Ammonta a 3.050 miliardi il costo mondiale per gli infortuni del 2019.

La fonte è la Commissione europea che l’ha riportato nella Relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, illustrata il 21 aprile pomeriggio, al Senato, dal Presidente dell’organismo Gianclaudio Bressa, alla presenza dei membri della Commissione.

“A livello mondiale – ha detto Bressa – gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali costano nel 2019 circa 3.050 miliardi di euro, quasi il 4% del Prodotto interno lordo (Pil) e a livello europeo circa 460 miliardi, oltre il 3,3 % del Pil.

Secondo recenti stime dell’Inail, il danno economico causato da infortuni e malattie professionali è risultato, nel 2007, pari a quasi 48 miliardi, ovvero più del 3% del Pil, quota che viene divorata dagli infortuni sul lavoro, mentre altri studi internazionali vedono la percentuale raggiungere il 6,3% del Pil”.

Una proposta di legge per fermare la strage

Le morti sul lavoro, in Italia, solo negli ultimi 5 anni hanno superato quota 5mila e nel 2022 hanno già toccato quota 300.

Vista la strage in corso, l’Usb (Unione Sindacale di Base) ha presentato una proposta di legge per introdurre il reato di omicidio e lesioni sul lavoro.
L’intento è creare un deterrente per tutte quelle imprese e persone che ancora contemplano la possibilità di aggirare le disposizioni sulla sicurezza.

Attualmente, la pena prevista per l’omicidio colposo sul lavoro va dai 2 ai 7. La nuova proposta è di portare la pena da un minimo di 10 anni ai 18 anni, per i datori di lavoro che, non adempiendo ai nuovi obblighi normativi, causano la morte o l’infortunio grave di un dipendente.

La proposta di legge è stata presentata mercoledì 20 aprile, in una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, da Unione Sindacale di Base, Rete Iside Onlus e ManifestA.

Un nuovo DVR

La proposta si basa sull’istituzione di un nuovo DVR (documento di valutazione dei rischi) che dovrebbe diventare più rilevante, indicando:

  • il livello di rischio cui si va incontro sul posto di lavoro
  • le misure di prevenzione da attuare allo scopo di ridurre il rischio alla fonte

In mancanza di provvedimenti dell’azienda, la proposta di legge prevede per il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), la possibilità di rivolgersi alla magistratura con procedura di urgenza.

Da tempo USB e Rete Iside portano avanti iniziative per la sicurezza dei lavoratori, raccolte positivamente dalle deputate di ManifestA, che se ne sono fatte portavoce in sede parlamentare.