Cambiamenti climatici, risorse naturali limitate, mancanza di personale specializzato: anche l’industria delle macchine movimento terra sta affrontando i grandi problemi di oggi.
Possibili soluzioni potrebbero venire dall’innovazione in campo dei processi costruttivi e di trattamento dei materiali.

Se ne sta parlano al Bauma, in corso a Monaco fino al 30 ottobre 2022, dove, oltre a forum e approfondimenti, c’è anche una panoramica completa delle ultime tecnologie e dei principali sviluppi in questo settore.

Tra gli spunti di riflessione, 3 sono all’ordine del giorno:

  • sistemi per il controllo dell’anidride carbonica nella produzione del cemento
  • le demolizioni: come lavorare e riutilizzare i materiali
  • aumentare l’attrattiva del settore per i lavoratori

Contenimento dell’anidride carbonica

L’approvvigionamento e la lavorazione dei materiali da costruzione, il processo di costruzione stesso, la manutenzione e la demolizione di edifici e altri elementi delle infrastrutture… sono tutti processi che  comportano emissioni significative di anidride carbonica.

La produzione di cemento, ad esempio, è responsabile dell’8% delle emissioni globali di CO2.

Secondo il Chatham House, centro studi britannico, l’industria del cemento sarebbe la terza più grande emettitrice di CO2, dopo Cina e Stati Uniti, se fosse un Paese. Solo un terzo delle emissioni deriva dalla combustione di combustibili fossili come carbone o coke di petrolio: la maggior parte viene rilasciata quando il calcare viene scomposto come parte del processo.

“Se vogliamo apportare miglioramenti significativi, è necessario che avvengano alcuni cambiamenti tecnologici fondamentali”. Afferma Christoph Danner, esperto di macchine edili e sistemi di materiali da costruzione presso Verband Deutscher Maschinen- und Anlagenbau e. V. (VDMA).

A suo avviso, un’opzione che offre un grande potenziale è catturare la CO2 e quindi utilizzarla (Carbon Capture and Utilization (CCU)) o immagazzinarla in modo sicuro e permanente in strati geologici profondi di roccia (Carbon Capture and Storage ( CC)). “In questo modo, il 95% dell’anidride carbonica rilasciata durante la produzione di cemento potrebbe essere catturato”, ha affermato Danner. Il primo impianto per la cattura della CO2, nella produzione di cemento in Germania, sta entrando in funzione a Rohrdorf. Secondo i piani dovrebbe catturare ogni giorno 2 tonnellate di anidride carbonica, che potranno poi essere utilizzate dall’industria chimica regionale.

Il riciclo dei materiali

Oltre alla sostenibilità, il settore edile deve far fronte anche alle problematiche legate alla carenza di materie prime.
Un esempio è il caso della sabbia: il materiale più utilizzato sta diventando sempre più scarso.
Un modo per conservare le risorse potrebbe essere quello di lavorare i materiali in sede di demolizione, utilizzando moderne tecnologie di frantumazione e vagliatura, in modo che possano essere subito riutilizzati per nuovi progetti di costruzione. “Questo non solo alleggerirà il carico sulle fonti naturali. Aiuterà anche a evitare il trasporto di materiali, emissioni di gas serra, rumore e inquinamento atmosferico nelle aree urbane densamente popolate”, afferma Alexandre Marchetta, presidente del Comitato per le macchine edili europee (CECE, Bruxelles).

In alcuni paesi questo processo è già iniziato. In altri la normativa non è ancora allineata.

Tecnologie per rendere le professioni edili più attraenti

Come ulteriore sfida, il boom edilizio globale richiede un aumento della produttività. “Data la mancanza di personale specializzato, questo problema non può più essere risolto semplicemente utilizzando ‘più persone'”, afferma Tim-Oliver Müller, Direttore di Hauptverband der Deutschen Bauindustrie e.V.

Al contrario, l’attenzione dovrebbe essere rivolta ai metodi di lavoro digitali, ai prodotti e alle macchine innovativi e alle opportunità offerte dai processi industriali e, sempre più, assistiti dall’IA. “Ambiti che interessano i giovani e che aumenterebbero non solo la produttività ma anche l’attrattiva del settore”, afferma Müller.
A suo avviso, anche le moderne macchine edili giocano un ruolo importante. “Stiamo già assistendo a un numero crescente di apprendisti che stanno imparando a guidare, ad esempio, macchine edili. Ciò indica che la professione sta diventando di nuovo molto più attraente. Ciò è dovuto principalmente al fatto che le cabine di guida stanno diventando sempre più digitali e più confortevoli”, afferma l’esperto del settore.

L’industria delle macchine edili punta a produrre come o più di prima, con minor manodopera ma più specializzata. “La costruzione in serie e la stampa 3D del calcestruzzo offrono opportunità in tal senso“, afferma l’esperto VDMA Danner. Aggiunge: “La costruzione in serie è un processo consolidato da molti anni. Con prodotti da costruzione in gran parte già pronti, consente lo svolgimento dei lavori di costruzione con un minor numero di lavoratori in loco. La produzione additiva, che sta diventando sempre più avanzata, avrà un effetto simile. In questo caso, l’uso di robot di stampa consente di risparmiare sul personale”.