Gli studi sulla rigida copertura esterna degli invertebrati hanno aiutato i ricercatori a progettare un cemento più resistente ai danni che potrebbe anche portare a minori emissioni di carbonio nelle costruzioni

In un articolo pubblicato su Nature Communications, il professor Wenhui Duan del dipartimento di ingegneria civile della Monash University in Australia descrive un nuovo modello trovato negli esoscheletri degli artropodi (un gruppo che comprende insetti e ragni).

Questo nuovo modello (che si aggiunge agli otto già noti) e ha già dimostrato di poter essere di ispirazione per aggiungere resistenza ai materiali da costruzione, come il cemento.

Il team di ricerca ha utilizzato la stampa 3D, combinata a nanotecnologie e intelligenza artificiale, per riprodurre il composito leggero nel modello appena scoperto.

Il materiale risultante ha dimostrato una capacità portante superiore che, utilizzata nelle costruzioni, potrebbe ridurre il fabbisogno di cemento e quindi ridurre le emissioni di carbonio.

Il professor Duan ha affermato: “Abbiamo dimostrato l’applicazione di questo motivo di design nella produzione di un materiale cementizio leggero ad alta resistenza e resistente ai danni.

Inoltre, questo motivo di design può essere applicato anche a vari materiali come ceramica, vetro, materiali polimerici e metallici per la progettazione di materiali avanzati, accumulo/conversione di energia e strutture architettoniche”.

In effetti, quando si parla di costruzioni sostenibili, il discorso non dovrebbe interessare solo la motorizzazione delle macchine utilizzate nei cantieri. Ci sono altri temi da prendere in considerazione come il consumo di suolo.

Riprendiamo di seguito un passaggio dell’intervento di Federico Della Puppa di SmartLand che, all’evento Pianeta Macchine dello scorso luglio, ha parlato anche della relazione tra noleggio e sostenibilità: costruire sul costruito o demolire e costruire.

Della Puppa propone di considerare la sostenibilità nell’edilizia non solo come una questione tecnica delle macchina, ma anche come una questione politico/strategica legata alla gestione del territorio. “La vera sfida alla sostenibilità è il consumo del territorio. Infatti tutte le legislazioni più avanzate prevedono il non consumo di suolo. La regione più ‘consumona’ è il Veneto che ha consumato 2 volte e mezza il suolo rispetto alla media delle altre regioni negli ultimi 20 anni. Quindi lo sforzo che dobbiamo fare è costruire sul costruito o demolire e costruire, un’ottica dell’intervento che va su suolo già urbanizzato, non su nuovi terreni.

La demolizione è uno dei futuri delle costruzioni. In Veneto ad esempio ci sono 11mila capannoni industriali abbandonati in 500 comuni. Bisognerebbe demolire e ricostruire, perché sono inutilizzati, oggi le imprese nuove non entrano in quel tipo di capannone.

Quindi abbiamo bisogno di macchine sostenibili, ma anche di una strategia che spinga verso il riutilizzo. Nel 2000, su tutti i cantieri, quelli in cui si demoliva e ricostruiva erano l’1,3%. Oggi è il 25,2%. Cioè oggi la demolizione e ricostruzione vale un quarto del mercato del nuovo. Cosa che fa rientrare questi cantieri nella ristrutturazione”.

Leggi tutto il contributo

Andamento del noleggio macchinari: numeri e stime del primo quadrimestre 2022