Il grido di allarme risuona già da qualche giorno e arriva da Confartigianato.

Il caro-energia minaccia danni molto gravi al tessuto non solo imprenditoriale, ma anche economico e sociale del Paese. Per Confartigianato infatti i numeri sono seri:

881.264 micro e piccole imprese a rischio
per un totale di 3.529.000 addetti,
il 20,6% dell’occupazione del sistema imprenditoriale italiano

Le attività più a rischio sono quelle dei settori energy intensive: ceramica, vetro, cemento, carta, metallurgia, chimica, raffinazione del petrolio, alimentare, bevande, farmaceutica, gomma e materie plastiche e prodotti in metallo.

Il caro-energia però fa soffrire anche altri comparti manifatturieri. Tra tutti in particolare il tessile, la lavorazione del legno, le attività di stampa, la produzione di accumulatori elettrici e di apparecchi per uso domestico, di motori e accessori per auto, la fornitura e gestione di acqua e rifiuti.

Non vengono risparmiati nemmeno i settori appartenenti ai servizi. Commercio di materie prime agricole e di prodotti alimentari, ristorazione, servizi di assistenza sociale residenziale, servizi di asili nido, attività sportive come piscine e palestre, parchi di divertimento, lavanderie e centri per il benessere fisico. A questi si aggiungono i settori del trasporto colpiti dall’aumento del costo del gasolio.

I rischi si estendono anche alla logistica, con attività come il magazzinaggio e le attività di supporto ai trasporti che subiscono pesanti rincari delle bollette per le attività di refrigerazione delle merci deperibili.

Confartigianato propone anche un’analisi territoriale. Di seguito il numero di aziende medio piccole e addetti che stanno risentendo del caro bollette, nelle regioni più colpite:

Lombardia 139mila aziende – 751mila addetti

Veneto 77mila aziende – 376mila addetti

Emilia-Romagna 72mila aziende – 357mila addetti

Lazio 79mila aziende – 304mila addetti

Piemonte 62mila aziende – 262mila addetti

Campania 77mila aziende – 240mila addetti

Toscana 63mila aziende – 228mila addetti

Puglia 57mila aziende – 177mila addetti

Sicilia 63mila aziende – 165mila addetti

Il commento di Marco Granelli, Presidente di Confartigianato

“Rischiamo un’ecatombe di imprese. Servono interventi immediati ma anche altrettanto rapide riforme strutturali per riportare i prezzi dell’energia sotto controllo e scongiurare una crisi senza precedenti”.

Tra le misure d’emergenza, Granelli indica “l’azzeramento degli oneri generali di sistema per luce e gas, la proroga e l’ampliamento del credito d’imposta sui costi di elettricità e gas per le imprese non energivore e non gasivore. Inoltre va fissato un tetto europeo al prezzo del gas e va recuperato il gettito calcolato sugli extraprofitti, per non aggravare la situazione del bilancio pubblico”.

Per il Presidente di Confartigianato, vanno anche sostenuti gli investimenti in energie rinnovabili e nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento, in particolare per creare Comunità Energetiche e per incrementare l’autoproduzione.

Tra gli interventi sollecitati dal Presidente di Confartigianato, anche la riforma della tassazione dell’energia che oggi tocca il 51% della bolletta e che penalizza con maggiori oneri proprio le piccole imprese che consumano meno, in barba al principio ‘chi inquina paga’”.