Pavimentazione industriale

La scelta della pavimentazione industriale segue parametri definiti sulla base di fattori come la tipologia di mezzi che transiteranno su di essa, la varietà di carichi da movimentare, la possibilità di manutenzione rapida e la garanzia di igiene.

Tuttavia, col passare del tempo, ogni pavimentazione può risentire degli effetti di più combinazioni di questi fattori, alterando la sua omogeneità originaria.
Pavimenti soggetti ad usura ed irregolarità, se non mantenuti adeguatamente, possono infatti essere forieri di incidenti, infortuni e guasti alle macchine e alle attrezzature presenti nell’ambiente di lavoro.

In genere, la scelta sulla pavimentazione ricade su tre materiali: resina, PVC e cemento ed è ponderata sulla base della perfetta igienizzazione, della resistenza a grandi carichi e della sua lunga durata.

Pavimentazione industriale in resina

La pavimentazione in resina sintetica si ottiene grazie a specifici procedimenti chimici e industriali ed è finalizzata alla creazione di una superfice di uno spessore di minimo 2 millimetri, costituita principalmente da resine epossidiche e/o poliuretaniche.

Al giorno d’oggi, in ambito industriale si opta spesso per pavimenti in resina a pellicola sottile di spessore che varia da 0,3 a 1 millimetro. Sono delle vere e proprie pellicole a bassa viscosità che vengono sovrapposte ai supporti in calcestruzzo.

I pavimenti industriali in resina possono essere realizzati in tempi brevi e spesso non prevedono specifiche lavorazioni per quanto riguarda il pavimento già esistente. Questa tipologia garantisce superfici uniformi, sicure, resistenti e facili da pulire.

Per sopportare tutte le forti sollecitazioni che possono caratterizzare gli ambienti contenenti macchinari sempre all’opera, ma anche magazzini e garage, la resina è oggi il materiale prediletto in ambiente industriale.

Realizzando superfici uniformi, la facilità di pulizia è assicurata, così come gli elevati livelli di sicurezza e di igiene. Resistenti all’abrasione, all’usura e alla movimentazione di carichi pesanti, i pavimenti industriali in resina richiedono inoltre anche poca manutenzione.

Il PVC per la pavimentazione industriale

Chiunque si appresti a realizzare o riparare un pavimento industriale dovrebbe fermarsi a riflettere. In effetti, il pavimento in cemento può essere rinnovato anche con la posa di un  pavimento in PVC con un rivestimento epossidico.

Di solito all’interno dei capannoni di produzione si muovono i carrelli elevatori ed altri macchinari pesanti. I materiali che vengono stoccati sui pavimenti hanno altrettanto un peso importante. Per questo, nel caso dei pavimenti in PVC, è necessario optare per una variante sviluppata per carichi elevati e sollecitazioni.

Il pavimento epossidico che risulta molto popolare in diversi ambienti, è economico ma non adatto se deve essere percorso da un carrello elevatore.
Ruote strette, peso elevato e pneumatici caldi possono sfaldarlo. E le sostanze chimiche, colorarlo. Inoltre, risulta scivoloso se non trattato con particolari soluzioni antiscivolo.

Sempre più di frequente, i pavimenti in PVC trovano applicazione nei capannoni industriali. I vantaggi chiaramente includono: la facilità di installazione, la facile manutenzione e la garanzia di una lunga durata.