“Il noleggio aiuta le aziende a imparare a gestire i processi. Le imprese di costruzione devono imparare a gestire i loro processi, cosa che in passato non hanno mai fatto perché i margini erano alti e non serviva. Questa per me è la chiave interpretativa che permetterà di superare anche alcuni problemi contingenti come gli aumenti delle materie prime e dei costi energetici”. Federico Della Puppa, SmartLand

Non poteva mancare al Congresso Assodimi, svoltosi lo scorso 1 luglio, il consueto aggiornamento di Federico Della Puppa di SmartLand sull’andamento del mercato del noleggio.

Per portare qualche anticipazione agli operatori del settore, la società di analisi ha elaborato le risposte di una 50ina di associati Assodimi ottenute da un’intervista di fine maggio scorso.

I risultati di questa prima analisi delineano uno scenario positivo per le aziende che si occupano di noleggio macchinari. Vediamo quindi alcuni numeri del primo quadrimestre 2022.

Federico Della Puppa, SmartLand

Crescita di fatturato

L’84% dei rispondenti ha indicato crescite molto consistenti nel fatturato. Il 38% dei rispondenti ha dichiarato una crescita tra 10 e 25% e dal 25 al 50% di fatturato. “Una crescita sempre da mediare – raccomanda Della Puppa – bisogna essere ottimisti e positivi però attenzione a non drogarci troppo”.

Crescita di fatturato nel noleggio

Il 26% di imprese intervistate sta crescendo nel fatturato del noleggio tra il 25 e il 50%.

“A dicembre pensavamo di essere stati più che ottimisti stimando una crescita del 12%, vista la crescita del 25% dell’anno precedente. Vedremo cosa succederà nei prossimi 2 quadrimestri, però certamente lo spunto di partenza è positivo”.

Il sentiment dei noleggiatori

Come sempre, in queste analisi è essenziale analizzare anche il sentiment degli imprenditori. È infatti proprio dalla loro volontà di riporre o meno fiducia nel futuro che dipendono le scelte di investimento o attesa.
Della Puppa ha quindi risposto a: come i noleggiatori si attendono il futuro? Che sentiment hanno verso l’andamento complessivo di quest’anno?

“Per metà degli intervistati l’andamento di quest’anno è positivo.
Ma la cosa interessante è che, se gli chiediamo complessivamente come vedono l’andamento dei primi 4 mesi rispetto al resto dell’anno, il 48% dice promettente e il 18% dice molto promettente.

C’è poi un 8% negativo, ma anche questo è un valore positivo. Perché? Dovete sapere che, quando facciamo le statistiche in Italia, c’è un dato che torna sempre: i negativi sono sempre tra il 15 e il 17%. Quindi questo 8% è un dato positivo, perché mediamente in Italia i negativi sono il doppio”.

Grande dose di solidità

Dall’analisi di Smart Land emerge che tutti i settori presentano dinamiche molto consistenti dal punto di vista delle crescite. E anche i settori che presentano meno consistenza come aspettative di crescita, hanno una grande dose di solidità, stazionarietà del mercato.

“Stazionarietà rispetto a quello che è successo prima: l’anno scorso è andata bene quindi più o meno sta andando bene – ha specificato Della Puppa –  Ciò che è stato fatto l’anno scorso dalle imprese di noleggio (mettere tanto fieno in cascina) si sta riversando quest’anno sul consolidamento della struttura d’impresa e di offerta e l’allargamento delle opportunità di offerta:

  • aumento parco macchine
  • inserimento di nuove tipologie di macchine, nuovi segmenti di noleggio

Questa grande crescita dipende anche dalle richieste che il mercato sta avendo e che ha avuto l’anno scorso”.

Il noleggio aiuta a migliorare la gestione dei processi aziendali

Della Puppa ha portato in evidenza anche un altro aspetto molto indicativo e cioè che: sul totale dei clienti dei primi 4 mesi del 2022, il 25% sono nuovi clienti.

Per Della Puppa “significa che il noleggio non è un mercato come gli altri all’interno del settore delle costruzioni, non lo possiamo collegare all’andamento del pil o all’andamento del settore delle costruzioni stesse perché ha dei driver suoi.

Nel momento in cui le imprese si trovano nella condizione di potenziale positività ma incertezza, fanno ricorso al noleggio perché ha costi determinati precisi ed esclusivamente per il tempo in cui viene utilizzata la macchina, riversabile in modo trasparente sul cliente. C’è qui un elemento fortemente positivo proprio per spingere ulteriormente questo mercato: il noleggio aiuta le aziende a imparare a gestire i processi. Le imprese di costruzione devono imparare a gestire i loro processi, cosa che in passato non hanno mai fatto perché i margini erano alti e non serviva gestire i processi. Il noleggio è uno tasselli per migliorare anche la gestione delle imprese di costruzione. Questa per me è la chiave interpretativa che permetterà di superare anche alcuni problemi contingenti come gli aumenti delle materie prime e dei costi energetici. […] è un elemento molto positivo per spingere questo mercato: ricorrere al noleggio aiuta a migliorare la gestione dei processi aziendali”.

La relazione tra noleggio e sostenibilità: costruire sul costruito o demolire e costruire

Della Puppa propone di considerare la sostenibilità nell’edilizia non solo come una questione tecnica delle macchina, ma anche come una questione politico/strategica legata alla gestione del territorio. “La vera sfida alla sostenibilità è il consumo del territorio. Infatti tutte le legislazioni più avanzate prevedono il non consumo di suolo. La regione più ‘consumona’ è il Veneto che ha consumato 2 volte e mezza il suolo rispetto alla media delle altre regioni negli ultimi 20 anni. Quindi lo sforzo che dobbiamo fare è costruire sul costruito o demolire e costruire, un’ottica dell’intervento che va su suolo già urbanizzato, non su nuovi terreni.

La demolizione è uno dei futuri delle costruzioni. In Veneto ad esempio ci sono 11mila capannoni industriali abbandonati in 500 comuni. Bisognerebbe demolire e ricostruire, perché sono inutilizzati, oggi le imprese nuove non entrano in quel tipo di capannone.

Quindi abbiamo bisogno di macchine sostenibili, ma anche di una strategia che spinga verso il riutilizzo. Nel 2000, su tutti i cantieri, quelli in cui si demoliva e ricostruiva erano l’1,3%. Oggi è il 25,2%. Cioè oggi la demolizione e ricostruzione vale un quarto del mercato del nuovo. Cosa che fa rientrare questi cantieri nella ristrutturazione”.