalla scelta di enti di formazione non accreditati o di personale non specializzato.

Risultati finanziari

In attesa dei dati definitivi ed ufficiali, secondo la World Industrial Truck Association, le vendite globali di macchine per il 2022 potrebbero aver subito un leggero calo rispetto al 2021 (2,25 milioni di unità contro 2,34 milioni).
Una situazione che tuttavia non sembra aver impedito ai grandi operatori di registrare una crescita importante degli ordini, delle vendite e dei ricavi per l’anno scorso.

Il Gruppo Jungheinrich, per citarne uno, ha recentemente parlato di un “solido terzo trimestre“, con ordini in crescita del 23% rispetto alla fine del 2021.
Hyster-Yale ha dichiarato che i ricavi del terzo trimestre 2022 sono aumentati del 13,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le unità spedite sono cresciute del 5,6%.

Ciononostante, la maggior parte dei produttori ha esitato a prevedere un’ulteriore crescita e molti hanno avvertito un rallentamento dell’economia globale, a cui hanno associato la previsione di una domanda più contenuta.

Il ricorso a flotte “miste”

Il mercato delle forniture di attrezzature ha trascorso un anno segnato da tempi di consegna estremamente lunghi. Questo ha portato a soluzioni creative, tra cui l’acquisto di macchine ricondizionate.

Si è di fatto assistito a un aumento significativo del numero di aziende che optano per flotte “miste”, un mix di macchine nuove e usate.
Basti pensare a Jungheinrich, che ha aperto il suo secondo impianto di ricondizionamento di macchine usate in Romania. Con il nuovo sito, l’azienda spera di soddisfare la crescente domanda di macchine usate e di creare capacità per un’ulteriore crescita.

 

La conferma per fiere ed eventi

Nel 2022 abbiamo vissuto anche il ritorno quasi a pieno regime degli eventi di settore.
Le sfide della catena di approvvigionamento sono state un tema caldo per il LogiMAT, evento ospitato a Stoccarda che ha attirato oltre 1500 espositori provenienti da 39 paesi e un’affluenza di circa 50mila persone in tre giorni. Tutti gli espositori sono stati colpiti dal doppio colpo della carenza e dell’esplosione dei prezzi dell’acciaio e dalla continua scarsità di chip necessari per una gamma crescente di applicazioni nella maggior parte delle macchine.

La guerra in Ucraina e le sanzioni imposte alla Russia hanno causato una carenza nell’offerta globale di acciaio e hanno fatto salire i prezzi alle stelle, ma la buona notizia, subito dopo la fiera, è stata che il prezzo dell’acciaio europeo ha iniziato a diminuire.

Anche l’evento TOC Europe dello scorso anno, il primo in tre anni, ha attirato circa 3.500 partecipanti da oltre 80 nazioni.

Solidarietà per la popolazione ucraina

Durante questo difficile anno, i produttori di carrelli elevatori si sono mobilitati per sostenere le iniziative di soccorso dell’Ucraina.
Combilift ha collaborato con la Croce Rossa ucraina, offrendo il suo contributo per la fornitura di assistenza alla popolazione civile, compresi gli sfollati. Gesti analoghi sono stati compiuti da diverse società del settore, che hanno organizzato numerose consegne di forniture all’Ucraina, collaborando con i gruppi associativi globali.

Ultimi saluti

Il 2022 è stato anche l’anno degli ultimi saluti.
Come quello ad Amilcare Merlo, presidente e fondatore del Gruppo Merlo, che ha colpito profondamente il settore della meccanica industriale italiana.
Imprenditore brillante e visionario, Merlo era dotato di un’innata curiosità e di eccezionali capacità tecniche, grazie alle quali ha guidato lo sviluppo di numerosi progetti innovativi che lo hanno reso un pioniere. 
Alla vigilia del suo pensionamento, in un videomessaggio ai soci del Gruppo, disse:
Quando sono stato assunto per la prima volta per dirigere questa bella organizzazione, non mi sono mai reso conto dell’impatto che il settore e l’associazione avrebbero avuto sulla mia vita. È agrodolce per me dirvi che ho deciso di andare in pensione”.