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Andrea Boaretto, Founder e CEO Personalive
Andrea Boaretto, Founder e CEO Personalive, all'incontro di ANIMA "I trend della meccanica: focus sostenibilità" ha spiegato come si stanno evolvendo i trend strategici nelle aziende. E come queste stanno rispondendo alla conoscenza dei dati e tecnologie.

All’evento ANIMA “I trend della meccanica: focus sostenibilità” un importante contributo è arrivato dagli Ecomics di ANIMA.
Tra cui Andrea Boaretto, Founder e CEO di Personalive, società di consulenza, che analizza le ricerche di mercato per aiutare le imprese nell’analisi e profilazione dei clienti.

Il suo intervento si è concentrato sui trend strategici delle aziende, analizzando come si stanno muovendo nel mercato.
Ne è emerso che le imprese sono sempre più multicanale, anche nelle loro strategie di marketing e comunicazione. Il prodotto resta centrale, ma cresce l’importanza del servizio offerto.

Secondo Boaretto, proprio per questo si allarga il portafoglio dei servizi nelle fasi di vendita: pre, post e durante.
Ecco che entra in gioco l’importanza dei dati, come precedentemente introdotto da Paolo Galloso, Responsabile Ufficio Studi di ANIMA, nel suo intervento “Il progetto Libri Bianchi ANIMA

Utilizzare le nuove tecnologie e saper leggere i dati ad esse collegati è fondamentale, ma non tutte le aziende si sono ancora attivate in questo senso.
Sono state perciò suddivise in tre categorie:

  • ritardatari, cioè sotto la media delle imprese nazionali
  • primi passi, cioè quelle aziende che non stanno ancora sfruttando al meglio le tecnologie in relazione ai dati
  • innovative, cioè quelle imprese che fanno leva su tecnologie e dati facendo ricerca.

Ma come sono distribuite le aziende italiane?

La pancia più grossa è quella in mezzo, cioè delle imprese comprese nei “primi passi”. Perchè si sono dotate di strumentazioni connesse 4.0, ma non delle competenze per sapere come utilizzare realmente i dati. Mentre il mondo dei ritardatari riguarda soprattutto le aziende più piccole, quelle micro, anche se stanno cominciando ad attrezzarsi. Mentre le più strutturate, come la maggior parte di quelle presenti in ANIMA sono all’interno delle aziende più innovative.

A livello di marketing, fiere e social qual è il trend di mercato?

“Le fiere hanno subito l’effetto pandemia, la chiusura e la “sostituzione” con gli eventi online che non sono stati ben apprezzati. Nel comparto delle macchine infatti, le imprese hanno bisogno di vedere e toccare con mano o semplicemente incontrare le persone. Adesso c’è una ripresa. Ma la presenza non si può pianificare con largo anticipo infatti le domande costanti sono “ci sarà davvero la fiera?” “ha senso andarci?” “ci saranno i miei concorrenti?”. Inizialmente ci sarà un po’ di inerzia ma non si potrà prescindere dalla fiera.

I social invece sono cresciuti. Da prima con una logica di presenza, poi cominciando a strutturare veri e propri percorsi di marketing. Il punto chiave però sono i contenuti. Bisogna averne di ingaggianti e tecnici.La pandemia ha dato una forte accelerazione in questo senso. Chi ha più fame si è innovato.

Un altro aspetto che è emerso dall’intervento è la multicanalità delle aziende. Nuovi sistemi di vendita che si integrano man mano con quelli tradizionali. Come?
Questo è un tema più ampio. Banalmente, riuscire a coinvolgere un venditore nell’utilizzo di un sistema automatico, che raccolga bene le informazioni in alcuni casi è percepito come una costrizione. È un fattore di cultura, non è un processo immediato ma è in atto.