[Fonte foto: webuildgroup.com]

Nei mesi scorsi le grandi opere hanno visto all’opera un nuovo alleato.

Si chiama Axel (Autonomous Exploration Electrified Vehicle), è un prototipo unico al mondo ideato per l’ispezione in sicurezza delle gallerie e ha dato prova delle sue capacità sulla Torino-Lione.

È stato realizzato dalla società torinese CIM (Competence Industry Manufacturing 4.0, uno dei principali Competence Center italiani), per il Gruppo Webuild.
L’esigenza era quella di avere un sistema in grado di addentrarsi nelle montagne piemontesi, per esplorare un cunicolo lungo 3 chilometri, evitando così ogni rischio per l’essere umano.

Quando le grandi opere richiedono scavi a grandi profondità o perforazioni di rilievi montuosi, il rischio per gli operatori umani è sempre molto elevato. Le variabili in gioco sono infatti moltissime e i pericoli si moltiplicano. Al rischio di crolli e cedimenti, si aggiungono possibili problemi per il personale di rimanere schiacciato, bloccato, incontrare imprevisti e complicazioni.

È proprio l’esempio ottimale in cui è meglio far fare il lavoro alla macchina.

Axel, nello specifico, può essere guidato in remoto, da una stazione di base fino a 2 chilometri di distanza; è in grado di superare ostacoli di grandi dimensioni come avvallamenti e pendenze superiori a 60% con guadi profondi fino a 30 centimetri.
Ha un’alimentazione elettrica cosa che lo rende a impatto zero sull’ambiente.

Axel è una macchina molto innovativa: robustezza e sembianze di un trattore con dotazioni all’avanguardia tra telecamere, sensori, antenne. È lungo 3,5 metri e pesa 2.200 kg.

Viene impiegato per sondaggi preliminari nei cunicoli delle nicchie di interscambio della galleria della Maddalena, nel cantiere Webuild attivo sul versante italiano del tunnel di base della Torino-Lione.

Il suo compito è quello raccogliere dati in condizioni estreme: la galleria geognostica nella quale si addentra ha una lunghezza complessiva di 7 chilometri, larga 6 metri con un fondo irregolare e copiosi riversamenti d’acqua, oltre a una temperatura di 40 gradi e un’umidità elevatissima.

Le sue caratteristiche gli permettono prima di tutto di essere guidato in remoto da una stazione di base fino a 2 chilometri di distanza; è poi in grado di superare ostacoli di grandi dimensioni come avvallamenti e pendenze superiori a 60% con guadi profondi fino a 30 centimetri, oltre ad essere alimentato in modo interamente elettrico, con un impatto zero sull’ambiente.

Il commento di Stefano Mosconi, project manager di Webuild

“Il progetto Axel  nasce dalla volontà del nostro Gruppo insieme al committente TELT  nell’ambito del consorzio La Maddalena di offrire un servizio di esplorazione di una tratta di cunicolo non esplorata senza l’utilizzo di personale, e quindi senza alcuna minaccia alla sicurezza. Possiamo dire che è la prima volta al mondo che viene realizzato un rover di questo tipo e in questo ambito lavorativo.

Parliamo di una soluzione altamente sostenibile perché il rover è interamente alimentato da un motore elettrico, una scelta che è stata presa anche per scongiurare l’inquinamento della raccolta dati derivante da eventuali gas di scarico”.

Jules Verne
Jules Verne

Una curiosità: perché si chiama Axel?

Certo, come abbiamo visto prima, Axel è l’acronimo di Autonomous Exploration Electrified Vehicle. Ma non solo.

Axel è anche un omaggio al giovane protagonista di “Viaggio al centro della Terra”, il romanzo di Jules Verne. Quello che si direbbe un nome un destino, rivela un ingegno mosso da una profonda passione dei costruttori per la materia di studio, tanto da scegliere per la loro creazione, un nome che evoca scoperte, avventura e conquiste.

 

 

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