― Lo scalo marittimo più trafficato del mondo è congestionato. Una situazione che potrebbe innescare uno nuovo shock a livello globale

Il lockdown di Shangai sta rallentando il porto più trafficato del mondo.
Quasi 500 navi sono ferme e si tratta del numero più alto mai registrato, se si pensa che durante la prima ondata della pandemia la quota dei marittimi fermi era inferiore di oltre un centinaio di unità.

Tutti i cittadini cinesi sono sotto un severo lockdown a causa della diffusione di Omicron e, con tutta probabilità, la congestione navale rallenterà la catena di approvvigionamento mondiale rischiando di far aumentare i prezzi dei prodotti derivati dai beni bloccati nel porto.

MarineTraffic ha recentemente riportato che le navi in attesa sarebbero 459 (dato del 20 aprile 2022), un numero molto più alto rispetto alla media di 260 unità registrate a febbraio.

Segno del fatto che la congestione sembra essere molto più seria di quanto appaia. Un collo di bottiglia che provocherà ritardi anche negli altri passaggi della logistica.

Cosi, mentre il lockdown impedisce agli operatori del porto di raggiungere il posto di lavoro, tutte le operazioni, dallo scarico dei container fino alla documentazione doganale, sono rallentate in maniera significativa.

I blocchi stradali impediscono gli ingressi e le uscite dei camion in città e per tornare alla normalità post lockdown serviranno molto più di 30 giorni, secondo gli esperti.
E’ probabile che le ripercussioni di questa congestione le vedremo fra 30/50 giorni.

Il blocco del porto potrà avere effetti sulle catene di approvvigionamento globali, sia per quanto riguarda la puntualità delle consegne che l’incremento dei costi.
Secondo gli esperti il costo dei prodotti finali già influenzato dal conflitto ucraino in corso, dovrebbe aumentare ulteriormente a causa del lockdown di Shangai.

Non è da escludere infatti che gli indici di inflazione aumenteranno in vari settori ed il commercio e la logistica mondiale non ne beneficeranno di certo.