Le esplosioni che si possono verificare durante l’aspirazione di alcuni residui polverosi sono causate principalmente da: elettrostaticità e continuità elettrica, penetrazione polveri/gas nella componentistica elettrica, scintille da urto, elevata temperatura.
Vediamo quali aspiratori utilizzare per evitare il rischio di esplosione e in quali casi questo può capitare

La rimozione della polvere è una delle esigenze di pulizia più comuni nelle aziende, che si tratti di attività produttive o logistiche.

I rifiuti più sottili e polverosi infatti, oltre a depositarsi su merci, pavimenti e superfici, possono rendere  anche il posto di lavoro meno sicuro inquinando l’aria respirata dagli operatori.

Ecco perché, praticamente in tutti gli ambienti di lavoro, è presente almeno un aspiratore o un sistema aspirante. È importante che sia scelto in base alle esigenze specifiche dell’ambiente, tenendo presenti vari fattori come la tipologia di sporco da rimuovere, l’ampiezza degli spazi da trattare, la frequenza di utilizzo…

Tra gli aspetti più importanti da prendere in considerazione c’è sicuramente anche il rischio esplosione a cui si può andare incontro qualora il residuo da aspirare abbia delle caratteristiche che lo rendono potenzialmente pericoloso in determinate condizioni, e specialmente in ambienti produttivi classificati ATEX.

Come gestire quindi l’aspirazione in un ambiente potenzialmente esplosivo?
Che tipo di aspiratore scegliere?
Come sapere se è meglio optare per un aspiratore con certificazione ATEX?

A queste e altre domande rispondiamo di seguito insieme ai tecnici Delfin, azienda leader nella progettazione e produzione di soluzioni di aspirazione in grado di garantire efficienza, igiene e sicurezza in ambito industriale, specializzati nella fornitura di aspiratori con certificazione ATEX.

ATEX

Abbiamo già nominato un paio di volte la sigla ATEX, termine che si utilizza quando si parla di zone con rischio esplosione. Vediamo quindi anzitutto di capire cosa si intende precisamente con ATEX.

ATEX sta per ATMOSPHERE EXPLOSIVE, ed è una sigla che si utilizza per identificare apparecchiature destinate ad essere utilizzate in presenza di atmosfere di gas o polveri potenzialmente esplosive.

I macchinari con certificazione ATEX vengono costruiti o trasformati per prevenire il rischio di esplosione, secondo quanto definito dalla Direttiva 2014/34/UE, detta anche Direttiva ATEX.

Ma quando un ambiente è a rischio esplosione?

Affinché si generi un’esplosione, ossigeno, calore e un materiale combustibile devono essere presenti nelle giuste proporzioni o all’interno di un intervallo di tempo ben preciso.

Quando si trattano polveri combustibili inoltre, devono verificarsi ulteriori condizioni che possono portare alla generazione di un’esplosione. Tra queste, la polvere deve formare una nube che entra in contatto con un innesco di sufficiente energia, avere una certa granulometria ed avere una concentrazione adeguata nel campo di esplodibilità.

I materiali che possono considerarsi materiale combustibile, e quindi dar luogo ad un’esplosione, sono moltissimi e si dividono nelle seguenti categorie:

  • Sostanze organiche naturali (farina, zucchero, cereali, erba medica ecc.)
  • Sostanze organiche sintetiche (plastiche, pigmenti, pesticidi, prodotti chimici ecc.)
  • Carboni
  • Metalli e polveri non legate alla chimica organica (alluminio, magnesio, zinco, ferro, ecc.)

Come abbiamo visto, le condizioni che possono generare un’esplosione da polveri sono piuttosto comuni. Quando si aspira una polvere combustibile (la farina ad esempio) con un comune aspiratore, il rischio di esplosione può generarsi direttamente all’interno del contenitore che raccoglie la polvere. Nel contenitore infatti è presente ossigeno e, se i materiali coinvolti nella costruzione dell’aspiratore non sono antistatici, possano generare anche una sola scintilla, sufficiente a causare l’esplosione.

Zone e categorie di rischio ATEX

Non ci sono dunque dubbi sulla pericolosità di queste condizioni, tanto che ad intervenire è la normativa europea. Sono due le direttive di riferimento che indicano da un lato come stabilire la pericolosità di un certo ambiente e dall’altro quali macchine si possono utilizzare in queste aree.

DIRETTIVA 2014/34/UE

Si rivolge ai costruttori di apparecchi destinati ad operare in zone a rischio esplosione e individua precisi requisiti di sicurezza delle macchine, dividendole in categorie.

DIRETTIVA 1999/92/EC

Si rivolge agli utilizzatori dei macchinari classificati ATEX, andando a definire le indicazioni per la sicurezza e la tutela dei lavoratori nei loro ambienti di lavoro. Queste aree vengono classificate secondo zone di rischio esplosione che tengono conto di un’analisi completa dei rischi.

