Quando si parla di sostenibilità, soprattutto in ambito di motori, si pensa subito ai vantaggi legati all’ambiente ma anche alle rinunce in termini di performance: è tempo di scardinare questo pregiudizio.

Restano i vantaggi legati all’ambiente, ma l’innovazione tecnologica in tema di sostenibilità sta facendo guadagnare punti ai motori puliti anche in termini di efficienza e usabilità.

Vediamo ad esempio cosa sta succedendo nel mondo delle piattaforme aeree di sollevamento.

Quando si parla di motori sostenibili, nel mondo delle macchine pesanti come le piattaforme di sollevamento, non parliamo solo di motori elettrici, ma anche di motori  ibridi, Euro 6 e Stage V ad esempio.

Motori elettrici

Oggi la tecnologia dell’elettrico ha superato molti ostacoli, tra cui la difficoltà nel produrre sufficiente potenza. Le batterie efficienti di ultima generazione hanno consentito di ampliare i vantaggi dell’elettrico anche ad altri settori, come quello del sollevamento, delle piattaforme e delle macchine da cantiere.

Le macchine ad alimentazione elettrica possono essere senza batteria, e quindi funzionare collegate direttamente alla rete elettrica, oppure con batteria.

Motori ibridi

Le macchine da cantiere ibride affiancano un motore elettrico a quello endotermico, in questo modo si riducono di molto le emissioni nocive e la rumorosità del mezzo.

Euro 6 e Stage V

I motori termici delle macchine da cantiere Euro 6 e Stage V hanno emissioni e consumi ridotti.
Gli standard dei motori Stage V, entrati in vigore il 1° gennaio 2019, prevedono la dotazione di un filtro antiparticolato diesel (DFP) e di una tecnologia innovativa che salvaguarda il motore e i suoi componenti, senza alcun compromesso per la potenza, le prestazioni o la produttività della macchina.
Il DPF, che è un componente di questi nuovi motori, è progettato per ridurre il numero di particelle nocive emesse nell’ambiente durante il funzionamento del motore.
L’Euro 6 invece è un insieme di standard europei sulle emissioni inquinanti che si applica ai veicoli stradali.

I vantaggi di piattaforme e macchine da cantiere più sostenibili

Possibilità di accesso ad ambienti chiusi o sensibili

Essendo a zero emissioni e poco o per nulla rumorose, queste macchine possono operare anche in ambienti delicati o, semplicemente, indoor. Nei magazzini, nelle industrie, nelle gallerie, nei centri commerciali… la loro presenza, a differenza di una macchina termica, non rende irrespirabile l’aria e non crea rumore. Possono essere all’opera anche negli ospedali e nei centri storici, in zone adiacenti a scuole e uffici anche in orario di lavoro senza disturbare.

Salute dell’utilizzatore del mezzo

Stare a bordo di un mezzo green è anche più vantaggioso per la salute dell’operatore perché si tratta di macchine nuove, di ultima generazione, dove l’innovazione è anche nella progettazione ergonomica della macchina.

Si tratta di macchinari che producono meno vibrazioni, causa di emicranie, stanchezza, problematiche muscolo scheletriche come il mal di schiena.

Nel caso dei mezzi elettrici non si hanno emissioni nocive, meno polveri e particelle fini rilasciate nell’aria respirata che resta quindi più pulita.

Produttività ed affidabilità

Questi mezzi, a parità di prestazione degli equivalenti con motori endotermici, sono più efficienti dal punto di vista energetico.

Impatto sull’ambiente

La riduzione dell’impatto ambientale di queste macchine resta uno dei vantaggi principali che vengono perseguiti con le nuove motorizzazioni. Raggiungere le emissioni zero, o per lo meno ridurle, è un obiettivo comune, cardine di politiche e strategie dell’intero Paese e della comunità europea, per preservare il nostro habitat. Quello che sta succedendo infatti è sotto gli occhi di tutti: non si tratta solo di proteggere la natura per spirito etico, si tratta di fare in modo che la terra resti un ambiente abitabile e sano per la vita, e a giovarne saremo proprio noi stessi.

Questa attenzione sta anche riabilitando un settore, quello industriale e dei mezzi pesanti, che nell’immaginario collettivo è uno dei principali colpevoli della crisi climatica.