Autiste donne in Italia
L'International Road Transport Union (IRU), conferma che, con una percentuale pari al 6,2%, l’Italia è al primo posto in Europa per donne alla guida di un mezzo pesante

L’Italia è il paese europeo che vanta il maggiore tasso di presenza femminile alla guida di un camion. Il dato arriva dal Driver Shortage Report 2022 di IRU, The International Road Transport Union, che con cadenza annuale fotografa il settore dell’autotrasporto.

La carenza di autisti è un problema globale che cerca soluzione ormai da tempo. Una soluzione a cui talvolta è sembrato potesse rispondere anche la componente femminile del settore.

Donne al volante di mezzi pesanti: percentuali alla mano

La quota di donne al volante di mezzi pesanti è ancora molto bassa. La media europea infatti non è mai cresciuta oltre il 3,2% ed è molto distante da quella statunitense dove le donne rappresentano l’8% del totale.
Ma qualcosa sta cambiando.
Infatti le donne italiane alla guida di un camion sono in testa alla classifica dei paesi europei con la maggiore percentuale, pari al 6,2%.
Dietro le nostre connazionali c’è la Norvegia con il 5,1% e la Germania e la Francia (tra 4,5% e 4,6%).
Olanda e Regno Unito superano la soglia del 3%, rispettivamente con il 3,2% e il 3% di donne, mentre Spagna, Portogallo, Danimarca, Polonia e Ungheria non raggiungono nemmeno il 2%.
Leggermente meglio la situazione in Romania dove la percentuale è del 2,5%.
La maggior parte delle donne che raccontano la loro esperienza su blog, siti, testate di settore, spiegano di essere “figlie d’arte” o anche pioniere in famiglia.
Vogliono fare sentire la loro voce in un settore che ancora risulta prettamente maschile.
E sono pronte a raggiungere l’obiettivo di triplicare in tre anni (arrivando al 5% nel 2023) la percentuale delle donne alla guida.

Autiste di mezzi pesanti: tra crescita e stereotipi

La sfida che il settore deve affrontare è quella di non alterare la crescita di questa presenza “rosa”.

Si legge nel Driver Shortage Global Report 2022 di IRU (scaricabile qui) che il settore degli autotrasporti è in ritardo rispetto all’intero settore dei trasporti in termini di rappresentanza femminile. E tra le principali cause che spiegherebbero questo divario, evidenzia:

  • La mancanza di infrastrutture sicure e spazi dedicati alle donne
  • Lunghi periodi fuori casa
  • Immagine ancora troppo stereotipata della professione
  • Trattamenti riservati agli autisti poco in linea con le esigenze femminili.

Sarebbero infatti queste le ragioni per cui sia le donne che le donne delle nuove generazioni sarebbero ancora poco attratte – secondo l’IRU – dal settore e dalla tipologia di lavoro.
Tanto che in Europa autiste e autisti con meno di 25 anni rappresentano meno del 7% del totale (percentuale che in Italia scende al 5,7%).