Batterie: entro il 2030, saranno almeno 30 milioni i veicoli elettrici a emissioni zero sulle strade dell'UE

La transizione energetica è tema ormai di dominio pubblico.

Se, fino a qualche tempo fa, i motori elettrici erano prerogativa di qualche comparto, oggi si parla ovunque di elettrificazione. Dal trasporto merci alla mobilità urbana, dalle macchine per l’edilizia al trasporto leggero.

Al centro di questo processo di elettrificazione si trova la batteria.

Si stima (fonte www.europarl.europa.eu) che, entro il 2030, saranno almeno 30 milioni i veicoli elettrici a emissioni zero sulle strade dell’UE. Quindi, sebbene le auto elettriche contribuiscano alla riduzione delle emissioni di gas serra, la mobilità elettrica “di massa” potrebbe generare nuovi problemi di sostenibilità legati al tema delle batterie.

È per questo che il Parlamento Europeo non si limita a incentivare il settore, ma anche a regolamentarlo, per arrivare ad avere batterie più sostenibili ed etiche.

Il primo strumento è la Direttiva sulle batterie, in aggiornamento, per una migliore gestione del fine vita degli accumulatori, per garantire che possano essere riutilizzati o riciclati.

La revisione dovrebbe arrivare a regolamentare l’intero ciclo di vita del prodotto, secondo i principi dell’economia circolare: dalla progettazione al riciclo in nuovi prodotti.

Le tipologie di batterie

  • Batterie per autoveicoli
  • Batterie per mezzi di trasporto leggeri
  • Batterie industriali
  • Batterie portatili

Le batterie per “mezzi di trasporto leggeri” (biciclette o scooter elettrici), rappresentano l’ultima categoria introdotta, vista la loro diffusione.

Tipi di batterie disponibili nell'UE
Tipi di batterie disponibili nell’UE

Batterie: un mercato strategico per l’UE

Lo sviluppo dell’economia digitale e delle energie rinnovabili, oltre all’avvento della mobilità a basse emissioni, veicoli elettrici alimentati a batteria è destinato ad aumentare. Per questo il mercato delle batterie sarà sempre più strategico.

Secondo il Parlamento Europeo, entro il 2030 la domanda globale di batterie potrebbe aumentare di 14 volte e il fabbisogno per l’UE potrebbe rappresentare il 17% della domanda totale.

Limitare l’impronta di carbonio delle batterie

Visto che il ricorso all’elettrico è dovuto alla ricerca di alternative ai combustibili fossili meno inquinanti, l’UE sta lavorando per limitare l’impronta di carbonio delle batterie.

Secondo il testo della Commissione per l’ambiente, le batterie dovranno disporre di un’etichetta indicante la propria impronta di carbonio. Questo indicatore servirebbe a rendere più trasparente l’impatto ambientale di ogni batteria.
La relazione della commissione parlamentare mira a regolamentare l’intera ciclo di vita delle batterie e al tempo stesso a garantire che le nuove batterie contengano livelli minimi di cobalto, piombo, litio e nichel riciclati.

Tasso di riciclo delle batterie nell'UE
Tasso di riciclo delle batterie nell’UE

Aumentare il tasso di riciclo delle batterie

Nel 2019, il 51% delle batterie portatili vendute nell’UE è stato raccolto per essere riciclato. A causa della presenza di diversi metalli e composti utilizzati in fase di produzione, i relativi processi di riciclo possono variare a seconda del tipo di batteria.

La relazione fissa obiettivi di raccolta più rigorosi:

  • batterie portatili: il 70% dal 2025, rispetto al 65% della proposta originaria della Commissione europea; e l’80% dal 2030 invece del 70
  • batterie impiegate nei mezzi da trasporto leggeri: 75% nel 2025 e 85% nel 2030
    Inoltre, il nuovo quadro normativo prescrive l’obbligo di raccolta per i rifiuti provenienti da qualsiasi tipo di batteria, sia quelle per autoveicoli che quelle per veicoli industriali ed elettrici.
Domanda di auto elettriche

Come affrontare i problemi relativi alle materie prime della batteria

La produzione di batterie dipende fortemente dalle importazioni di materie prime critiche e in particolar modo quelle di cobalto, litio, nichel e manganese, dei metalli ad impatto ambientale e sociale molto elevato.
Per contrastare la violazione dei diritti umani connessi ai processi produttivi e garantire batterie più etiche, gli eurodeputati sostengono l’introduzione di un obbligo di diligenza per i produttori. Secondo il testo, i produttori dovrebbero essere tenuti a rispettare standard di gestione dei rischi legati all’approvvigionamento, alla lavorazione e al commercio di materie prime, sostanze chimiche e materie prime secondarie.

Passi successivi

Il Parlamento ha appoggiato le misure proposte durante la sessione plenaria di marzo ed è pronto ad avviare i negoziati con i governi dell’UE.

[Fonte www.europarl.europa.eu]

Leggi anche:

L’elettrificazione nel mondo delle costruzioni: driver e barriere

Mobilità elettrica: elettrificazione a rischio per carenza di nichel