I rischi professionali operatori del cleaning.
La raccolta dei rifiuti e lo spazzamento stradale, cioè le attività degli operatori che si occupano di mantenere il decoro e l’igiene degli spazi pubblici, non sono senza rischi. Anzi.

Vi sono operazioni anche di complessità elevata, per affrontare le quali è importante vengano messe in campo strategie di prevenzione e protezione.

Quali rischi professionali corrono gli operatori del cleaning urbano?

Vediamo quindi di seguito, in maniera approfondita, quali rischi corrono gli operatori del cleaning urbano che compiono le loro attività sia utilizzando spazzatrici e macchine, sia manualmente.

I rischi professionali di questo lavoro, che è parte integrante del cleaning, dipendono dalle situazioni potenzialmente dannose in cui gli addetti al mantenimento dell’igiene urbana operano:

  • lavoro sulla strada
  • interazione con macchine e attrezzature
  • pericolo di investimenti da parte di mezzi

Ma non solo. Altri pericoli sono legati alla presenza di:

  • agenti biologici
  • agenti fisici (MMC, vibrazioni, rumore)
  • agenti chimici

A questo, come in tutti gli altri lavori, bisogna aggiungere anche il lavoro in condizioni di stress e fatica, condizione che influenza la sicurezza e salute degli addetti.

Assenza di pianificazione

Le situazioni più rischiose, che determinano rischi professionali per gli operatori del cleaning, si verificano di solito in assenza di pianificazione delle attività, quando vengono svolte in condizioni di emergenza. Fretta, scarsa formazione, manutenzione carente di macchine e mezzi, interferenze del traffico veicolare… amplificano i rischi già insiti nel lavoro.

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Rischi da lavoro sulla strada

Che si tratti di attività manuali (porta a porta, spazzamento di piccole aree), o meccanizzate (mezzi di raccolta con compattatore a caricamento laterale o posteriore, mezzi lavastrade, spazzamento di grandi aree) o meccanizzate con ausilio di operatori (raccolta con compattatore a caricamento posteriore, spazzamento)… lavorare sulla strada è pericoloso.

Non si tratta di un luogo di lavoro così come definito dalla legislazione o nell’accezione comune, i lavoratori non hanno una ben localizzata postazione di lavoro, l’ambiente di lavoro “outdoor” è caratterizzato da un complessità di caratteristiche e gestioni, nonché da una pluralità di rischi a cui i lavoratori sono esposti.

Gli infortuni più frequenti

Gli infortuni più frequenti sono incidenti stradali, collisioni tra mezzi e investimenti di persone, inciampi, cadute, urti, tagli, punture o abrasioni dovuti a contatto con oggetti taglienti, caduta dall’alto di contenitori dei rifiuti.

La probabilità degli investimenti dipende da:

  • stagione: quantità di luce
  • clima: diminuzione di visibilità dovuta a nebbia, pioggia, foschia
  • rumore: attività rumorose come il caricamento del vetro e/o il traffico urbano
  • comportamento degli operatori (urgenze, ritardi, fine turno)
  • uso o meno di indumenti ad alta visibilità e di DPI appropriati
  • esperienza del guidatore
  • motivi di distrazione
  • posizionamento dei punti di raccolta

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Nel caso dei lavoratori che operano a supporto della raccolta a caricamento posteriore, il rischio di investimenti è fortemente legato al rischio di cadute dai mezzi: mantenere l’equilibrio dipende dal comportamento degli operatori, ma anche dai dispositivi presenti sul mezzo (maniglie e impugnature, cinte di protezione), dalle loro caratteristiche ergonomiche e dal livello di manutenzione.

Durante la manipolazione di rifiuti, può verificarsi il contatto accidentale con oggetti taglienti per la presenza, nell’indifferenziato e nel multimateriale o, se conferiti non correttamente, anche nel differenziato, di vetro infranto, bordi seghettati di lattine, ecc.

