La logistica entra nel codice civile
Il consumo di suolo viaggia ad una velocità insostenibile. Ogni giorno il nostro paese perde 19 ettari. L'Emilia Romagna tra le prime regioni a perdere più suolo per destinarlo alla logistica

L’obiettivo europeo di azzerare il consumo del suolo entro il 2050 vede l’Italia affrontare un percorso a rilento. Nel 2020, gli ettari persi su scala nazionale sono stati 5170 e pare che le normative regionali abbiano sortito risultati deludenti.
Uniformare la regolamentazione sembrerebbe quindi la migliore soluzione. Sarebbe utile ad armonizzare gli interessi delle aziende, delle amministrazioni e dei lavoratori con quelli ambientali.

Il consumo di suolo in Italia nel 2021 ha viaggiato ad una velocità incredibile rispetto all’ultimo decennio. Un fenomeno che per certe regioni del Nord Italia sembra preoccupare. Basti pensare che solo la Lombardia in poco meno di due anni ha perso 883 ettari e che il nostro paese perde ogni giorno 19 ettari.

Ma se nella classifica che stima le percentuali di terreno consumato primeggia la Lombardia, subito dopo la seguono Veneto, Campania con percentuali non troppo dissimili. La Lombardia da sola conta circa 200 mila ettari coperti di edifici e opere artificiali (8,9%) contro una media nazionale del 7,1%.

L’Emilia Romagna guida invece la classifica del territorio consumato per la logistica. E’ la regione che ha consumato più suolo nel 2021 in Italia, circa 660 ettari per destinarli a magazzini, capannoni e aree logistiche.

L’allarme viene dall’annuale Rapporto Ispra sul Consumo di Suolo che mette in guardia: l’urbanizzazione viaggia ad un ritmo non sostenibile che dipende anche da una mancanza di un quadro di indirizzo omogeneo a livello nazionale.

In Lombardia c’è la provincia più urbanizzata d’Italia, Monza e Brianza. E se asfalto chiama asfalto, il consumo del suolo è più intenso nelle aree già molto compromesse.
Milano, dopo Roma e Venezia è la città che nel 2021 ha perso più suolo.

Le città perdono abitanti, ma continuiamo a consumare suolo.
L’augurio – ha sottolineato il Presidente dell’Ispra – è che il dossier che viene fatto periodicamente possa servire a sensibilizzare le istituzioni per arrivare al più presto a una norma che possa definire e azzerare il consumo del suolo“.