YALE
Ottimizzare i magazzini, grazie all'automazione e all'intelligenza artificiale senza dimenticare la sicurezza degli ambienti di lavoro. Tutte le soluzioni di Yale ad Intralogistica Italia

YALE, azienda leader mondiale del carrello elevatore non poteva mancare ad uno degli appuntamenti fieristici più importanti del settore.
Intralogistica Italia 2022 è sempre stata e sarà una grande occasione per fare network, come ha sottolineato lo stesso Vittorio Consonni, National Major Account Manager di Yale.
Un momento in cui rinsaldare quel rapporto umano che fa ancora la differenza.
L’occasione per offrire un segnale di presenza a tutto il mercato di riferimento e ribadire i progetti che guideranno l’azienda nel prossimo futuro.

Perché avete scelto di essere presenti a Intralogistica?

Siamo qui in quanto brand mondiale nella produzione di carrelli elevatori. Siamo presenti in tutto il mondo e anche in Italia con produzione locale, per cui Intralogistica resta per noi un appuntamento obbligato.
Questa fiera ci concede anche quest’anno la possibilità una grande visibilità, offrendosi da palcoscenico per tutte le novità che stiamo introducendo sul mercato.

Crediamo molto in quello che ancora lascia il rapporto umano. La pandemia ci ha costretto a lavorare dietro a uno schermo ma incontrarsi fa ancora la differenza. E questo perché osservare un prodotto su un catalogo o vederlo dal vivo è tutta un’altra cosa. Toccarlo con mano, capire e creare networking con le persone, per noi ha ancora un peso specifico non indifferente.

Dove sta andando l’innovazione YALE?

La nostra azienda sta andando sempre più verso l’automazione, quindi verso un futuro in cui l’intelligenza artificiale ci aiuterà a ottimizzare non pochi processi.
Contestualmente, abbiamo scelto di dedicarci ad un aspetto fondamentale dell’operatività ovvero la sicurezza degli ambienti di lavoro. E’ un tema che ci sta particolarmente a cuore, perché  – ricordiamolo – è bello andare a lavorare ma è bello anche tornare a casa.
Queste saranno dunque le due leve che guideranno il prossimo futuro di YALE, nonché il presente: l’automazione da una parte e la sicurezza dall’altra, in un binomio che si integra alla perfezione.

Quali invece sono i vostri progetti legati all’uso dell’intelligenza artificiale?

YALE ha tutta una serie di carrelli che lavorano in autonomo, connessi ai vari sistemi di Warehouse Management System.
Stiamo facendo tanto per l’interconnessione tra carrelli e l’ottimizzazione dei percorsi: impegni che aiuteranno ad incrementare i livelli e gli standard di sicurezza.
In un panorama in cui i carrelli sono in grado di parlare tra loro, di evitarsi, rallentare e rilevare la presenza di pedoni, bisogna prestare attenzione anche al monitoraggio e alla lettura dei dati che ogni carrello registra. La telemetria, ad esempio, che ci consente di monitorare da remoto, ci offre l’opportunità di ottimizzare le attività di magazzino. Sia per quello che riguarda i costi e le performance che per quanto attiene alla sicurezza.

Quali sono i vostri progetti a breve e a lungo termine?

Vogliamo far crescere la nostra quota di mercato soprattutto in Italia. Adesso siamo intorno al 4-5% per tutto il Gruppo. Ma mi occorre fare una precisazione: guadagnare quote di mercato per noi non significa solamente produrre carrelli. Vuol dire offrire tutto ciò che riguarda tools, intelligenza artificiale, efficienza, sicurezza e assistenza.
Un lavoro che stiamo già facendo insieme al nostro partner Unicar-Yale che copre l’assistenza in tutta Italia e che per la nostra crescita ha un ruolo chiave sul mercato italiano.

Stiamo investendo nella parte informatica e tecnica ma vogliamo crescere anche nell’assistenza e nel service con Unicar-Yale, per avere una copertura globale a livello nazionale ancora più efficiente.