Le macchine robotiche per la pulizia stanno cambiando il settore delle pulizie, ma non sono adatte a tutte le situazioni. Conoscere capacità e limiti delle macchine di pulizia autonome è indispensabile per assicurarsi che siano adatte alle diverse esigenze e strutture

Sull’industria delle pulizie i robot stanno avendo un grande impatto.
Spesso si pensa alla robotica associata al mondo del pulire in modo distorto, immaginando una sostituzione della risorsa umana che, inevitabilmente perderà la sua occupazione, a causa di capaci robottini in grado di fare tutto da soli.
La verità è un’altra. E cioè che invece di sostituire i dipendenti, le macchine per la pulizia autonome stanno oggi massimizzando la produttività, aumentando l’affidabilità ed elevando le competenze di chi si occupa di pulizie.

La robotica nel cleaning fuori da ogni pregiudizio

Abbiamo detto che le macchine robotiche per la pulizia possono svolgere attività ripetitive e laboriose come la pulizia dei pavimenti, lasciando i dipendenti liberi di concentrarsi su lavori di alto valore che richiedono un essere umano per essere completati.
Questi operatori potranno apprezzare l’opportunità di utilizzare macchine robotizzate per la pulizia, che possono aumentare la soddisfazione sul lavoro e le competenze.
E per le aziende questo si traduce in dipendenti felici e riduzione al minimo delle perdite dovute all’assenteismo dei dipendenti, all’elevato turnover e agli incidenti alle apparecchiature.

Sebbene i vantaggi delle macchine per la pulizia autonoma siano molti, la robotica nel cleaning potrebbe, però, non essere adatta a tutte le esigenze.

5 domande per capire se la robotica fa al caso tuo e della tua azienda

Se quindi si sta considerando di introdurre la robotica nelle proprie attività di pulizia, ecco alcune domande che sarebbe bene porsi:

  1. Ho l’ambiente giusto e giuste aspettative per poter investire sulle macchine autonome?
    I robot mobili autonomi (AMR) sono più efficienti e adatti in ampi spazi aperti che vengono puliti per almeno tre ore al giorno (vendita al dettaglio, scuole, assistenza sanitaria, centri di distribuzione, ecc.), cinque giorni alla settimana.
    Le lavapavimenti automatizzate possono essere addestrate per pulire più percorsi per edificio e navigare intorno a oggetti, macchine, mobilio, ecc.
    Inoltre, con caratteristiche di sicurezza avanzate, questi robot mobili sono capaci di evitare pendenze, percorsi pericolosi, apprendendo qualsiasi nuovo cambiamento dovesse intervenire nell’ambiente da pulire.
  2. Se la robotica è in continua evoluzione, quanto è importante scegliere un fornitore che punti al miglioramento continuo della tecnologia e che sia in linea con l’innovazione?
    La robotica non si ferma mai e sta vivendo un momento molto intenso, cruciale. I produttori stanno lavorando allo sviluppo di macchine e software in grado di soddisfare un ventaglio di esigenze ampissimo e variegato.
    Quando si prende in considerazione un partner, bisognerebbe optare per un’azienda che abbia una lunga storia alle spalle nel settore del cleaning, che abbia esperienza e risorse per poter aggiornare i suoi software, al fine ultimo di ottimizzare prestazioni e funzionalità nel tempo. Collaborare con un produttore in grado di fornire un servizio su una piattaforma autonoma, è fondamentale onde evitare lunghi ritardi e/o tempi di fermo.
  3. L’AMR può essere utilizzata subito, una volta ricevuta?
    Il grande vantaggio delle AMR è proprio questo: possono essere utilizzate nell’arco di pochi minuti. Senza necessità di programmazione esterna la macchina può ricevere l’input di un percorso o di percorsi autonomi e funzionare senza operatore anche dopo pochissimo tempo rispetto al suo arrivo in azienda.
  4. Come formare il personale?
    Il produttore deve fornire formazione e supporto per garantire un corretto utilizzo dell’attrezzatura robotica. Anche per la sua implementazione. Spesso ciò include l’assistenza alla mappatura degli edifici e l’abbinamento di una connessione di percorsi. La formazione però dovrebbe anche supportare la conoscenza dal parte del personale dei rapporti e delle heat maps generate in automatico con questa tecnologia.
  5. Che impatto avranno i robot sugli addetti alle pulizie?
    Dovrebbe essere chiaro a tutti, all’interno dell’azienda, che i robot non sostituiranno i dipendenti, ma piuttosto lavoreranno in sinergia con loro. Le risorse umane saranno quindi magari impegnate a preparare le aree per le macchine robotizzate. Inoltre, mentre l’AMR sarà impegnata in compiti ripetitivi e noiosi, il team di pulizia potrà occuparsi di disinfettare i punti di contatto, pulire i vetri, pulire i bordi ed eseguire attività aggiuntive che sono fondamentali per supportare un ambiente pulito e sicuro. Attribuendo un valore aggiunto alle attività dei dipendenti, i robot non potranno avere un impatto negativo su di essi.

Per concludere, assicurarsi di capire limiti e potenzialità delle macchine robotiche per la pulizia sembra essere il primo passo verso queste tecnologie innovative.
Il settore delle pulizie sta cambiando, non investire in questa direzione potrebbe rivelarsi un errore. Quindi, per non sbagliare, affidarsi oggi a chi ha un know how storico, può rivelarsi un vantaggio competitivo importante domani.