L’autotrasporto è un settore strategico per l’economia di un Paese. Conosciamo tutte le problematiche legate al comparto ma sembra che a livello centrale si agisca solo quando “scappa il morto” o quando, a fine anno, si deve fare la conta degli infortuni sulla strada.

Qual è oggi lo stato di salute degli autisti?
Abbiamo cercato di focalizzarci sulle problematiche che riguardano direttamente chi vive la strada come posto di lavoro. Non solo attenzionando le carenze relative alla sicurezza ma analizzando lo stato di salute dei singoli autisti. Ne abbiamo parlato con Tania Andreoli e Giuseppe Neri, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani.

Quali sono le patologie più comuni per gli autisti?

Le principali patologie che colpiscono gli autisti professionali sono le malattie cardiovascolari connesse in modo particolare alla sedentarietà e all’alimentazione. In particolar modo si menzionano infarti, ictus, patologie coronariche e sindrome metabolica. Seguono le malattie muscolo-scheletriche, in particolar modo lesioni vertebrali, ernie discali severe e lombalgie.
La sordità e l’inquinamento acustico, soprattutto per ipoacusia percettiva dovuta all’errato funzionamento delle vie nervose, determinano invalidità già in età giovanile. E poi non bisogna dimenticare il cancro alla prostata, le patologie odontostomatologiche, compresa la cancerogenesi del cavo orale.
Serie sono le condizioni dell’apparato digerente, a causa della cattiva alimentazione, povera di fibre e nutrienti, in quanto spesso l’autista è costretto alla somministrazione di junk food, nonché al forte stress psico-fisico.

Anche la postura, generalmente scorretta e protratta a lungo termine, è causa di deficit e malattie dell’apparato muscolo-tendineo e scheletrico. Nel nostro paese purtroppo si presta ben poca attenzione attenzione alla postura durante i lunghi percorsi, mentre all’estero sono attivi programmi sportivi nazionali (un esempio su tutti è il TRUCKER LIFE polacco), che coinvolgono le istituzioni.
Sembra un problema di second’ordine ma in realtà la postura è causa di incidenti nel 15% dei casi.

A livello psicologico, quali ripercussioni?

A livello psicologico, lo stress è molto intenso. Basti pensare alle lunghe attese nelle piattaforme della GdO dove mancano sempre più di frequente i principali servizi richiesti dal Pacchetto Mobilità europeo. Ma è solo un esempio: la lentezza burocratica presso porti e interporti non è da meno, così come la guida indisciplinata di molti automobilisti.
A tutto questo si stanno aggiungendo sempre più anche i disturbi legati all’ansia e la depressione.

Il lavoro in solitaria, le poche tutele e garanzie, non aiutano. Oggi molte aziende di autotrasporto stanno riducendo benefits e minando le sicurezze economiche, a discapito dell’incolumità pubblica e degli autisti. Non sono rari i casi di autisti costretti a 107 ore di tratte, con scarsa fornitura di carburante malgrado le lunghe percorrenze.

Guardando alla sicurezza…Quanti sono gli infortuni nel settore ogni anno?

Fra il 2014 ed il 2018, la metà dei 332 casi mortali di infortunio stradale nel settore è stata causata dalla perdita di controllo del mezzo. Fra il 2014 ed il 2017 si segnalano circa 35 denunce di infortunio stradale ogni mille addetti.
Tra il 2014 ed il 2018, INAIL registrava 37.000 infortuni nel settore Trasporti, il 18% dei quali si verifica tra Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Veneto, Piemonte e Campania.

Dati alla mano, nel 2016 96 sono stati gli incidenti mortali. Nel 2020, 120. Il 24% di questi ha coinvolto autisti sotto i 35 anni, quasi il 39% fra i 35 anni ed i 49 anni; il 37% invece autisti oltre i 50 anni.
E infine, nel 2021, il 45% del totale di morti in Italia per altre cause ha interessato decessi sul lavoro in strada.

Numeri sicuramente poco rassicuranti, che pesano insieme al ristretto impegno da parte delle istituzioni. Quali saranno i vostri prossimi impegni per far fronte a questa situazione?

La LAAIS intende inserirsi nel dibattito di Governo e precisamente nell’Atto III di Governo che sarà in discussione questo mese nella Legge di Bilancio, la quale prevede stanziamenti per il PNRR. Tutte le risorse ed il focus sono orientati esclusivamente sul TPL, trasporto pubblico.
Occorre invece un dibattito tecnico e la Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani formulerà proposte concrete, attivando le necessarie sinergie con medici e Polizia stradale affinché le condizioni di vita e di lavoro di questi lavoratori possano essere degne di essere considerate umane.

Non è più concepibile non godere nemmeno delle minime tutele.
E’ tempo che chi fa questo mestiere possa essere considerato se non edificante, quanto meno dignitoso. Se non cambierà questo, sarà molto difficile che possa mai essere considerato attrattivo – e non solo per i giovani.