Sicurezza sul lavoro
Il quadro tracciato dall'osservatorio Sicurezza Vega Engineering è drammatico. In Veneto record di infortuni mortali sul lavoro, con Verona maglia nera

Negli ultimi dieci mesi i morti sul lavoro in Veneto sono 93, che portano la regione al secondo posto in Italia per numero di decessi. E Verona è la provincia con il maggior numero di decessi.

Secondo i dati divulgati dall’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering di Mestre, la situazione è drammatica. L’incidenza di mortalità aumenta e addirittura risulta superiore rispetto alla media nazionale.

Uno scenario sconfortante sul fronte della sicurezza sul lavoro, che sottolinea un’emergenza grave soprattutto considerando che da questi numeri sono quasi completamente spariti gli infortuni mortali dovuti al Covid, come ha evidenziato anche Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering di Mestre.

I settori più interessati sembrano essere soprattutto quelli legati alle costruzioni e l’edilizia, che nell’arco di un anno hanno più che duplicato il numero degli incidenti mortali sul lavoro.

L’Osservatorio ha ideato la mappatura del rischio di morte sul lavoro, dividendo l’Italia a colori. La zona arancione, quella in cui è entrato il Veneto a fine ottobre, è la zona che – dopo la rossa – raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro superiore alla media nazionale (Veneto 29,8 morti, a fronte del valore medio italiano di 29,2).

Belluno, Verona e Rovigo le province a rischio più elevato

Le province in cui si rischia di più mentre si lavora sono tre: Belluno, Verona e Rovigo. Belluno guida la triste classifica con 69,9 infortuni mortali ogni 1.000.000 lavoratori (più del doppio della media nazionale). Segue Verona con 44,6 e Rovigo con 43,1. Mentre Padova e Treviso risultano in zona bianca.

Dall’analisi qualitativa emerge inoltre che 62 persone hanno perso la vita in occasione di lavoro e 31 in itinere (tragitto casa-lavoro).

Il Veneto è quindi secondo solo alla Lombardia per decessi sul lavoro. Un infortunio su 10 si verifica in regione.

Decessi sul lavoro 2022: tra numeri e cause

Nei primi dieci mesi dell’anno crescono del 27,5% le denunce di infortunio totali. Fra i tre settori più interessati, figurano:

  • Trasporti (4.324 casi)
  • Costruzioni (3.565 casi)

Sono 28.340 le denunce delle lavoratrici e 43.247 quelle che riguardano la componente maschile.

I fattori di rischio e le cause degli infortuni sul lavoro sono tantissime. Di solito a intervenire sono fattori tecnici ma anche organizzativi, strutturali e procedurali.
Anche il fattore umano gioca un ruolo significativo. Ma finché si penserà alla sicurezza intervenendo a posteriori, ad infortunio avvenuto, la situazione non potrà che peggiorare.

Serve un cambio di prospettiva in termini di prevenzione. Occorre un confronto multidisciplinare che sia in grado di coinvolgere datori di lavoro, operatori, professionisti della formazione, tecnici, per modificare le modalità di prevenzione e gestione dell’infortunio sul lavoro.

Il tutto, per richiamare l’attenzione verso il rispetto della dignità del lavoratore e dei suoi diritti.