Forum Internazionale Conftrasporto-Confcommercio: le tendenze emerse

L’allarme arriva dal Settimo Forum Internazionale Conftrasporto-Confcommercio: Conftrasporto prevede un calo dei traffici merci tra il -0,6% e il -3% in Italia nel 2023. Le cause le conosciamo tutti: pandemia, guerra, crisi energetica in primis.

Non è stato solo questo il tema del Forum tenutosi a Roma. Durante l’evento c’è stata infatti la presentazione dei dati dell’Ufficio Studi di Confcommercio e di uno studio realizzato da Ispi.

Tra i temi portanti di quest’anno quelli legati all’energia, alla transizione ecologica, alla trasformazione delle catene logistiche e all’intermodalità, fra Covid, guerra e crisi energetica.

Catene logistiche sotto stress, nuovi scenari in vista

I dati confermano l’apertura di nuovi scenari. Le catene logistiche sono ancora sotto pressione e le filiere iniziano ad accorciarsi.

Costo dell’energie a dei materiali

Alle conseguenze della pandemia si aggiungono quelle della crisi energetica e delle politiche monetarie restrittive. Oltre all’inflazione e all’aumento dei costi di alcune materie prime, quali i carburanti fossili, c’è la rivalutazione del dollaro statunitense (l’Euro ha perso quasi il 15% del proprio valore tra gennaio e settembre 2022). Sulle catene logistiche grava anche l’effetto combinato della guerra in Ucraina e dei nuovi lockdown in Cina, con nuovi blocchi nei porti e ritardi nella consegna di merci.

Dal Forum si è sollevata anche una preoccupazione riguardante l’inflazione e l’aumento dei costi che rischiano di ripercuotersi anche sui progetti infrastrutturali contenuti nel Pnrr. Quest’anno saranno spesi solo circa 20 miliardi delle risorse del Pnrr, contro una previsione iniziale di 33,7 miliardi. Tra i motivi c’è l’impennata dei costi delle opere pubbliche.

La guerra

Senza dimenticare che, oltre all’aumento dei costi dell’energia e dei materiali, c’è anche la guerra in Ucraina a spostare il focus delle grandi infrastrutture europee. Il timore è che la Commissione Ue modifiche la sua proposta di regolamento per le reti transeuropee del trasporto (le cosiddette reti Ten-T) per estendere 4 corridoi di trasporto europei al territorio dell’Ucraina e della Moldova, escludendo invece dalle mappe del progetto Russia e Bielorussia.

E-commerce

Con la pandemia la crescita dell’e-commerce è stata esponenziale.
A livello globale la quota dell’e-commerce nelle vendite al dettaglio è cresciuta dal 15% del 2019 al 21% del 2021, e continua a crescere.

Di conseguenza è aumentata anche la domanda di servizi logistici (la logistica in conto terzi, pari, a livello globale, a oltre 950 miliardi di dollari nel 2021, si prevede che aumenterà a un tasso annuale composto dell’8,6% dal 2022 al 2030, fino a raggiungere circa 2 mila miliardi di dollari).

Aumenta la domanda di servizi logistici e, nel contempo, difficile trovare personale. Solo nell’autotrasporto, in Europa mancano circa 400mila autisti, con punte massime nel Regno Unito (-100mila) e in Polonia (-80mila).

In Germania ne mancano 80mila, in Francia 34mila, in Italia circa 20mila.

Carenza di autisti ma crescono le patenti

Per la prima volta però ci sono dei segnali positivi riguardo a questo problema: in Italia stanno aumentando, in maniera costante, il numero di nuove patenti per guidare i Tir (Cqc). Siamo passati da 4.486 nel 2015, a 14mila nel 2021 e nel 2022 sembra ci sarà un numero ancora maggiore.

Andamento uguale anche per le patenti C (15mila del 2015, oltre 20mila del 2022).

Le aziende si strutturano

Sempre da Forum arriva un’alta riflessione interessante sul settore: le imprese dell’autotrasporto si stanno riorganizzando.
Crescono le realtà più strutturate e calano quelle individuali.

Globalizzazione e “reshoring”: filiere più corte e digitali 

Nello scenario tracciato dagli eventi, forse il fenomeno più inaspettato è quello del reshoring: il rimpatrio di alcune attività dai Paesi stranieri verso la madrepatria per accorciare le filiere e ottimizzare i costi. Un trend timidamente iniziato prima del Covid (in Europa tra il 2015 e il 2018 sono stati 253 i progetti di reshoring, con Italia e Francia in testa), che ha subìto un’accelerazione durante la pandemia e che però ora, con la crisi economica e il calo dei noli marittimi, si sta assestando. I fenomeni di filiere più brevi non mettono comunque in discussione la globalizzazione: lo provano le previsioni di crescita dell’interscambio globale per i prossimi anni e di diminuzione del peso della manifattura nei Paesi più sviluppati. In Europa, fino al 30% del valore aggiunto complessivo continentale dipende dal funzionamento delle catene di approvvigionamento transfrontaliere.

