Per Mirco Risi, Presidente di Unacea, i costruttori italiani di macchine e attrezzature per le costruzioni, hanno fronteggiato aumenti di costo molto superiori a quelli riversati sul mercato

“Per i produttori di macchine e attrezzature per costruzioni sono stati 3 anni buoni, anche se abbiamo fatto arrabbiare molto venditori e noleggiatori per prezzi e consegne”.

Esordisce così Mirco Risi, Presidente di Unacea, l’associazione di categoria italiana delle macchine e attrezzature per le costruzioni, chiamato ad intervenire dal palco del Congresso congiunto Assodimi Unace.

È proprio di fronte a una gremita platea, composta anche di noleggiatori, che Risi spiega le difficoltà della categoria che rappresenta. Risi ha spiegato che i costruttori, oggi nota dolente per noleggiatori e venditori a causa di prezzi in rialzo e consegne in ritardo, “si sono trovati a dover fronteggiare aumenti di costo molto superiori a quelli riversati sul mercato. Molto superiori sia su acciai che su materie prime”.

Mirco Risi, Presidente di Unacea
Mirco Risi, Presidente di Unacea

E fa anche qualche esempio: in 2 anni e mezzo si è passati da 550/600 euro a tonnellata si acciaio per costruzioni, a punte di 2000 euro (ad aprile).

“Sta già rientrando un po’ e fa parte del processo di deglobalizzazione.

Gli acciai rientreranno ma la componentistica non più. La componentistica non scenderà a meno che non ci sia un crollo del mercato, cosa che non auspichiamo ovviamente.

Teniamo conto che l’Italia è considerata nel mondo uno dei paesi dove le macchine hanno i prezzi più bassi in assoluto. Questo disincentiva certi produttori mondiali a fornire l’Italia oltre il programmato”.

Risi ammette che, rispetto al venditore e al noleggiatore, il costruttore ha il vantaggio di poter cercare nuovi mercati, anche fuori dall’Italia, ampliando il suo bacino.

Sostenibilità e sicurezza secondo i costruttori

Per il Presidente dell’associazione dei costruttori, la parola d’ordine parlando si sostenibilità è: gradualità. Inoltre, sia per la sostenibilità che per la sicurezza, fa un distinguo, secondo lui doveroso, tra macchine sostenibili/sicure e lavoro sostenibile/sicuro.

“Riguardo alla sostenibilità i costruttori seguono ognuno la propria strada. Oggi ci sono le macchine e le attrezzature che possono lavorare in condizioni sostenibili, riducendo l’inquinamento. I passaggi devono essere graduali, non serve andare direttamente al totalmente elettrico. Anche perché ricerca e sviluppo, essenziali per tutte le case costruttrici, devono essere finanziate ma le sfide sono tante, anche di altro tipo, come la difficoltà nel reperimento personale, sia di manovalanza che per fare ricerca e sviluppo.

Anche il tema della sicurezza è essenziale per i costruttori e infatti sul mercato, le macchine attuali, se usate correttamente, danno certezze sulla sicurezza senza precedenti”.

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