Logistica e sostenibilità

Quando si parla di sostenibilità le declinazioni che assume questo concetto non sono più relegate solo all’impronta ambientale ma sempre più includono anche la sfera della responsabilità sociale.

La logistica, in questo, non fa eccezione. Il nuovo atteggiamento che si sta delineando all’interno delle imprese dal punto di vista etico è una conquista di grande valore.
Ma siamo sicuri che la sostenibilità, per un settore come la logistica, sia veramente “sostenibile”?

Sicuramente il tema è centrale non solamente in ambito accademico ma lo è diventato per tante imprese che hanno capito che essere sostenibili si traduce anche nell’essere più efficienti.
Nel mondo della logistica e dei trasporti il discorso intorno alla sostenibilità quindi non si lega solamente al risparmio in termini di costi ed emissioni di CO2. Non si limita né alla tipologia di mezzi utilizzati (più avanzati tecnologicamente e più rispettosi dell’ambiente), né alla razionalizzazione dei carichi. Si connette invece in modo irreversibile ad un cambio di mentalità, di paradigma, che deve investire l’azienda a tutto tondo.

Ma…la logistica sta cambiando modo di ragionare?

La domanda delle domande è proprio questa. Se è vero che tutti gli attori del comparto sono concordi nel definire la sostenibilità una necessità, è altrettanto vero che siano disposti a cambiare modo di lavorare? A non vedere solo gli effetti a breve termine delle loro scelte, quelli stessi effetti che spesso fanno pesare gli investimenti come fossero costi?

Come diventare sostenibili?

Oggi le strade per ridurre l’impatto ambientale sono diverse.
Una tra queste, una delle più dibattute è la necessità di cambiare la modalità di trasporto.
Usare invece che il trasporto su gomma, quello su rotaia. Ma il treno è più efficiente?
Dipende.
Su lunghe percorrenze, sicuramente. Sulle brevi distanze, invece no.
Quindi il trasporto su rotaia è da preferire in assoluto? Sopra una certa percorrenza lo è ma nel nostro paese i servizi di intermodalità languono. In pochi utilizzano i treni ad alta capacità, penalizzando così la nascita di servizi di logistica innovativi.

Un’altra leva importante per abbracciare la sostenibilità è quella di modificare il sistema di trasmissione. Si potrebbero utilizzare più veicoli elettrici, l’idrogeno in futuro…
L’elettrico è sicuramente più sostenibile del gasolio, l’idrogeno ancora di più. Ma quanto costano le infrastrutture per utilizzarlo e non a macchia di leopardo? Troppo.
Se ne deduce quindi che l’elettrico e l’idrogeno sono soluzioni che difficilmente (allo stato attuale) consentono una efficienza economica.

Una terza via che consentirebbe una riduzione dei consumi è di natura invece organizzativa. Un’opzione che vedrebbe un rallentamento dei tempi di consegna ma anche della velocità delle operazioni. Non solo quelle di trasporto.
E’ necessario un ripensamento anche a livello individuale: abbiamo davvero bisogno di ricevere tutto quello che acquistiamo un istante dopo averlo ordinato?
Non è forse vero che l’efficienza a tutti i costi ha un prezzo anche in termini di sostenibilità?

Infine, altra strada perseguibile in ottica sostenibile è quella dell’ottimizzazione dei carichi, utile a ridurre il numero di mezzi in circolazione e a razionalizzare i costi.

Per concludere, ci sono soluzioni logistiche sostenibili economicamente e soluzioni sostenibili a livello di impatto ambientale che non comportano un’efficienza economica. Finché non si parlerà di soluzioni “win-win” probabilmente per la logistica sarà complicato implementarle.