Oltre al trauma acuto, il contatto con oggetti taglienti può causare infezioni e malattie dovute alla potenziale contaminazione degli stessi con agenti biologici (ad esempio, aghi contaminati da virus a trasmissione ematica, oggetti taglienti contaminati da microrganismi presenti negli stessi rifiuti indifferenziati). La quantità di materiale nel contenitore, i conferimenti errati e il non corretto uso di DPI (guanti) aumenta la probabilità del rischio.

Rischi da interazioni con macchine e attrezzature

I rischi professionali per gli operatori del cleaning vengono determinati anche dall’uso di mezzi di raccolta con compattatore a caricamento laterale o posteriore, i mezzi lavastrade, le motospazzatrici, sono considerati mezzi di trasporto.

Per inquadrare correttamente l’attività, bisogna considerare questi veicoli, oltre a trasportatori di persone e materiali, anche come attrezzature di lavoro (sistemi di sollevamento, compattatore, sistema meccanizzato di spazzamento), usate per svolgere l’attività di raccolta rifiuti e spazzamento strade.

Infortuni connessi all’uso delle attrezzature

Le tipologie di infortunio connesse all’uso delle attrezzature, delle macchine e dei dispositivi possono essere infortuni dovuti ad interazioni con l’attrezzatura (inpigliamento, schiacciamento, colpi/urti, ecc), soprattutto durante il sollevamento meccanico dei contenitori e lo scarico. Cause di schiacciamenti possono essere:

  • cattivo orientamento dei sistemi per la visione laterale e posteriore del mezzo (a tal proposito leggi anche: La visibilità è sicurezza, anche nel cleaning)
  • cattivo funzionamento dei sistemi di frenatura del mezzo
  • errata comprensione della comunicazione tra operatori e autisti
  • errata posizione dell’operatore durante la movimentazione dei contenitori
  • errato sganciamento e carico di cassonetti
  • azionamento accidentale comandi.

Rischi per la salute

I rischi professionali igienico–ambientali per gli operatori del cleaning, possono essere suddivisi in rischi derivanti da esposizione ad agenti biologici, chimici e fisici, ma anche organizzativi e psicologici potenzialmente in grado di causare stress da lavoro.

Agenti biologici

I livelli di esposizione dei lavoratori ad agenti biologici sono fortemente correlati alla natura e alla tipologia dei rifiuti e alle modalità di conferimento. In alcune condizioni, possono essere raggiunti anche valori elevati.  Sono esposti al rischio biologico tutti gli addetti, anche se in misura maggiore quelli che effettuano la raccolta e lo spazzamento manuale, così come gli operatori a terra durante la manipolazione e la movimentazione dei rifiuti, lo scarico dei mezzi di raccolta, la manutenzione/pulizia di mezzi, indumenti e attrezzature da lavoro.

Agenti fisici

Rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC): la maggior parte delle patologie denunciate nell’ambito del comparto della raccolta di rifiuti possono essere ricondotte alla MMC, superate solo dalle patologie risultanti da rischio biologico-infettivo.

I danni più comunemente riscontrati sono a carico del tratto dorsolombare della colonna vertebrale e dei muscoli annessi (mal di schiena, ernia del disco, artrosi), ma sono rilevate anche patologie a carico delle articolazioni delle braccia o delle gambe.

Rischio vibrazioni: il rischio da vibrazioni al distretto mano braccio è generalmente trascurabile con la sola eccezione di alcune mansioni riguardanti ad esempio le manovre di compattatori posteriori mediante leve di comando, l’uso del tubo flessibile nelle operazioni di espurgo fognario, la conduzionedi macchine per movimento terra cingolate più o meno vetuste…

Le vibrazioni al corpo intero rappresentano un rischio da valutare per gli operatori alla guida o con funzioni da passeggero su tutti i veicoli in movimento.

Lo stato della pavimentazione stradale percorsa, il design del mezzo e la mancanza di sedili ammortizzati e la scarsa manutenzione o il cattivo uso delle pedane posteriori, rappresentano fattori peggiorativi.

