Paolo Galloso, ricerca
Paolo Galloso, Responsabile Ufficio Studi di ANIMA
Tra gli obiettivi della ricerca svolta dall'Ufficio Studi di ANIMA la conoscenza dei player della meccanica, far conoscere il Made in Italy e diventare un punto di riferimento per le istituzioni. Esattamente come ha spiegato Paolo Galloso, Responsabile Ufficio Studi nel suo intervento

Paolo Galloso, Responsabile Ufficio Studi di ANIMA è stato tra i primissimi a prendere la scena portando il proprio contributo all’appuntamento organizzato da ANIMA Confindustria “I trend della meccanica: focus sostenibilità”.

Nel proprio intervento, Galloso ha voluto creare un momento di sintesi di tutti gli anni di ricerca, spiegando i grandi obiettivi che l’ufficio studi si era fissato e la loro importanza.
“Lo smantellamento dei centri studi delle grandi banche e l’introduzione di standard di valutazione aveva portato ad una misconoscenza dei settori. Specialmente nell’industria meccanica, seppur molto importante a livello economico nazionale. Questo si traduceva in un problema di sintesi e definizione completa dei settori.
L’Ufficio Studi voleva far conoscere la meccanica Made in Italy in tutto il mondo, andando ad analizzare i trend degli ultimi anni. Quali sono le tecnologie ed i codici appropriati per le esportazioni, in modo da definire la quota di mercato italiana rispetto ad altre nazioni.
In questo evento abbiamo raccontato la motivazione per cui abbiamo investito in ricerca: far conoscere agli operatori e alle istituzioni i dati reali del settore della meccanica.

Quali sono state le risposte che avete ottenuto?

La prima grande risposta è stata quella riguardante i player della meccanica. Siamo infatti riusciti a definire quanti sono realmente gli attori del settore in Italia, a livello generale i numeri dicono: 60 miliardi di fatturato, di cui il 60% di prodotti che vengono esportati con picchi che possono arrivare anche ad 80/90%. La ricerca di ANIMA ha permesso di fare un vero censimento della meccanica comprendendo anche i microsettori.

Quali sono stati i punti critici della ricerca?

Sicuramente far capire agli operatori quanto potesse essere fruttuosa anche per loro la conoscenza più approfondita. Spesso si ritiene di conoscere i propri competitors ma in realtà non è così. Ad esempio nel settore della logistica questi dati possono diventare un momento di diffusione per creare dei gruppi molto più strutturati.

Il dialogo con le istituzioni che ruolo ha rivestito?

Il confronto con chi ha l’onere di decidere è stato molto importante. Abbiamo impostato la ricerca con una metodologia standard condivisa con ricercatori di diverse estrazioni. Questo ha permesso di dare un risultato scientifico che è stato apprezzato dalle istituzioni e ci ha permesso di essere un punto di riferimento.
Un altro degli obiettivi della ricerca era quello di accreditarci verso le istituzioni in modo da essere presi in considerazione nei momenti di decisione di nuove normative e ci siamo riusciti.