-10,6% per le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale; +102,9% gli infortuni nel settore trasporto e magazzinaggio. Vediamo di seguito i numeri dei primi 10 mesi di infortuni e malattie professionali riportati sugli open data Inail

Inail ha reso disponibile un nuovo set di dati sulla salute dei lavoratori del nostro paese: open data di infortuni e malattie professionali dei primi 10 mesi del 2022.

Vediamo quindi tutte le informazioni relative alle denunce di infortunio sul lavoro, con esito mortale e non, presentate tra gennaio e ottobre 2022, come si distribuiscono nel Paese, in quali settori.

Tendenze emerse

Nei primi 10 mesi del 2022, rispetto all’analogo periodo del 2021, si registra:

  • un deciso aumento delle denunce di infortunio in complesso (dovuto in parte al più elevato numero di denunce di infortunio da Covid-19 e in parte alla crescita degli infortuni “tradizionali”, sia in occasione di lavoro che in itinere)
  • un calo di quelle mortali (per il notevole minor peso delle morti da contagio, a cui si contrappone però il contestuale incremento dei decessi in itinere)
  • una crescita delle malattie professionali

Denunce di infortunio sul lavoro

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di ottobre sono state

GENNAIO/OTTOBRE 2022
595.569 denunce di infortunio (+32,9% sullo stesso periodo 2021)

in occasione di lavoro 522.147 (+35,4% rispetto ai 385.707 del 2021)
in itinere 73.422 (+17,7% rispetto ai 62.403 del 2021)

GENNAIO/OTTOBRE 2021
448.110 denunce di infortunio (+41,3% sullo stesso periodo 2020)

GENNAIO/OTTOBRE 2020
421.497 denunce di infortunio (+11,5% sullo stesso periodo 2019)

GENNAIO/OTTOBRE 2019
534.314 denunce di infortunio

Gli infortuni per settore

+31,3% – Industria e servizi (dai 379.405 casi del 2021 ai 498.013 del 2022)
-3,2% – Agricoltura (da 22.766 a 22.048)
+64,4% – Conto Stato (da 45.939 a 75.508)
+129,1% – Sanità e assistenza sociale
+102,9% – Trasporto e magazzinaggio
+65,4% – Amministrazione pubblica (attività degli organismi preposti alla sanità, Asl, amministratori regionali, provinciali e comunali
+61,5% – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione

Dove e chi si infortuna

Le denunce di infortunio crescono in tutto il Paese.

+46,1% – Sud
+41,7% – Isole
+39,7% – Nord-Ovest
+35,9% – Centro
+18,3% – Nord-Est

Tra le regioni con i maggiori aumenti percentuali: Campania (+84,3%), Liguria (+59,2%) e Lazio (+55,9%).

Donne +54,3% (da 159.524 a 246.162 denunce)
Uomini +21,1% (da 288.586 a 349.407)
Lavoratori italiani +34,9%
Lavoratori extracomunitari +24,8%
Lavoratori comunitari +20,6%

Quasi la metà dei casi confluisce nella classe 40-59 anni.

Casi mortali

GENNAIO/OTTOBRE 2022
909 morti sul lavoro (-10,6% sullo stesso periodo 2021)

GENNAIO/OTTOBRE 2021
1.017 morti sul lavoro 

Il decremento fa la media delle 2 tendenze registrate nelle passate rilevazioni: -32,5% tra  gennaio e aprile, +11,7% tra maggio e ottobre (Leggi anche: Infortuni e malattie professionali: open data Inail dei primi 7 mesi del 2022). Si registrano 127 casi in meno rispetto al periodo gennaio-ottobre 2020 (1.036 decessi) e 13 in più rispetto al periodo gennaio-ottobre 2019 (896 decessi).

Il calo delle morti bianche è dovuto al notevole minor peso delle morti da Covid-19. Infatti, confrontando il dato dei decessi sul lavoro dei primi 10 mesi del 2021 e 2022, si registra la diminuzione solo dei casi avvenuti in occasione di lavoro, che scendono da 815 a 659, per il notevole minor peso delle morti da Covid-19.
Quelli in itinere sono passati da 202 a 250.

Il calo ha riguardato soprattutto l’Industria e servizi (da 859 a 772 denunce), seguita da Conto Stato (da 46 a 32) e Agricoltura (da 112 a 105).

Dove e chi muore sul lavoro

Solo nelle isole si registra un aumento, il resto delle zone confermano il decremento:

Isole: + 2 morti bianche (da 70 a 72)
Sud: da 271 a 201 morti bianche
Nord-Est: da 226 a 202 morti bianche
Centro: da 196 a 186 morti bianche
Nord-Ovest: da 254 a 248 morti bianche

Tra le regioni con i maggiori decrementi, la Campania (-29 casi mortali), l’Abruzzo (-19) e la Puglia, il Lazio e l’Emilia Romagna (-18 ciascuna).
Tra le regioni che registrano aumenti, invece, si segnalano la Calabria (+13 casi), la Lombardia e la Toscana (+8 ciascuna).

Le vittime maschili calano (da 922 a 806). Aumentano quelle femminili (da 95 a 103 casi). Sono minori le denunce dei lavoratori italiani (da 861 a 735 decessi), a fronte di un aumento di quelle dei comunitari (da 37 a 47) e degli extracomunitari (da 119 a 127). Dall’analisi per classi di età, da segnalare l’incremento di casi mortali tra i 25-39enni (da 132 a 167 casi) e tra gli under 20 (da 10 a 20) e il calo tra gli over 39 anni (da 843 a 693).

Al 31 ottobre di quest’anno risultano 16 denunce di incidenti plurimi avvenuti nei primi 10 mesi, per un totale di 37 decessi, tutti stradali. Nel periodo gennaio-ottobre 2021 gli incidenti plurimi erano stati 15 per un totale di 35 decessi, 21 dei quali stradali.

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Denunce di malattia professionale

GENNAIO/OTTOBRE 2022
50.013 denunce di malattia professionale (+10,2% sullo stesso periodo 2021)

GENNAIO/OTTOBRE 2021
45.395 denunce di malattia professionale (+36,6% sullo stesso periodo 2020 e -2,0%, rispetto allo stesso periodo 2019)

GENNAIO/OTTOBRE 2020
32.001 denunce di infortunio 

Le malattie professionali per settore

Industria e servizi +10,3%, da 37.438 a 41.278 casi
Agricoltura +10,0%, da 7.541 a 8.298
Conto Stato +5,0%, da 416 a 437

Le malattie professionali sul territorio

L’incremento delle denunce è stato più consistente nelle Isole (+25,8%), rispetto a Sud (+12,3%), Nord-Ovest (+9,9%), Centro (+8,3%) e Nord-Est (+4,3%).

Lavoratori: da 33.131 a 36.919 (+11,4%)
Lavoratrici: da 12.264 a 13.094 (+6,8%)
Lavoratori italiani: da 42.004 a 46.251 (+10,1%)
Lavoratori extracomunitari: da 2.334 a 2.542 (+8,9%)
Lavoratori comunitari: da 1.057 a 1.220 (+15,4%)

Le malattie professionali più diffuse sono: patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio. Seguono tumori e malattie del sistema respiratorio.

Inail, come sempre, ricorda che, per avere una lettura veritiera del fenomeno, necessario attendere di avere i dati relativi all’intero 2022, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

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