Consorzio Ecopower ci racconta il sistema di ritiro delle batterie al piombo e al lito: raccolta, trasporto, stoccaggio e documentazione necessaria

Siamo nel bel mezzo della transizione energetica e le batterie sono protagoniste.
L’abbandono delle fonti energetiche fossili, in favore di quelle rinnovabili, passa anche per lo sviluppo di sistemi di accumulo che ci consentano di conservare l’energia prodotta, per utilizzarla quando serve o trasportarla da punto ad un altro.

Per far si che l’elettrico sia più sostenibile delle fonti fossili, e non trovarci tra qualche anno con rifiuti tossici e dannosi, è essenziale progettare con lungimiranza e in modo circolare tutti gli elementi che compongono questa transizione energetica. Prima tra tutti: la batteria.

Le batterie, che siano al piombo o al litio, sono oggetti preziosi, sia per il loro utilizzo che per i materiali che le compongono. Per questo sarebbe un grave errore considerare una batteria esausta un inutile rifiuto. Anche a fine vita infatti la batteria ha ancora molto da dare e materiali rari da recuperare.

Il riciclo delle batterie, se non fatto o se fatto male, causa criticità non solo ambientali ma anche di legalità.

AMBIENTE

Prima di tutto c’è da ricordare che, batterie e accumulatori esausti abbandonati, o trattati per il riciclaggio/recupero in maniera non adeguata, sono dannosi per l’uomo e per l’ambiente, in quanto contengono sostanze tossiche.

LEGALITÀ

Inoltre, proprio in virtù del fatto che la batteria è composta da materiali preziosi, attira le attenzioni di organizzazioni criminali, interessate a facili guadagni a scapito dell’ambiente e delle attività produttive oneste (parleremo in uno dei prossimi articoli del Protocollo della Legalità).
Iniziamo quindi già ad intravedere diversi aspetti che rendono la raccolta dell’esausto un tema molto delicato.

MATERIE PRIME

Un altro motivo è legato alla complessità del processo. Col passare del tempo e con la diffusione dell’elettrificazione, aumenteranno anche le batterie utilizzate e di conseguenza aumenterà l’esausto e diminuirà la disponibilità di materie prime. Ci saranno quantitativi di batterie sempre più ingenti da trattare che dovranno per forza essere la fonte delle materie prime difficili da reperire in natura.

È essenziale implementare le procedure ed processi per far sì che anche il recupero delle batterie al litio diventi un ciclo virtuoso

Mentre per le batterie al piombo esiste già una virtuosa filiera del riciclo, è essenziale implementare le procedure ed processi per far sì che anche il recupero delle batterie al litio diventi un ciclo virtuoso. Ecopower ha pubblicato due guide (GUIDE LITEX) dedicate allo stoccaggio ed al trasporto stradale di batterie al litio per Sistemi di Sollevamento, Elevazione e per il settore Automotive.

Proprio con lo scopo di affiancare le aziende che si trovano a dover gestire il fine vita delle batterie è stato costituito nel 2012 il Consorzio Ecopower. Non un ente che tratta rifiuti pericolosi, ma piuttosto un Sistema di Qualificazione e di Controllo, il cui fine ultimo è garantire filiere certificate di riciclaggio/recupero delle batterie esauste, al fine di restituire materie prime seconde ai proprio Soci per produrre  nuove batterie.

Per questo motivo svolge la sua attività prescindendo da ogni logica di profitto e massimizzando il riciclo delle risorse.

Ecopower ha accumulato un’esperienza di 10 anni gestendo il trasporto ed il riciclaggio/recupero di oltre 350.000 tonnellate di batterie.

Scopri di più sui 10 anni di attività di Ecopower leggendo anche: Ecopower compie 10 anni: legalità e trasparenza i principi che contraddistinguono il Consorzio.

Per entrare a far parte di questo ciclo virtuoso contatta Consorzio Ecopower:

CONSORZIO ECOPOWER
Via A. Scarsellini, 11/13, 20161 MILANO (MI)
Tel: 800.151.188 | [email protected]
www.consorzio-ecopower.org
www.gruppo-safe.it
www.ecoped.org
www.ridomus.org
www.pneulife.org