Carenza autisti autotrasporto
I dati annuali dell'IRU mostrano una criticità importante legata al mondo dell'autotrasporto. In Italia mancano 20 mila autisti ma il problema è globale: sono circa mezzo milione in quasi tutto il mondo, gli autotrasportatori che mancano all'appello

Contrazione dei mercati ed elevata domanda post pandemia alimentano la carenza di conducenti.
L’aumento degli stipendi non ha sortito alcun effetto e la crisi demografica accresce il divario tra conducenti giovani e anziani.

A scattare la fotografia dell’autotrasporto è il sondaggio annuale dell’IRU, associazione internazionale della categoria, che mostra la crescita esponenziale della carenza autisti a livello globale.
Un’analisi effettuata su oltre 1.500 operatori del trasporto su strada in 25 paesi: dall’America all’Asia fino all’Europa.

La carenza autisti in numeri

Solo in Europa, nell’arco di un anno (2020/2021) sono aumentate del 42% le posizioni di guida aperte. E i dati non riguardano solamente il Vecchio Continente.
Dando un’occhiata al sondaggio IRU si nota che gli autisti mancano in misura variabile in moltissimi paesi:

  • 71.000 in Romania
  • 80.000 in Polonia e Germania
  • 100.000 nel Regno Unito
  • 54.000 in Messico(+30%)
  • 1,8 milioni in Cina (+140%)

Le carenze croniche di conducenti commerciali stanno peggiorando, con milioni di posizioni che rimangono vacanti. Una situazione che sta mettendo le economie e le comunità già sottoposte a stress ad un rischio maggiore di inflazione, problemi di mobilità sociale e collasso della catena di approvvigionamento.

E se mentre in Argentina e Cina si prevedono lievi miglioramenti nell’anno in corso, gli operatori nella maggior parte delle regioni prevedono che la carenza di autisti continuerà ad aumentare: Turchia del 15%, Messico del 32% ed Eurasia ed Europa del 40%.

La rigidità del ricambio generazionale

I conducenti più giovani sono ormai una minoranza esigua, pari a forse il 6% della popolazione dei camionisti. Nella maggior parte delle regioni indagate dal sondaggio ci sono tra le due e le cinque volte più anziani di età superiore ai 55 anni in tutte le regioni, ad eccezione di Cina e Messico.

Basti pensare che negli Stati Uniti e in Europa, i conducenti più anziani costituiscono circa un terzo della forza lavoro. E l’Europa ha l’età media più alta del conducente: 47 anni.

Secondo gli operatori del trasporto su strada, l’attuale crisi di carenza di conducenti è dovuta dalla mancanza di conducenti qualificati, ad eccezione di Cina e Turchia, secondo cui tra le ragioni principali ci sarebbero l’immagine della professione e le condizioni di lavoro inaccettabili.

Gli operatori del trasporto su strada stanno facendo la loro parte, ma i governi e le autorità devono mantenere l’attenzione, in particolare per migliorare le infrastrutture di parcheggio, l’accesso alla formazione e incoraggiare più donne e giovani a intraprendere la professione“, ha dichiarato il segretario generale dell’IRU Umberto de Pretto.

Il problema continua ad aggravarsi anche nel nostro paese, dove la carenza è più contenuta ma sfiora le 20.000 unità esattamente come in Spagna.
Secondo il rapporto, in Italia, come nel resto d’Europa, si cerca quindi di guardare alla forza lavoro femminile nel settore come ad una possibile soluzione.
Peccato che la percentuale di donne alla guida sia ancora piuttosto esigua (3%) e negli ultimi tre anni non abbia accennato ad aumentare.