IPC ha quantificato l’impronta di carbonio associata al ciclo di vita di 8 delle sue macchine lavasciuga pavimenti professionali. Con queste macchine è quindi possibile accedere alle gare d’appalto che richiedono la certificazione Carbon Footprint

Ogni azione che compiamo lascia un segno. La crisi ambientale che stiamo vivendo ci ha messo di fronte a questa verità che, per molto tempo, l’uomo ha cercato di ignorare.
Essere consapevoli della nostra impronta è il primo passo per migliorare i segni che lasciamo del nostro passaggio.

Questa sensibilità si sta diffondendo sempre di più, non solo tra le persone, ma anche tra le aziende. E sono proprio le aziende più innovative e attente all’ambiente a fare delle azioni pratiche per migliorare il loro impatto sulla natura.

Come IPC, ad esempio, Azienda che produce e commercializza macchinari per la pulizia, che ha conseguito la certificazione Carbon Footprint.

Intanto capiamo di che cosa si tratta: cos’è la certificazione Carbon Footprint

Carbon Footprint, o impronta di carbonio, è un indicatore ambientale tramite cui è possibile quantificare in un numero l’impatto che un’attività umana ha sui cambiamenti climatici. Questo indicatore dice quanto gas ad effetto serra viene emesso da un prodotto nel suo ciclo di vita completo (dalla realizzazione allo smaltimento, passando per il suo utilizzo), o quante emissioni produce un’attività o un sistema.

Il conteggio tiene conto del consumo di materie prime e di energia in tutte le fasi e di tutti i gas clima-alteranti previsti dal Protocollo di Kyoto, non solo dell’anidride carbonica.

La certificazione Carbon Footprint è regolamentata dalle normative internazionali UNI EN ISO 14067:2018 e UNI EN ISO 14064-1:2019.

Ottenere la certificazione non è semplice, i passaggi sono molti e le verifiche minuziose. Le aziende che decidono di fare questo percorso devono essere profondamente convinte della necessità di abbracciare un approccio sostenibile reale e a 360 gradi, che diventa davvero una modalità operativa, non una strategia di marketing senza riscontro nella realtà.

Certificazione Carbon Footprint: un dato certo e attendibile

Per IPC, aver conseguito la certificazione Carbon Footprint, non è un punto d’arrivo. Al contrario, è la testimonianza di un impegno che l’azienda ha preso verso la riduzione delle emissioni nocive, che si traduce in azioni concrete per rendere il business più sostenibile.

Infatti, solo conoscendo l’impatto ambientale del ciclo di vita di una macchina è possibile progettare e mettere in atto attività concrete di miglioramento.

È proprio per questo che il Carbon Footprint è un punto di partenza: un dato certificato, reale e affidabile.

La tecnologia per un cleaning più sostenibile ed efficiente

IPC lavora già da tempo sulla riduzione dell’impatto ambientale delle sue macchine, e lo fa ricorrendo prima di tutto all’innovazione e al supporto tecnologico. Ha messo a punto infatti Telematics, un sistema di monitoraggio delle macchine lavasciuga pavimenti, per gestire la flotta a distanza, monitorando le prestazioni ambientali.

A Telematics abbiamo dedicato un intero articolo di approfondimento, lo trovi qui: Cleaning industriale: con IPC, digitale significa sostenibile.

IPC: Carbon Footprint per 8 macchine lavasciuga professionali

La certificazione Carbon Footprint, essendo un dato chiaro e affidabile, è anche uno dei requisiti richiesti per la partecipazione alle gare d’appalto (prodotti e/o servizi con una misurazione coerente della loro impronta di carbonio).

IPC ha quantificato l’impronta di carbonio associata al ciclo di vita di 8 delle sue macchine lavasciuga per la pulizia professionale, che risultano essere quindi adatte per la partecipazione alle gare d’appalto.

Su ognuna di esse viene misurato l’impatto ambientale che le emissioni di gas climalteranti (emissioni GHG) hanno sui cambiamenti climatici.

Le lavasciuga pavimenti IPC con certificazione Carbon Footprint

CT15B35
Una delle lavasciuga pavimenti uomo a terra più piccole e compatte dell’offerta IPC. Adatta alla pulizia di uffici, negozi, pavimenti domestici e industriali.

CT30B45
Anche questa è una piccola lavasciuga pavimenti uomo a terra che IPC ha pensato per la pulizia professionale in spazi ridotti. Nonostante le dimensioni compatte, ha un serbatoio grande e una batteria duratura che la rendono particolarmente produttiva.

CT40BT50
Lavasciuga uomo a terra per un uso professionale, si adatta ad ambienti come ospedali, uffici e scuole. È anche equipaggiata con la funzione EcoMode per un minore consumo d’acqua.

CT70BT70
CT 70 è una lavasciuga professionale pensata per la pulizia di pavimenti in spazi medio-grandi, come magazzini, locali industriali e supermercati. Si differenzia perché, tra le lavasciuga della sua categoria, è una delle macchine con un più ampio range di pista di pulizia.

CT51BT55 e CT71BT70
Lavasciuga pavimenti industriali uomo a terra realizzate pensando alla massima produttività: fino a 3150 m2/h e 3,5 ore di autonomia della batteria per lavorare senza interruzioni.
Si differenziano per la capienza del serbatoio.

CT80BT55
Pur essendo di tipologia uomo a bordo, questa lavasciuga conserva compattezza e garantisce un ampio raggio di sterzata. Adatta per la pulizia di superfici dalle medie dimensioni, anche con passaggi molto stretti.

CT110BT85
La soluzione per il cleaning professionale per spazi di grandi dimensioni: pavimenti industriali, magazzini, officine e centri commerciali.

Ciascuna di queste macchine è dotata della certificazione carbon footprint, ormai indispensabile per accedere a svariati appalti.

Perseguire la sostenibilità nelle attività di pulizia è importante, come abbiamo visto, sia per questioni ambientali che di immagine aziendale, oltre ad aprire a nuove opportunità di business.

Ma non solo.

Il cleaning sostenibile può contribuire a ridurre un’altra problematica molto grave: l’antibiotico-resistenza.

L’uso eccessivo di agenti chimici, anche nelle operazioni di pulizia, ha rafforzato la resistenza di virus e batteri, tanto da richiedere l’utilizzo di prodotti sempre più aggressivi. Un’escalation inutile che non fa altro che danneggiare l’ambiente.

Ecco perché è importante che le aziende del cleaning continuino a fare ricerca e sviluppo, per dare vita a nuove tecnologie in grado di fornire soluzioni sempre più sostenibili e sempre più efficaci contro la contaminazione delle superfici.

Contatti

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