Cleaning in Germania: le risposte tedesche alle criticità che accomunano tutti i mercati europei del pulito

Anche il settore del cleaning è alle prese con dinamiche inedite: siamo all’indomani di una pandemia, con una guerra alle porte dell’Europa, un’inflazione alle stelle, catene logistiche di fornitura che saltano, carenza di lavoratori.

È una situazione che accomuna un po’ tutti i settori e praticamente tutto l’occidente. Può rivelarsi quindi interessante capire come si stiano comportando gli altri paesi.

A parità di criticità, quale situazione stanno vivendo? Come si comportano i mercati? Quali soluzioni vengono messe in campo?

A tal proposto proponiamo un focus sul comparto del cleaning in Germania, Paese che fino ad oggi ha rappresentato un modello di efficienza.

Riprendiamo i dati di una ricerca annuale (questa è la quarta edizione) fatta dalla Federal Guild of Contract Cleaners. Si tratta di un’indagine che analizza il sentiment delle aziende del comparto cleaning associate e raccoglie previsioni di mercato, proiezioni di ricavi e riflessioni su temi di attualità.

Vediamo quindi qualche numero emerso dal sondaggio.

Cleaning in Germania: le ripercussioni della guerra in Ucraina

Anche in Germania uno degli effetti più evidenti della guerra in Ucraina è l’enorme aumento dei prezzi di elettricità, gas, petrolio e benzina.
Il settore delle pulizie ha risentito gravemente di queste pressioni sui costi. Su una scala da 1 a 10, le società intervistate hanno valutato l’influenza dell’aumento dei prezzi dell’energia a 7,3.

Leggi anche: L’impatto sulle lavanderie industriali dei rincari dell’energia degli ultimi mesi

Un altro aspetto collegato alla guerra in Ucraina riguarda l’occupazione.
Quasi l’83% delle aziende intervistate si è dichiarato pronto a offrire ai rifugiati ucraini un lavoro (temporaneo). La speranza diffusa è che la guerra termini il prima possibile e che le persone possano tornare di nuovo nel loro paese d’origine. Nel frattempo però il comparto è disponibile per offrire occupazione, o almeno lavoro temporaneo, per aiutare a fornire sostegno ai rifugiati.

L’impatto del Covid-19

Il Covid-19 risulta avere ancora un impatto importante sulle aziende, ad esempio per quanto riguarda l’incidenza della malattia tra i dipendenti.

  • Il 90,8% delle aziende intervistate ha segnalato un netto aumento dei tassi di malattia dei propri dipendenti negli ultimi mesi
  • Il 62% delle aziende intervistate ha segnalato un aumento significativo
  • Poco meno del 29% delle aziende intervistate ha segnalato un leggero aumento

Carenza di personale

Non rappresenta un problema l’orario di lavoro ridotto. Questo perché quasi il 90% delle imprese intervistate non ha attualmente dipendenti a orario ridotto.
Al contrario, quasi la stessa percentuale potrebbe aumentare il numero di dipendenti ma hanno difficoltà a trovare personale.

Ed è proprio il personale a pagare maggiormente l’inflazione. Per questo i datori di lavoro tedeschi, nel settore delle pulizie a contratto, sono convinti ormai da decenni dell’importanza di una contrattazione salariale collettiva indipendente.

Secondo loro non spetterebbe ai politici determinare i livelli salariali. Spetta invece alle parti sociali trovare risposte reciprocamente accettabili alle numerose e variegate richieste dei dipendenti.

Sono in corso dei negoziati e le parti hanno concordato un aumento in due fasi del salario minimo di settore universalmente applicabile e un aumento delle indennità di apprendistato. Tra gli imprenditori tedeschi del settore c’è la convinzione che il salario dei loro dipendenti dovrebbe essere superiore al minimo stabilito per legge.

Cleaning in Germania: fatturato

Le rilevazioni sono abbastanza contrastanti.

  • Il 46% delle aziende intervistate prevede un aumento del fatturato
  • Il 32% delle aziende intervistate prevede stabilità
  • Poco meno del 21% delle aziende intervistate prevede un calo