Le zone di rischio individuate sono 6, suddivise in base al materiale potenzialmente esplosivo DUST, polvere (ZONE 20, 21, 22) o GAS (ZONE 0, 1, 2):

ZONA 22 per le polveri (dust), ZONA 2 per i gas: rischio basso
Improbabile che si verifichino le condizioni per un’esplosione e, se si verificano, è solo per un breve periodo

ZONA 21 per le polveri, ZONA 1 per i gas: rischio medio
Probabile che si verifichino le condizioni per un’esplosione sporadicamente durante il funzionamento ordinario

ZONA 20 per le polveri, ZONA 0 per i gas: rischio alto
Le condizioni per un’esplosione si verificano in maniera continua, per lunghi periodi o di frequente

Interessante notare come la zona di rischio non dipenda dal tipo di polvere e materiale presente, ma dalle condizioni dell’ambiente. Non si valuta quindi un materiale più combustibile di un altro, ma la condizione ambientale nel suo insieme.

Ad ogni tipologia di zona di rischio è associata una categoria di macchine ATEX adatta.

Polveri

ZONA 20 -> CATEGORIA 1D
ZONA 21 -> CATEGORIA 2D
ZONA 22 -> CATEGORIA 3D

Gas

ZONA 0 -> CATEGORIA 1G
ZONA 1 -> CATEGORIA 2G
ZONA 2 -> CATEGORIA 3G

L’appartenenza di una macchina ad una determinata categoria deve essere certificata in modalità differenti, a seconda della categoria stessa:

  • Per la categoria 3D e 3G è sufficiente un’autocertificazione redatta dal costruttore.
  • Per la categoria 2D e 2G si distinguono apparecchiature elettriche e meccaniche. Per le prime serve un Certificato UE di tipo, rilasciato da un organismo notificato. Per le seconde, il costruttore deposita il fascicolo tecnico della macchina all’ente preposto il quale rilascia il certificato di deposito.
  • Nel caso della categoria 1D e G, serve il Certificato UE di tipo, rilasciato da un organismo notificato.

Come si traduce tutto ciò nel mondo dell’aspirazione?

Quando si utilizza un aspiratore, le principali cause di innesco di un’esplosione dipendono da:

  • Elettrostaticità e continuità elettrica alla superficie equipotenziale
  • Penetrazione polveri/gas all’interno della componentistica elettrica
  • Scintille da urto meccanico
  • Temperatura superficiale massima

È compito dell’utilizzatore del macchinario conoscere la classificazione della zona di rischio dove andrà ad utilizzare l’aspiratore e comunicarla prontamente in fase di acquisto al fornitore dell’apparecchiatura. Il fornitore potrà, con questa informazione, individuare le soluzioni più adatte all’interno della sua gamma di macchinari certificati per le zone ATEX.

Nel caso di Delfin la gamma di aspiratori ATEX è molto ampia per le varie zone di rischio:

ZONA 21: Più di 15 aspiratori (Gamma Airex e Gamma certificata zona20 interna all’aspiratore)

ZONA 1: 5 aspiratori

ZONA 22: Più di 20 aspiratori (Gamma Brushless, Gamma Inert, Gamma certificata zona20 interna all’aspiratore)

ZONA 2: 5 aspiratori

Da notare che alcuni degli aspiratori proposti hanno una doppia certificazione: sia per la zona 20 interna che per le zone 21/22 esterne.

La gamma Brushless

La gamma Brushless combina dimensioni ridotte e potenza grazie al motore senza carboncini, capace di durare fino a 20.000 ore, senza bisogno di alcuna manutenzione.

La gamma AIREX

La gamma AIREX ha la caratteristica di essere alimentata ad aria compressa ed è certificata per la zone esplosive gas 1,2 e polveri 21, 22.

Gli aspiratori AIREX sono realizzati in acciaio inox, adatti per l’aspirazione di polveri e liquidi: alcool, solventi, vernici e liquidi infiammabili. Sono ideali nelle zone in cui non c’è disponibilità di corrente elettrica.

Delfin ha in gamma anche trasportatori pneumatici certificati ATEX per trasportare e movimentare solidi, polveri e granuli senza rischi di esplosioni.

I campi di applicazione degli aspiratori DELFIN

I campi di applicazione degli aspiratori DELFIN sono vari e rispondono a molte esigenze di pulizia e manutenzione in zone di rischio ATEX. Tra le applicazioni più comuni per cui Delfin fornisce i propri aspiratori industriali, troviamo ad esempio l’industria alimentare e farmaceutica, in cui, grazie a una pulizia a bordo macchina, è possibile aspirare direttamente alla fonte in cui si genera lo sbuffo di polvere potenzialmente esplosiva come quella di cacao, farina, polvere mediche tossico/nocive.

Un’altra tra le applicazioni più innovative per gli aspiratori ATEX Delfin, è sicuramente quello della stampa 3D: tra le polveri utilizzate da questi macchinari di ultima generazione, troviamo infatti alcune polveri metalliche potenzialmente esplosive. L’aspirazione di queste polveri permette di recuperarle per un secondo utilizzo, assicurando massima sicurezza per l’operatore e una pulizia nell’ambiente di lavoro.

 

Per informazioni e approfondimenti:

[email protected]www.delfinvacuums.com
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