Prolunghe forche carrelli elevatori: cosa dice la normativa
Nel 2012 il Ministero del Lavoro ha pubblicato una circolare che definisce i requisiti di sicurezza delle prolunghe applicate alle forche dei carrelli elevatori, cosiddette bracci gru

Quali  i requisiti da rispettare e cosa dice la normativa sulle prolunghe applicate alle forche dei carrelli elevatori, cosiddette bracci gru?

Ce lo dice una circolare pubblicata nel 2012 dal Ministero del Lavoro, che si integra al principale riferimento normativo in materia: il D.lgs. 9 Aprile 2008, n. 81 – Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.

Prolunghe forche carrelli elevatori: cosa dice la normativa

Riportiamo di seguito in testo della circolare i requisiti di sicurezza delle prolunghe applicate alle forche dei carrelli elevatori (bracci gru):

Nella esecuzione delle attività di movimentazione, sollevamento e trasporto dei materiali, sono normalmente adoperate delle macchine la cui struttura di base può accogliere attrezzature di tipo diverso, permettendo così di effettuare lavorazioni specifiche e differenti fra loro.

Preliminarmente occorre sottolineare, al fine di garantire la tutela delle condizioni di lavoro e valorizzare la disciplina dell’uso sicuro delle attrezzature di lavoro oggetto della presente circolare, che gli utilizzatori devono, nell’uso delle attrezzature di lavoro, attenersi a quanto previsto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, in modo particolare alle previsioni contenute nel Titolo I e nel Titolo III, tenere conto che l’attrezzatura di lavoro dovrà risultare adeguata allo scopo per cui viene utilizzata ed idonea ai fini della sicurezza e della salute e verificare che l’attrezzatura sia utilizzata conformemente alle indicazioni del fabbricante.

Alcuni costruttori nonché alcuni utilizzatori di attrezzature di lavoro hanno fabbricato ovvero modificato carrelli elevatori, inserendo sugli stessi una attrezzatura, chiamata comunemente “braccio gru”, da applicarsi sulle forche del carrello allo scopo di adoperarlo in operazioni di movimentazioni e di sollevamento materiali altrimenti non consentite dalle funzioni originarie del carrello stesso.

La questione è stata affrontata dal gruppo lavoro macchine presso la suddetta autorità nazionali di sorveglianza del mercato, che allo scopo di dare maggior eco alle sue conclusioni, anche a livello europeo, ha interessato della problematica il gruppo lavoro macchine in sede europea.

Il gruppo di lavoro macchine (doc. WG-2011.13), chiamato in causa dall’autorità di sorveglianza del mercato italiana, ha affrontato il problema nella riunione del 15 febbraio 2012, giungendo alla seguente conclusione:

“Un braccio telescopico di sollevamento progettato per essere assemblato da parte dell’utente con un carrello elevatore per sollevare carichi sospesi è un’attrezzatura intercambiabile a norma dell’articolo 1 (1) (b) e 2 (b), della Direttiva Macchine.

Il produttore di attrezzature intercambiabili deve garantire che la combinazione di attrezzature intercambiabili con il carrello elevatore o trattore con cui sono destinati ad essere assemblati soddisfi tutti i pertinenti requisiti essenziali di sicurezza di cui all’allegato 1, compresi i requisiti pertinenti della parte 4 tale allegato, e deve espletare la relativa procedura di valutazione della conformità.

Le attrezzature intercambiabili devono essere fornite con le istruzioni che specificano il tipo o i tipi di carrello elevatore con il quale è destinato l’apparecchio da montare, sia con riferimento alle caratteristiche tecniche dei trattori o, se necessario, facendo riferimento a modelli specifici.

Queste istruzioni devono comprendere tutte le informazioni necessarie relative alla sicurezza di montaggio e utilizzo delle attrezzature intercambiabili e, in particolare, deve specificare il carico massimo che può essere sollevato in modo sicuro da un carrello elevatore munito di attrezzature per ogni posizione del carico.’’.

Bracci gru: linee d’indirizzo

Si distinguono i seguenti casi:

Il fabbricante del carrello immette sul mercato anche la prolunga – braccio gru- e dichiara che l’uso della stessa rientra nelle destinazioni d’uso del carrello, adempiendo a tutti gli obblighi dal decreto legislativo n. 17/2010 (direttiva macchine);

Il fabbricante della prolunga – braccio gru – è diverso da quello del carrello oppure la prolunga – braccio gru e il carrello sono immessi sul mercato dallo stesso soggetto, ma l’uso della prolunga – braccio gru – non rientra nelle destinazioni d’uso del carrello. In questo caso la prolunga – braccio gru – è un’attrezzatura intercambiabile, in quanto conferisce una nuova funzione al carrello, quella di sollevare in modo indifferenziato materiali. Pertanto, conformemente a quanto riportato nel parere sopra citato, la prolunga – braccio gru- dovrà recare la marcatura CE, essere accompagnata da una dichiarazione CE di conformità propria, contenente le informazioni sui requisiti concernenti la valutazione di conformità della combinazione dell’attrezzatura intercambiabile con la macchina di base, ed essere fornita di istruzioni che devono, inoltre, specificare il tipo o i tipi di macchina di base con cui si intende assemblare l’attrezzatura e includere le necessarie istruzioni di montaggio;

L’utilizzatore mette in servizio la prolunga – il braccio gru- e la assembla al carrello in suo possesso. In questo caso l’utilizzatore diviene il fabbricante della prolunga – braccio gru -, che si configura come un’attrezzatura intercambiabile, ed in quanto tale, prima della messa in servizio della stessa, dovrà rispettare le disposizioni previste dalla Direttiva Macchine (costituzione del fascicolo tecnico, redazione della dichiarazione CE, apposizione della marcatura CE, predisposizione delle istruzioni).

Verifiche periodiche carrelli elevatori

Infine, si richiama l’attenzione che tale tipologia di utilizzo fa rientrare il carrello nel novero delle attrezzature elencate nell’allegato VII al D.lgs. n.81/2008, quale attrezzatura di sollevamento, e conseguentemente il carrello stesso debba essere sottoposto alla disciplina delle verifiche periodiche ex articolo 71, comma 11 del citato decreto legislativo con le modalità previste dal decreto interministeriale 11.04.2011.

La circolare qui

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