I muletti e mercato internazionale
Una gamma di prodotti versatile e pluripremiata

I dati parlano chiaro: il mercato del carrello elevatore ha finalmente le carte in regola per progredire e, dopo la grave battuta d’arresto che sembra essersi attenuta dal 2009, una lenta ma costante ripresa ha permesso di riguadagnare le posizioni e di ritornare a essere uno dei settori trainanti dell’economia mondiale. Allo stesso modo, le statistiche ci dicono che, in un clima positivo e competitivo quale quello dei muletti, molte sono le aziende che scelgono di creare accordi e fusioni con lo scopo di ottimizzare le risorse e guadagnare fette sempre più ampie di clienti, anche – e soprattutto – di carattere internazionale.
Che l’integrazione sia un valido strumento per rendere la propria azienda competitiva nel mercato attuale è un dato certo, basti pensare alla recente fusione, anche se in un campo diverso, fra Alitalia ed Etihad Airways, che ha permesso di ampliare le destinazioni turistiche della società. È dunque questa la strategia migliore per imporsi sul mercato o essa da sola non è sufficiente a garantire il successo? Studiando la situazione del mercato attuale possiamo cogliere obiettivi e limiti di questa nuova e sempre più diffusa strategia.
Secondo gli analisti del settore, i clienti finali della logistica chiedono sempre più prodotti diversificati, in linea con la destinazione d’uso e rapidamente reperibili sul territorio. Di conseguenza i produttori guardano alla integrazione come risposta a queste tendenze, capace di creare una rete di produzione sempre più decentrata rispetto alla casa madre e personalizzata, in grado di adeguarsi agli standard in costante cambiamento. Analogamente la soluzione soddisfa l’esigenza dei consumatori di ricevere i propri acquisti dove e quando lo si desidera, grazie ai servizi di corriere flessibili e distribuiti su tutto il territorio.
Un’altra tendenza, quella all’automatizzazione, si è ormai affermata nel panorama logistico internazionale e le possibilità di indicizzazione e organizzazione del lavoro che tali strumenti consentono permettono di affermare con sicurezza che il trend è destinato a incrementarsi. Per essere presenti in questa sfida tecnologica le aziende scelgono il dialogo, la fusione dei propri e degli altrui saperi per creare macchinari sempre più sofisticati e adeguati ai disparati scenari della logistica e network in grado di mettere in comunicazione tutte le parti sociali coinvolte.
Le esigenze dei clienti sono certamente determinanti per le aziende produttrici, tuttavia i comportamenti del consumatore possono essere indirizzati a proprio favore. In un mercato così affollato di informazioni, infatti, non è facile fare un distinguo tra i vari prodotti ed è per questo che i consumatori si rivolgono sempre più al produttore di fiducia, il cui marchio è sinonimo di affidabilità e di continuità.
Questo è un punto di forza per l’azienda che apre un secondo punto della questione: come scegliere adeguatamente i propri partner commerciali? La fusione e l’acquisizione sono operazioni a notevole rischio finanziario e questo significa che oltre alle dinamiche di mercato bisogna far coincidere obiettivi e modelli operativi. Questo traguardo si consegue attraverso una attenta analisi, della propria e delle aziende partner, prima della proposta di fusione, affinché gli obiettivi e le strategie siano comuni, di intesa. Un allineamento che deve essere innanzitutto culturale, per garantire il raggiungimento degli obiettivi di sinergia. La mancata integrazione culturale, dicono gli esperti, è infatti causa di incertezze e problemi, sia a breve che a lungo termine: se il processo di integrazione non centra i propri obiettivi e non garantisce che le incertezze siano affrontate il prima possibile con metodi efficaci, esso può provocare danni finanziari e di immagine difficilmente recuperabili.
Nei processi di integrazione non esiste certamente una soluzione univoca che vada bene per tutti, ma la conoscenza di se stessi e la pianificazione degli obiettivi e delle strategie sono gli strumenti principali di un’azienda lungimirante, poiché essa consente di avere una visione chiara sul futuro della propria attività e di individuare i partner più congeniali.
Un ultimo suggerimento per chi si accinge a considerare l’integrazione, arriva ancora una volta dalla statistica: una buona fetta di mercato è soggetta a fattori mutevoli, come il panorama dell’energia e del commercio da un lato e la capillare espansione di start-up in ambito logistico dall’altro. Investire quindi su prodotti eco-friendly ma anche puntare sulle nuove realtà potrebbero essere strategie vincenti.
Se dunque i fornitori di logistica devono innanzitutto essere veloci e flessibili per reagire alle esigenze di mercato, d’altro canto l’obiettivo primario è saper distinguere tra le mode effimere e cambiamenti reali.
La capacità di un marchio di adattarsi senza perdere la propria unicità parte proprio da qui.

[Da Muletti Dappertutto n. 3/2016]

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