La stretta sul riscaldamento, prevista dal Piano Cingolani, non dovrebbe riguardare le imprese.

Si parla molto in questi giorni del fatto che, con tutta probabilità, vivremo un autunno e un inverno piuttosto rigidi. La delicata situazione nelle forniture di gas, impone infatti di limitare i consumi. Questo ha portato al Piano Cingolani che prevede, dal primo ottobre, la riduzione delle temperature e lo spegnimento anticipato dei termosifoni.

La stretta non verrà però imposta a imprese e scuola.

In questi mesi dall’inizio della guerra, la dipendenza dal gas russo è scesa dal 40% (i 29 miliardi di metri cubi che importavamo ancora nel 2021) al 18% (fonte ilsole24ore.com). L’avvio di 2 rigassificatori farebbe ulteriormente diminuire la quota fino al 10%.

Stando a questi dati il pericolo di pesanti razionamenti dovrebbe essere scongiurato.

Il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha presentato il pacchetto di interventi per il risparmio del gas.
Interessa il settore civile, abitativo, residenziale, sia pubblico sia privato.

Prevede:

  • riduzione delle temperature del riscaldamento da 20 a 19 gradi negli uffici e nelle case, anche di più nelle aree climatiche meno rigide
  • spegnimento dei termosifoni un’ora prima, anche prima nelle aree climatiche meno rigide

Come verranno attuate queste misure? Attraverso una campagna informativa di comunicazione ad hoc. L’efficacia di queste misure sembra quindi dipendere dal buonsenso dei cittadini. Allo studio però ci sarebbero anche sistemi di controllo e sanzionamento per chi non rispetta le regole. Infatti sarebbe complesso avere un controllo sul termostato delle abitazioni private, soprattutto quelle con riscaldamento autonomo e non centralizzato.

Chiaramente la questione del risparmio del gas non è lasciata interamente nelle mani dei cittadini e del loro buonsenso. Il razionamento dell’uso dei termosifoni non è l’unica strategia alla base del piano.

Le altre componenti del piano sono:

  • forniture alternative
  • accelerazione sugli stoccaggi
  • spianta sui due nuovi rigassificatori galleggianti

Entro metà ottobre gli stati europei dovranno presentare a Bruxelles i loro piani di risparmio del gas, così da consentire all’Europa di rinunciare, in tutto, a 45 miliardi di metri cubi di gas.

Cingolani ha in lavorazione anche 2 decreti per assicurare gas (circa 2 miliardi di metri cubi) ed elettricità (circa 18 terawattora) a prezzi calmierati a energivori e gasivori.

Rassicurazioni arrivano anche per le imprese, già pesantemente in difficoltà, visto che non sono interessate da restrizioni e razionamenti di energia.
Solo se necessario si ricorrerà all’interrompibilità già prevista per le emergenze.
Eventuali interruzioni o rinvii limitati della produzione, rimodulazioni delle manutenzioni ecc… saranno scelte fatte su base volontaria e a fronte di un corrispettivo.