Gli Open data dell’Inail relativi alle patologie professionali più diffuse parlano chiaro: le disfunzioni dell’apparato uditivo rientrano tra le prime tre malattie denunciate sul lavoro.
Probabilmente perché spesso il rischio rumore è sottovalutato, in particolar modo quando si assiste ad una evoluzione dei luoghi di lavoro in termini di nuove attività, modifica del contesto e adozione di nuovi macchinari.

Il documento “Corretta progettazione acustica di ambienti di lavoro industriali e non. Manuale operativo” prodotto dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail prende in esame il benessere psicofisico dei lavoratori, rendendo necessaria una riflessione riguardo l’aggiornamento delle procedure di analisi e progettazione acustica dei luoghi di lavoro.

Rischio rumore: la progettazione come interconnessione di sistemi

Il manuale contiene i risultati delle esperienze di ricerca di un progetto orientato alla progettazione e alla definizione delle norme tecniche e dei programmi di riduzione dell’esposizione al rumore.

Nell’affrontare la progettazione architettonica e nell’ingegnerizzare il processo costruttivo di un edificio, secondo il documento sarebbe “di fondamentale importanza seguire un approccio metodologico in grado di individuare gli obiettivi e definire i requisiti che l’opera deve garantire”.

Cioè, solo dopo aver fissato i punti fondamentali della progettazione, si potrà “procedere alla definizione dell’idea progettuale che dovrà poi essere dettagliata per la sua l’ingegnerizzazione”.

Il processo progettuale che ha lo scopo di assicurare non solo il soddisfacimento dei fabbisogni della collettività e la qualità architettonica o la conformità alle norme ambientali, urbanistiche e di tutela dei beni culturali e paesaggistici, deve tener conto anche del rispetto di quanto previsto dalla normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza.

Invece a volte nel processo progettuale i diversi professionisti “contribuiscono allo sviluppo del progetto avendo come unico obiettivo il rispetto dei requisiti del proprio settore e tralasciando le naturali interferenze tra i diversi aspetti della progettazione”.
Tuttavia studiare la singola problematica “senza prestare attenzione alle ripercussioni che questa avrà sugli altri aspetti ambientali può risultare controproducente, se non dannosa”.

Ad esempio “nell’analizzare il quadro legato al comfort acustico di uno specifico ambiente di lavoro, può risultare necessario porre l’attenzione anche agli aspetti del comfort illuminotecnico e/o dell’antincendio, in quanto con ogni probabilità direttamente interconnessi”.

Per questo, si specifica nel documento, è di fondamentale importanza “gestire il progetto come un insieme di sistemi direttamente connessi e non come un elenco separato di materie e ambiti progettuali separati”.

Riguardo alla progettazione acustica il manuale si sofferma poi ampiamente sulla classificazione degli ambienti di lavoro segnalando gli indicatori di riferimento e i valori obiettivo.

Gli ambienti di lavoro vengono suddivisi in 8 categorie principali tra cui figurano ovviamente anche gli ambienti industriali ed i contesti lavorativi estremi, soggetti ad elevati pressioni sonore.

In tabella, la descrizione per lo studio e l’analisi acustica degli specifici ambienti di lavoro.