Rischio rumore

Nel settore dell’igiene urbana, il rischio di esposizione al rumore è generalmente sottostimato a causa degli effetti del rumore di fondo o ambientali, spesso non trascurabili, in aggiunta a quelli specifici delle attività eseguite.

Le condizioni più critiche sono riferibili ad operazioni condotte con macchine portatili (decespugliatori, soffianti), quasi sempre dotate di motori a scoppio e in grado di produrre fenomeni sonori impulsivi; seguono le attività condotte in strada in assistenza ad automezzi adibiti alla raccolta o allo spazzamento.

L’esposizione di chi svolge la propria mansione all’interno della cabina di un automezzo non deve essere trascurata: condizione questa apparentemente sicura, ma che condizioni ambientali particolari o mancata manutenzione possono rendere più gravosa di quanto sia usuale ritenere. L’esposizione, prolungata nel tempo, a rumori di intensità anche non elevatissima, oltre alle ipoacusie, può causare disturbi a carico del sistema nervoso, con riduzione della prontezza di riflessi e della capacità di concentrazione, producendo uno stato di affaticamento superiore a quanto ascrivibile alla singola mansione. È possibile che si vengano a creare condizioni di stress da lavoro, risultanti da una sinergia di fattori legati alla peculiarità dell’ambiente (traffico, interazioni con utenti, condizioni meteo-climatiche, lavoro notturno).

Agenti chimici

Il materiale particolato (polveri e fibre) rientra tra gli agenti chimici che possono generare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Anche lo stazionamento del personale in luoghi chiusi quali cabine di guida degli automezzi (spesso prive di impianto di condizionamento o dotate di impianto ma in condizioni di carenza di manutenzione dei filtri, quando non utilizzato a finestrini abbassati), rappresentano una potenziale fonte di esposizione per contatto muco-cutaneo (contaminazione di occhi e mani), per inalazione e per ingestione (mani sporche portate alla bocca, alimenti, oggetti e sigarette contaminati).

Gli addetti alla raccolta dei rifiuti sono esposti, in analogia con altre categorie di lavoratori occupati in ambiente cittadino esterno, anche ad inquinanti chimici presenti nell’aria e connessi al traffico veicolare.

Unitamente a diversi gas tossici, il traffico veicolare genera particelle provenienti, per lo più, da processi di combustione.

Le situazioni di esposizione a tali sostanze consistono essenzialmente nel rinvenimento di rifiuti conferiti di natura anonima, di contenuto non noto e nella manipolazione di prodotti o preparati noti (carburanti, diserbanti, fluidi macchine).

Rischi trasversali – organizzativi e da stress lavoro correlato

Costituiscono potenziali fonti di stress fattori, spesso sinergici con le situazioni di rischio legate all’operatività, quali:

  • ritmi di lavoro usuranti: lavori in continuo, sistemi di turni, lavoro notturno e/o solitario (isolamento sociale), lavoro diurno in condizioni di traffico intenso, interventi manuali, necessità di impiegare DPI in maniera prolungata
  • mancata gestione delle situazioni di emergenza che comportano disagi ai lavoratori con alterazione dei ritmi di vita
  • mancanza di procedure adeguate per far fronte a incidenti e a situazioni di emergenza, considerando le specificità del lavoro
  • movimentazione manuale dei carichi e ripetitività delle operazioni
  • monotonia del lavoro
  • mancata sensibilizzazione degli utenti
  • mancanza di coinvolgimento degli operatori al valore sociale del lavoro
  • mancata formazione degli operatori
  • mancanza di comprensione di ruoli e responsabilità
  • bassa partecipazione al processo decisionale
  • conflittualità
  • dipendenza da amministrazioni in perenne affanno finanziario
  • complessità delle mansioni, carenza di controllo e di formazione
  • bassi livelli di sostegno nella risoluzione di problemi
  • carenza di definizione degli obiettivi organizzativi
  • mancanza di gestione della conflittualità
  • elevata insicurezza del lavoro (contratti a termine o a progetto)

Leggi anche:

Operatori del cleaning: quali sono i rischi del settore?

Per approfondire consulta la scheda Inail dedicata al tema