green logistic expo
La tavola rotonda d'inaugurazione del Green Logistics Expo ha portato alla luce il tema della rappresentanza nella logistica

Un settore così strategico per il Paese, come quello della logistica, che oggi più che mai necessita di interventi di filiera, dovrebbe avere un’unica rappresentanza?

Se n’è parlato all’inaugurazione del Green Logistic Expo, l’unico appuntamento fieristico italiano B2B che connette digitalizzazione, intermodalità, transizione green e nuove opportunità per la logistica.

La logistica del futuro è sempre più sinonimo di organizzazione efficiente. Tuttavia, il settore sta attraversando una crisi legata alla rappresentanza. Un tema trasversale, che riguarda istituzioni, associazioni, lavoratori, sindacati.

Gli interventi di filiera per l’efficienza della logistica

Ogni catena trova la sua forza nell’equipotenza dei suoi anelli”, ha detto Umberto Ruggerone, presidente di Assologistica.

In questo momento storico, infatti, uno dei temi centrali del mondo della logistica italiana riguarda la disgregazione degli attori protagonisti del settore. La continua nascita di nuove associazioni implica la creazione di molte voci che non riescono a esprimersi coralmente.

Il punto di vista del Presidente di Anita

Thomas Baumgartner, presidente di Anita (Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici), ha evidenziato come la disgregazione delle associazioni sia una “peculiarità italiana”.

Una moltitudine di voci che faticano a trovare una sintesi: “I pareri sono spesso contrastanti e la collaborazione è difficile. Anima e Confindustria stanno compiendo i primi passi verso l’affiliazione delle associazioni creando un protocollo di intesa che riunisca i diversi pensieri degli associati – ha continuato Baumgartner -. Un settore che ha una voce più grossa è anche un settore in grado di poter dire quali sono le infrastrutture necessarie per i trasporti e la logistica. Un mondo che può continuare a crescere”.

Convivenza, gestione, approccio. Le soluzioni di Giacomo Di Patrizi.

Secondo Giacomo Di Patrizi, CEO di CFI (Compagnia Ferroviaria Italiana), “il punto di partenza è l’approccio che il paese ha nei confronti di tutti i settori. Non possiamo pensare che la logistica cambi la mentalità italiana”.

La soluzione, secondo Di Patrizi, risiede nella convivenza: “Se è vero che dobbiamo convivere con l’approccio italiano è altrettanto vero che dobbiamo esigere maggiore comunicazione. Ci sono tematiche importanti, in cui la convergenza dev’essere naturale e necessaria – ha concluso -. L’aumento dei costi, per esempio. Unirsi, dialogare e trovare una rappresentanza unica ci permetterà di non soccombere e di avere maggiore attenzione da parte delle istituzioni”.