Bariola aisem
― Massimiliano Bariola, il nuovo presidente AISEM a qualche giorno da Intralogistica Italia 2022 ha illustrato gli obiettivi del proprio mandato, la spinta verso l'utilizzo di fonti sempre più green e la soddisfazione per la proroga della scadenza del Piano 4.0 al 31 dicembre 2022

A ridosso dell’importante appuntamento fieristico di Intralogistica Italia 2022 abbiamo incontrato il nuovo presidente AISEM Massimiliano Bariola.
Con lui abbiamo parlato degli obiettivi dell’associazione e dell’importanza della partecipazione a fiere e convegni. Tanti gli impegni anche in termini di sostenibilità e supporto alle aziende con la proroga del Piano Transizione 4.0.

Le parole del presidente AISEM

Di recente è stato nominato nuovo presidente AISEM. Ha dichiarato che il suo obiettivo sarà confermare e proseguire le attività avviate dalla precedente presidenza. Le direttrici che seguirà il suo lavoro sono ben definite quindi. Su cosa puntano?

Gli obiettivi che come AISEM vogliamo raggiungere nei prossimi due anni dovranno essere quelli di aumentare il numero di aziende associate e diffondere la cultura della sicurezza tramite la formazione degli operatori e il rinnovo del parco macchine circolante. Un altro punto focale sarà incrementare la partecipazione della nostra associazione a mostre, convegni e fiere. Un primo chiaro segno di questo impegno lo abbiamo dato con la nostra partecipazione ad Intralogistica Italia, con l’organizzazione di tre eventi nello Spazio Galileo, dedicati a costruttori, clienti attuali e futuri di magazzini automatici e sistemi intralogistici.

Sostenibilità ambientale e risparmio energetico saranno al centro del vostro impegno di Associazione? In che termini? Attraverso quali attività?

L’intero settore ha a cuore il tema della sostenibilità ambientale ed essa sarà al centro del mio mandato. Le moderne tecnologie conoscono già un notevole sviluppo in ambito di efficienza energetica. Dobbiamo riuscire a puntare a un uso maggiore di fonti green rinnovabili, riducendo sempre di più la dipendenza dalle imprese di petrolio e gas naturale proveniente dall’estero, in modo da poter limitare i consumi di energia elettrica tramite l’adozione di impianti e macchinari altamente efficienti e abbassare i costi in bolletta“.

Per ciò che invece riguarda direttamente il Pnrr, come si riuscirà a sfruttare le opportunità offerte dal Piano? Ad esempio rispetto agli investimenti previsti dal piano Transizione 4.0?

Il Pnrr rappresenta un’occasione imperdibile e dobbiamo sfruttarla al meglio. Il Piano nazionale Transizione 4.0 nasce per aiutare l’Italia a compiere i passi necessari per rimanere competitiva rispetto all’Europa e anche a livello globale e permetterà alle nostre imprese di ottenere crediti d’imposta per l’acquisto di tecnologie moderne ed efficienti in campo digitale. Come AISEM, all’inizio eravamo preoccupati per la scadenza del bonus, fissata inizialmente al 30 giugno 2022: essa infatti avrebbe rischiato di penalizzare quelle attività che avevamo acquistato i beni l’anno scorso, ma che a causa dei pesanti ritardi nei tempi di consegna, avrebbero potuto perdere l’incentivo, danneggiando ancora di più l’industria italiana.
Ringraziamo invece il Governo perché è venuto incontro alle nostre richieste; la proroga fino al 31 dicembre 2022 permetterà a molte più aziende del comparto di trarne benefici.

Tra la necessità di investire e le problematiche geopolitiche in corso, oggi, cosa dice il mercato? Che sentore c’è?

Da oltre un anno stiamo soffrendo la carenza di semi-conduttori e microchip, fondamentali per le attività del settore. Tutto ciò costringe le aziende a rallentare la produzione e allungare i tempi di consegna, oppure peggio ancora, alla chiusura. Per evitare di andare in perdita. Questa penuria di componenti sta alimentando una forte speculazione, rendendo i materiali sempre più cari e rischiando di portare i nostri prodotti fuori mercato. Inoltre, in  questo periodo, con lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina si è assistito, oltre al lievitare dei costi di materie prime ed energia, anche all’esplosione dei prezzi dei noli marittimi con crescite tra il 500% e l’800% dei tragitti, portando a conseguenze importanti sui tempi di consegna che continuano ad essere posticipati. La speranza è che la situazione nell’est Europa possa migliorare così da scongiurare al più presto pesanti ricadute economiche sul tessuto industriale, che causerebbe il fallimento di numerose aziende.