Il trasporto merci è in procinto di diventare il settore a più alte emissioni di carbonio al mondo entro il 2050. Carburante pulito ed elettrificazione non bastano

Condividere i dati di trasporto

I dati sono il cuore dell’industria 4.0. Condividere i dati di trasporto potrebbe essere la chiave anche per migliorare l’efficienza operativa delle filiere logistiche e ridurre le emissioni nel trasporto merci.

È quanto emerge da un Rapporto che racconta l’esperienza di collaborazione tra la Coalition for Reimagined Mobility (ReMo) e l’International Transport Forum (ITF).

Le catene di approvvigionamento globali sono la spina dorsale della nostra vita quotidiana. Questi sistemi riforniscono beni e prodotti essenziali a miliardi di persone in tutto il mondo, ogni giorno. Interruzioni e rallentamenti delle filiere, a cui stiamo assistendo in questi mesi, si avvertono a tutti i livelli, con ritardi nelle consegne, blocchi e innalzamento dei prezzi.

L’impossibilità per le persone di ottenere i prodotti di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno, ha creato difficoltà alle famiglie di tutto il mondo.

Sistemi manuali, tecnologia obsoleta, e i modalità di comunicazione non codificate sono ancora comuni nella gestione del trasporto di merci, e sono spesso responsabili di ritardi che non solo costano tempo, ma vanno anche a scapito del nostro pianeta.

Questi strumenti non reggono più il passo in un mondo che ora si basa sulla connettività istantanea abilitata da Internet, in particolare mentre il sistema di trasporto merci continua a crescere.

Insomma: i dati sono il cuore dell’industria 4.0 e potrebbero essere la chiave anche per migliorare l’efficienza operativa delle filiere logistiche e ridurre le emissioni nel trasporto merci.

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Il progetto di ReMo e ITF

Il progetto di ReMo e ITF ha analizzato l’utilizzo del modello di comunicazione dati dei trasporti adottato dall’ITF e riconosciuto a livello mondiale, per quantificare le riduzioni delle emissioni generate e ha scoperto che l’efficienza operativa basata sui dati può ridurre in modo conservativo le emissioni di 22% entro il 2050.

L’analisi ha permetto di comprendere come le inefficienze della catena di approvvigionamento e la mancanza di resilienza stiano aggravando drammaticamente le emissioni globali di carbonio.

Trasporto merci: il settore a più alte emissioni di carbonio al mondo entro il 2050

Il trasporto merci è in procinto di diventare il settore a più alte emissioni di carbonio al mondo entro il 2050. Oltre a continuare a spingere sempre di più combustibili, veicoli e navi più puliti, a basse e zero emissioni di carbonio, aziende e governi devono unirsi per trovare soluzioni che possano essere implementate rapidamente per migliorare la resilienza dell’intero sistema e fornire i benefici climatici necessari.

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Condivisione dei dati di trasporto

Standardizzare le modalità di scambio dei dati, attraverso le catene di approvvigionamento e nel sistema di trasporto merci, offre al settore un’enorme opportunità per semplificare la condivisione delle informazioni, la comunicazione, e la collaborazione.

Una transizione verso lo scambio di dati standardizzato guiderà il settore verso un futuro più resiliente con emissioni drasticamente ridotte nel settore del trasporto merci.

Dallo studio emerge uno spunto di riflessione interessante: carburante pulito ed elettrificazione non sono sufficienti per decarbonizzare il settore merci.

L’analisi effettuata da ReMo, sul modello dell’International Transport Forum, ha quantificato la riduzioni delle emissioni generate dallo scambio di dati quasi in tempo reale per ottimizzare la catena di approvvigionamento.

Ecco alcuni dei tati emersi:

  • gli standard di scambio dei dati di trasporto riducono le emissioni del 22%
  • riduzione delle emissioni del trasporto merci marittimo di 280 milioni di tonnellate di carbonio all’anno
  • riduzione delle emissioni del trasporto merci su strada di 360 milioni di tonnellate di carbonio all’anno
  • eliminazione di 2,5 miliardi di barili di petrolio all’anno
  • risparmio del 6% sui costi per tonnellata-chilometro

Insomma: uno standard per lo scambio di dati sul trasporto aumenterà la resilienza e la sostenibilità del sistema di trasporto, riducendo al contempo la dipendenza dal petrolio.

La digitalizzazione del settore del trasporto merci è rimasta indietro poiché il mercato e le carenze normative hanno creato barriere al cambiamento.

Secondo i realizzatori  dello studio, sono necessarie delle misure dall’alto per agevolare l’uso dei dati in questa direzione

Il rapporto definisce come il settore del trasporto merci globale possa forgiare un nuovo percorso verso la reinvenzione, la resilienza e la sostenibilità attraverso la digitalizzazione abilitata dallo scambio di dati sul trasporto merci.

Stando al Rapporto, un migliore scambio di dati nel trasporto merci globale e nella catena di approvvigionamento, avrebbe potuto mitigare le sfide poste dalla pandemia e dall’invasione russa dell’Ucraina, con una migliore comunicazione e coordinamento con le parti interessate.

Queste crisi non hanno creato l’attuale stato di instabilità del settore: hanno solo evidenziato le sue fragilità.
Per decenni, mentre le catene di approvvigionamento crescevano in complessità, gli strumenti di comunicazione non si sono evoluti.
La standardizzazione dello scambio di dati sulle merci potrebbe essere un sistema per sviluppare resilienza ed efficienza operativa, necessarie a ridurre la dipendenza dal petrolio e gestire meglio le interruzioni.

Vedi lo studio completo: Solving the Global Supply Chain Crisis with Dat Sharing