lavoro outdoor

Nel Report 2022 dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il più importante organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, si fa riferimento a diversi rischi connessi ai cambiamenti climatici tra cui il rischio di ondate di calore, rischi per la produzione agricola, di scarsità di risorse idriche e di intensità e frequenza di inondazioni.

La previsione di un aumento di intensità e durata delle ondate di calore sembra dipingere i contorni di uno scenario irreversibile che impatterà soprattutto nell’Europa meridionale, Italia inclusa.

Il combinarsi di questi fattori con la necessità di svolgere attività all’aperto (sia nella logistica come in altri settori), comporta una maggiore incidenza di infortuni e malattie legati al calore.
Non è un caso imbattersi in piazzali di stoccaggio o dediti alla movimentazione dei materiali che non abbiano accesso all’ombra o in ambienti chiusi ma non areati adeguatamente. E quando anche la formazione specifica in materia di salute e sicurezza sullo stress da calore langue, il mix può diventare davvero pericoloso per il lavoratore.

Oggi, gli ostacoli principali alla prevenzione degli infortuni sul lavoro correlati al caldo sono da rivedere nella mancanza dei datori di lavoro di impegno finalizzato a proteggere la salute e la sicurezza. Ma non solo. La mancanza di formazione dei lavoratori fa la sua parte soprattutto se aggiunta ad uno scarso rispetto delle norme e ad una mancanza di consapevolezza da parte dei Responsabili della salute e sicurezza aziendali dei rischi da calore.

Rischio di malori e infortuni causati dal caldo

Le linee di interazione fra cambiamento climatico e salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sono articolate e complesse. Lo stesso incremento della temperatura media e della frequenza ed intensità delle ondate di calore può determinare un aumento del rischio di infortunio sul lavoro.

Ma c’è di più: l’aumento del livello di inquinamento atmosferico, l’esposizione alle radiazioni solari, l’interazione fra inquinamento ed esposizione a cancerogeni e allergeni biologici sono ulteriori ambiti di connessione fra cambiamento climatico e rischi occupazionali per la salute.

I lavoratori che sono coinvolti in attività outdoor o esposti a fonti di calore sul posto di lavoro durante la stagione calda possono andare incontro a malori, ad una diminuzione della capacità di risposta agli stimoli e quindi ai pericoli, fino a diventare disattenti e deconcentrati. Il che, è chiaro, porta a notevoli rischi di infortuni.

I settori più esposti, risultano essere:

  • Agricoltura
  • Costruzioni
  • Lavori elettrici, idraulici, di condutture gas
  • Industrie all’aperto
  • Trasporti.

La correlazione fra esposizione al caldo ed infortuni sul lavoro

Esiste una correlazione tra l’esposizione ad elevate temperature e infortuni sul lavoro e identificazione di gruppi di esposizione più a rischio:

  • Età inferiore ai 25 anni: mansioni più difficili e con maggior sforzo fisico, training inadeguato sulle misure di sicurezza, minori competenze rispetto ai lavoratori più anziani, minor propensione a riconoscere il rischio da esposizione ad alte temperature e a utilizzare misure preventive
  • Uomini: possibili differenze di genere nei settori lavorativi (rispetto alle donne, gli uomini lavorano in settori ad alto rischio: agricoltura, miniere, estrazione di oli e gas, ecc.)
  • Agricoltura: esposizione a temperature estreme per lunghi periodi di tempo, indumenti da lavoro protettivi che spesso limitano la dispersione del calore.

Numerosi studi stimano inoltre che le temperature inferiori e superiori alla soglia (25° percentile per il freddo e al 75° percentile per il caldo) abbiano un ruolo per circa 5.200 incidenti sul lavoro all’anno (pari a circa 1,15% del totale degli infortuni).
Una variabilità dei rischi in relazione:

  • all’età (maggiori nei lavoratori giovani per il caldo e per i lavoratori meno giovani per il freddo)
  • al genere (le donne sono più suscettibili alle basse temperature, gli uomini alle alte)
  • alla dimensione aziendale (maggiore l’effetto del caldo sugli occupati nelle piccole imprese, maggiore l’effetto del freddo per le grandi aziende).