industria 4.0
Le agevolazioni di Industria 4.0 vengono prorogate per il triennio dal 2023 al 2025, assumendo una nuova fisionomia. In questo contesto l'Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza in merito al credito d'imposta per beni materiali e immateriali 4.0 e per il credito d'imposta in ricerca e sviluppo.

I due temi di vivo interesse per quanto riguarda il Piano Transizione 4.0, riguardano la proroga fino al 2025 del credito d’Imposta per i beni materiali e immateriali e il redito d’Imposta in termini di ricerca e sviluppo.

Con il passaggio da Industria 4.0 a Piano Transizione 4.0 le agevolazioni per le aziende hanno assunto una nuova fisionomia.
I crediti d’Imposta per gli investimenti 4.0 in ricerca e sviluppo, transizione e innovazione tecnologica sono stati prorogati fino a dicembre 2025. Si riducono, però, gli importi ma è offerta la possibilità di cumulo con quanto previsto anche dal PNRR.

Tuttavia, c’è stato bisogno dell’intervento dell’Agenzia delle Entrate per fare chiarezza.

La legge di bilancio 2022 ha rimodulato la disciplina per il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, per quanto riguarda:

  • beni materiali
  • beni immateriali

Per investimenti in beni materiali 4.0 si fa riferimento a quei beni il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati, che operano da remoto tramite sensori e azionamenti.
Per gli investimenti in beni immateriali 4.0 invece, si intende software tecnologicamente avanzati, che risultano funzionali ai processi di trasformazione 4.0

Che cosa cambierà nel 2023?

La principale novità che riguarda il prossimo triennio è quella relativa all’importo annuale agevolabile.
È emerso che il limite massimo di 20 milioni di euro dovrà essere considerato distintamente, per ciascun anno interessato dalla proroga.
Dunque il plafond dei 20 milioni, si riferisce alla singola annualità e non all’intero triennio, come erroneamente si pensava inizialmente.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate sottolinea che non esistono discriminazioni tra beni materiali e immateriali, bensì risultano entrambi funzionali ai progetti in ambito di Industria 4.0.
Quindi con agevolazioni sulla distinta annualità e non sul triennio.

Credito d’Imposta su Ricerca e sviluppo

L’Agenzia delle entrate ha affrontato anche il tema del Credito d’Imposta per la ricerca e sviluppo. In questo caso, le modifiche riguardano principalmente l’aliquota. Se nel 2022 l’aliquota resta ferma al 20% con un tetto annuo di 4 milioni, dal 2023, e fino alla fine, ci sarà una diminuzione della percentuale al 10%, ma aumenterà l’ammontare massimo annuo per un investimento fino a 5 milioni di euro.