Bonus Pubblicità
Come funzionerà il Bonus pubblicità dal 2023? Scopriamo insieme beneficiari ed importi

A partire dal primo gennaio 2023, il credito di imposta sarà pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati in campagne pubblicitarie (su stampa, periodica e quotidiana, anche online). Si ritorna quindi al regime ordinario, quello precedente alle modifiche del triennio 2020/2022.

Una modifica che nasce dalla conversione in legge del Decreto Energia e che trova applicazione con il D.L. 50/2017 e che restringe l’ambito oggettivo dell’agevolazione. Ma cerchiamo di comprendere più nello specifico la disciplina del credito di imposta pubblicità 2023.

Bonus pubblicità 2023: cosa esclude?

Da gennaio il bonus pubblicità sarà limitato alle spese sostenute per la diffusione su stampa (giornali quotidiani e periodici sia nazionali che locali).
A patto che siano iscritte presso il Tribunale competente, ovvero presso il registro degli operatori di comunicazione (ROC).

Grandi escluse sono quindi le emittenti televisive e radiofoniche (nazionali e locali, analogiche e digitali) e tutte le altre forme di pubblicità come:

  • volantini cartacei
  • cartellonistica fisica
  • pubblicità su apparecchiature e vetture o mediante affissioni e display
  • su schermi di sale cinematografiche
  • attraverso i canali social
  • banner su portali online

Ai fini dell’attribuzione del credito di imposta, le spese sono ammissibili al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di altre spese diverse dall’acquisto dello spazio pubblicitario.

La norma prevede inoltre che le spese si riterranno sostenute alla data in cui le prestazioni stesse sono ultimate, senza che abbia invece alcun rilievo il momento in cui viene emessa la relativa fattura o viene effettuato il pagamento.

Importi del Bonus pubblicità 2023: l’incremento percentuale

I beneficiari del credito di imposta sugli investimenti pubblicitari saranno le imprese (di qualsiasi dimensione), gli enti non commerciali ed i lavoratori autonomi.
Abbiamo detto che il beneficio si applica nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti, al netto delle spese sostenute nel 2023, comparate a quelle sostenute nel 2022.

A chi presenta domanda per l’agevolazione, viene richiesto un incremento minimo dell’1% rispetto agli investimenti del 2022, in mancanza del quale le spese sostenute non risultano agevolabili. Pertanto, resteranno fuori dall’agevolazione anche i soggetti che registrano un decremento degli investimenti.

Come si calcola il Bonus Pubblicità?

Ipotizziamo un caso specifico. Un’impresa X ha effettuato 450.000 euro di investimenti in pubblicità nel 2022. Ha quindi usufruito del credito pari al 50% dell’intero volume di investimento (ovvero 225.000 euro).

Nel 2023, la stessa impresa effettua ulteriori investimenti pubblicitari per 550.000 euro complessivi (1% x 450.000 = 45.000 euro). L’incremento di almeno l’1% è rispettato pertanto il beneficio fiscale è concesso nella misura del 75% della spesa incrementale.

L’azienda riceverà dunque un credito d’imposta pari a 75.000 euro (550.000 – 450.000) x 75% = 100.000 x 75%.