Transizione digitale

Le piccole e medie imprese italiane hanno un ruolo fondamentale per la crescita economica del nostro paese.
Sono circa 4,3 milioni, pari all’80% circa dell’occupazione totale in Italia. Ma, nonostante queste premesse, stando al rapporto “La digitalizzazione delle piccole e medie imprese in Italia”, la loro produttività è inferiore alla media europea (soprattutto rispetto a Francia e Germania).

Perché sussiste questo divario di produttività?
Una delle ragioni sembra risiedere nel basso livello di digitalizzazione delle PMI italiane.
Siamo al 25esimo posto su 28 tra i paesi del Digital Economy and Society Index. Abbiamo un indice basso anche per ciò che attiene gli investimenti, che risultano molto esigui nelle tecnologie digitali.

E’ forse giunta l’ora, per le medie imprese italiane di investire. E di credere nel futuro.

È giunta l’ora per le medie imprese italiane

Gli effetti del Covid in Italia sono stati significativi. Il nostro paese, con un sistema sociale ed economico che già presentavano problemi strutturali di lungo periodo, ha dovuto far fronte ad un’emergenza che ha messo in difficoltà l’economia.

In effetti, l’economia italiana è rimasta indietro rispetto ai paesi di pari livello negli ultimi due decenni, con investimenti in R&S molto al di sotto della media UE.
La pandemia ha accelerato il ritmo dell’adozione digitale, le aziende hanno accelerato i piani di trasformazione digitale nel 2020.

Le aziende italiane sono state costrette a confrontarsi con il divario digitale del Paese. La crisi globale ha mostrato alle imprese di media dimensione che il momento dell’accelerazione digitale è ora e che non si può tornare indietro.

Il cloud e la necessità di allinearsi all’era digitale

Per molte aziende di medie dimensioni, la transizione al cloud è stata stimolata dalla pandemia. I dati del Politecnico di Milano indicano un balzo del 42% nei servizi cloud per le PMI italiane, poiché i lavoratori da remoto sono aumentati di 11,5 volte a 6,6 milioni.
Perciò, la digitalizzazione dei sistemi è diventata fondamentale per le operazioni in remoto.

Contemporaneamente, però, i limiti sono stati evidenti, dai processi rigidi ai dati frammentati. Le medie imprese hanno dimostrato di non avere l’agilità per affrontare il cambiamento e sostenere l’innovazione in un mercato in evoluzione.

Il vantaggio che si trae dal cloud è palese: soluzioni più rapide, più smart, più agili, che fanno funzionare meglio le aziende e forniscono ottimi risultati, se non eccellenti. Ma d’altra parte, le aziende devono ottimizzare i propri processi e sistemi allineandoli al raggiungimento degli obiettivi di business nell’era digitale.

L’immobilismo aziendale: quanto costa?

Spesso le imprese scelgono di cambiare e trasformarsi, tardivamente.
Anche se il costo di rimanere immobili è nettamente più elevato.

Secondo uno studio McKinsey, il 67% delle aziende sa di perdere competitività rispetto ai competitor a causa della carenza di skills digitali. E teme di non riuscire a far fronte a queste sfide se non riesce ad adattarsi in fretta. Inoltre, oltre la metà dei leader afferma che la strategia digitale è sempre superata dalle esigenze del business.

La verità non sta più nel mezzo. E’ ora che l’impresa italiana esca dal divario digitale rispetto ai suoi colleghi europei. Non riuscire a colmarlo, quando i consumatori a livello globale si sono già rivolti ai canali online, sarebbe un’occasione persa. Forse l’occasione della “vita”.