Lo conferma l’andamento dell’interscambio internazionale dell’Italia: nei primi 7 mesi del 2022, sullo stesso periodo del 2021, l’export dei principali prodotti industriali, al netto dell’energia, ha registrato un +19,2%; l’import un +28,4%.  Intanto nella supply chain vola il digitale: entro il 2023 l’intelligenza artificiale sarà integrata nel 50% delle soluzioni tecnologiche delle catene di approvvigionamento. Secondo uno studio del World Economic Forum, la digitalizzazione ha il potenziale di stravolgere la logistica, potendo liberare dal 2016 al 2025 circa 4 trilioni di dollari cumulativi di valore per l’industria e la società in generale. Nel trasporto marittimo si sta diffondendo l’automazione dei terminal portuali (sono circa 50 i terminal container automatizzati nel mondo) e grandi sviluppi si registrano nei Port Community Systems, interfacce telematiche doganali uniche, e nel sistema di identificazione automatico, che consente a tutti di conoscere posizione, rotta, velocità e carico di una nave.

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Nel 2023 in Italia frenano i trasporti

Come evidenziato dall’Ufficio Studi Confcommercio, il settore dei trasporti e della logistica ha dimostrato il suo ruolo centrale nell’economia del Paese, ha permesso all’Italia di funzionare anche nei momenti peggiori. La ripresa del traffico merci in questo settore è avvenuta già dalla fine del 2020 e, rimossi i vincoli, anche quello dei passeggeri è tornato ai livelli pre-crisi. Per il 2023 l’Ufficio Studi Confcommercio considera due scenari: uno di base e l’altro peggiore, di recessione più forte.

Il primo scenario prevede una moderata riduzione del volume di merci e un calo ‘fisiologico’ per il traffico passeggeri. Nello scenario peggiore, invece, la situazione si fa piuttosto critica, con un ritorno alle difficoltà nel traffico passeggeri e, pur in misura ridotta, anche sulle merci. Il che provocherebbe un forte stress sui conti delle imprese di trasporto, che rientrerebbero di forza tra i settori più a rischio, strette tra fatturati in riduzione e costi, specialmente energetici, in crescita.

Di qui la richiesta da parte di Conftrasporto di nuovi stanziamenti da affiancare all’immediato utilizzo degli ulteriori 85 milioni previsti nel 2022 in favore dell’autotrasporto merci e al reimpiego dei residui delle risorse stanziate contro il caro GNL (gas naturale liquefatto) in misure di effettivo supporto e tiraggio per il settore.

Il commento del Presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè

Il Presidente di Conftrasporto Paolo Uggè, nel suo intervento ha voluto ricordare l’importanza della logistica “che deve essere messa in primo piano perché il Paese perde competitività. Servono infrastrutture ma siamo ancora bloccati su tutta una serie di cose come la Tav, il corridoio del Brennero, la Gronda di Genova, il Ponte sullo Stretto grazie al quale la Sicilia sarebbe diventata la piattaforma logistica più grande del Meditteraneo. Se non funziona la logistica le merci prodotte non si muovono“.

Il commento del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli

La valenza strategica di trasporti e logistica, due pilastri dell’integrazione dei mercati noi l’abbiamo avuta sempre chiara, al contrario dei molti che l’hanno scoperta soltanto durante la pandemia. Il Forum di quest’anno, con la collaborazione di ISPI, intende fare luce sui principali cambiamenti in corso nei trasporti perché le catene logistiche sono anche una preziosa cartina di tornasole per apprendere come si stanno muovendo l’economia e la società.

La crisi energetica sta colpendo duramente la nostra economia e le nostre imprese e sul fronte del caro carburanti i trasporti sono, purtroppo, i più esposti. Fa impressione sia vedere costantemente il prezzo del gasolio ai distributori superare quello della benzina, sia riscontrare, ad esempio, come evidenziato dai colleghi di FIGISC, che il prezzo medio alla pompa nello scorso mese di settembre del Metano liquido GNL, nonostante il taglio straordinario di accise e IVA, sia stato più del triplo di un anno prima! Un dramma e un paradosso nell’era della transizione ecologica. Bene, quindi, i diversi interventi introdotti nel tempo per alleviare gli impatti sul comparto, ma occorre fare di più: ogni riferimento al pacchetto europeo Fit for 55 è puramente voluto.

I lavori di oggi mettono a fuoco, anche, come pandemia e guerra stiano incidendo sugli assetti del settore. Mi limito a rimarcare che qualunque siano e comunque evolveranno gli assetti delle catene globali del valore, trasporti e logistica, andranno tenuti efficienti e competitivi per valorizzare l’intero sistema Paese e cogliere al meglio le opportunità che l’ancoraggio ai mercati e ai flussi globali di merci e persone offre a imprese e cittadini”.

[Fonte: confcommercio.it]