Il cambiamento climatico è ormai assodato. Se fino a qualche tempo sembrava una cosa lontana da noi, oggi la siccità interessa le nostre pianure e i nostri orti, i nostri fiumi e i nostri laghi sono aridi, i ghiacciai che si sciolgono sono quelli delle nostre montagne…

Insomma percepiamo il cambiamento climatico letteralmente sulla nostra pelle, tanto che l’Inail ha pubblicato una guida informativa proprio sulla gestione del rischio caldo.

La pubblicazione rientra tra gli strumenti informativi del progetto di ricerca Worklimate, frutto della collaborazione tra l’Istituto e il Consiglio nazionale delle ricerche-Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe). Lo studio comprende un ampio programma di attività per l’analisi dell’impatto del cambiamento climatico sulla salute e la sicurezza dei lavoratori.

La guida contiene informazioni sulle patologie da calore, raccomandazioni per una corretta gestione del rischio, condizioni patologiche che aumentano la suscettibilità al caldo, affronta il tema della disidratazione e dell’organizzazione delle pause.

Tra le patologie da calore che possono colpire i lavoratori si parla ad esempio di: crampi da calore, dermatite da sudore, squilibri idrominerali, sincope dovuta a calore, stress da calore, colpo di calore.

I lavoratori più a rischio sono quelli interessati da problematiche come malattie della tiroide, obesità, asma e bronchiti croniche, diabete…

Anche l’uso di farmaci per la cura di malattie croniche come diuretici, antidepressivi e anticoagulanti possono favorire l’insorgere di patologie da calore; così come un’alimentazione non adeguata, il non rispetto del periodo di acclimatamento, un abbigliamento inadatto (pesante, non traspirante), un ritmo e un’intensità di lavoro sostenuti.

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