Cosa sono e come si dividono gli esoscheletri occupazionali? Quali sono i vantaggi e i rischi connessi al loro uso?

Da anni si parla di vantaggi e rischi collegati all’evoluzione tecnologica, in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Lo si fa anche per ciò che attiene agli esoscheletri occupazionali, che tendono a supportare l’uomo durante la propria attività lavorativa, per ridurre il sovraccarico biomeccanico.
Diverse sono le situazioni in cui l’ausilio di un esoscheletro rappresenta un vantaggio.

E’ il caso ad esempio della movimentazione manuale dei carichi, che comporta un lavoro con le mani e con le braccia al di sopra delle spalle, che comporta quindi l’assunzione di posture incongrue durante la maggior parte del tempo di lavoro.
I movimenti ripetuti comportano un sovraccarico delle articolazioni che a lungo termine può rivelarsi piuttosto dannoso.

In attività come questa, gli esoscheletri hanno la potenzialità di offrire un miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro.
Ma sono ancora in una fase di ingegnerizzazione, di sviluppo, perché si possa dire una soluzione personalizzabile sulle singole esigenze di ogni lavoratore.

In più, ad oggi, non si ha certezza assoluta degli effetti positivi o negativi a lungo termine legati al loro utilizzo. Quindi vanno considerati un dispositivo di ottima applicazione da trattare ancora con un principio precauzionale.

L’Agenzia europea per la salute e sicurezza individua delle criticità

Anche l’Agenzia europea per la salute e la sicurezza di Bilbao si è interessata dell’implementazione e dell’impatto degli esoscheletri, individuando delle criticità. E lo stesso Inail sta approfondendo il “Discussion Paper”.

Secondo l’Inail si pone un problema di progettazione in quanto è necessario un approccio umanocentrico che vede l’uomo al centro. In questa accezione, l’esoscheletro dovrebbe essere una sorta di vestito sartoriale, che non può essere quindi applicato in maniera generica. Solo alcuni dispositivi hanno avuto il benestare del comitato etico per la sperimentazione sugli uomini.

L’Inail ha sviluppato una serie di esoscheletri ottenendo anche il consenso del comitato etico, per cui ha iniziato ad applicarli ad alcune attività lavorative.
Gli effetti benefici per particolari attività sono notevoli, non senza qualche dubbio rispetto a quelli a lungo termine, tra cui l’Istituto sottolinea:

  • L’effetto memoria, ovvero la sensazione che darebbe un utilizzo prolungato per tot ore, tot giorni, mesi e anni. La muscolatura sarebbe sollecitata per lungo tempo e lasciare un effetto di questo tipo (simile a quello che si ottiene quando si salta sui tappeti elastici e poi si scende – le gambe, in questo caso, hanno una reattività “viziata” e lo stesso potrebbe accadere nel caso degli esoscheletri)
  • L’interferenza, ovvero il fatto che l’esoscheletro aumenta le dimensioni del corpo umano e la progettazione di questo ausilio andrebbe studiata anche in base alle strutture e gli ambienti in cui sarà implementato. Basti pensare in caso di incendio: è necessario adottare (per una evacuazione rapida) una porta da 120 cm o da 80?

Il rapporto tecnico UNI sugli esoscheletri

La Commissione sicurezza dell’UNI ha concentrato la sua attività sugli esoscheletri per giungere alla definizione di un Report tecnico che ne definisca lo stato dell’arte.

In Europa, l’Italia è la prima nazione che si sta muovendo sull’argomento.
In attesa di norme ISO o CEN, nel nostro paese si cerca di fare chiarezza sui processi per riuscire a giungere ad un possibile intervento di tipo normativo.

Allo stato attuale ad esempio non esiste normativa per la valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico con l’utilizzo di esoscheletri.
Non esistono valutazioni corrette che possono offrire indicazioni negative o positive derivanti dalla loro applicazione.

Il Technical report dell’UNI offrirà sicuramente una panoramica cercando di prospettare lavori normativi nazionali con il fine ultimo di sanare le lacune normative che oggi insistono nella legislazione in vigore in tutti i paesi europei.