L’Italia, si sa, ha un grande problema con le infrastrutture: strade in pessime condizioni, viadotti e ponti pericolanti o poco sicuri per il passaggio di mezzi pesanti, autostrade strette e poco servite… insomma un tessuto stradale che non agevola per nulla i trasportatori e il mondo della logistica in generale.

Chissà se, i finanziamenti annunciati, saranno in grado di migliorare la situazione. Nelle ultime settimane infatti il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS), ha assegnato 6,3 miliardi di euro del Fondo Sviluppo e Coesione ad  investimenti su strade, ferrovie e infrastrutture idriche, che vanno ad aggiungersi a quelli del PNRR.

In questo modo il Governo intende potenziare la dotazione infrastrutturale del Paese, in particolare del Mezzogiorno, con progetti selezionati in base agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e al Green Deal europeo, in linea con quelli del Pnrr e del Pnc.

La cifra complessiva di oltre 6,3 miliardi di euro è così suddivisa:

  • 5,4 miliardi di euro (di cui 4,4 al Sud) per i progetti bandiera: infrastrutture eque e sostenibili, che vedono come soggetti attuatori Anas, Rfi, le Autorità di Sistema Portuale, le Regioni o le concessionarie regionali, Province o Comuni
  • 833 milioni per opere di interesse territoriale, programmi che le Regioni e le Province Autonome gestiranno di concerto con gli enti interessati

Gli interventi che vengono finanziati con le risorse FSC 2021-27, rientrano nell’area tematica Mobilità e Infrastrutture Sostenibili e si concentrano su progetti che riguardano essenzialmente la rete stradale, primaria e secondaria, la rete ferroviaria e il settore idrico.

Gli interventi sulla rete stradale primaria sono finalizzati anche all’aumento della sicurezza e della resilienza ai cambiamenti climatici, e sono complementari al Pnrr e al Pnc che, dati i vincoli europei, non hanno previsto investimenti per questo settore.

Gli investimenti sulla rete stradale secondaria, inseriti nei programmi regionali, aumentano le risorse previste nel Pnc per le aree interne e riguardano progetti volti ad aumentare la resilienza della rete e ad accrescere la connessione tra aree più periferiche, centri urbani e le principali reti di trasporto.

Gli interventi sulla rete ferroviaria sono in gran parte addizionali al Pnrr perché attengono a progetti che necessitano di risorse certe e immediatamente disponibili per portare a compimento le misure del Piano oppure a interventi, soprattutto al Sud, i cui tempi di completamento superano i termini temporali previsti dal Pnrr.

Anche per il settore idrico, i finanziamenti del FSC 2021-27 sono addizionali a quelli del Pnrr e riguardano soprattutto tre regioni del Sud, Campania, Sicilia e Sardegna, che negli ultimi anni hanno maggiormente subito gli effetti dei cambiamenti climatici.

I principali interventi nella delibera del Cipess di anticipo del Fondo Sviluppo e Coesione riguardano, tra gli altri:

  • le opere stradali complementari alla Roma-Latina,
  • il collegamento stradale tra la A1, l’aeroporto di Grazzanise e la direttrice domiziana (variante di Capua),
  • il nuovo collegamento tra Afragola e la rete metropolitana di Napoli nell’area di Bagnoli;
  • il collegamento stradale tra la A2 e la variante SS18
  • la linea ferroviaria Catania-Palermo (2° macrofase),
  • l’autostrada Siracusa-Gela 2°tronco,
  • il nodo ferroviario di Bari,
  • la Statale 106 Jonica nella tratta Catanzaro-Crotone,
  • il completamento dell’elettrificazione della linea ferroviaria jonica,
  • la strada a scorrimento veloce del Gargano,
  • la Poggio Imperiale – Candela,
  • la diga di Campolattaro
  • il raddoppio della linea ferroviaria Codogno-Mantova,
  • il potenziamento della linea Ravenna-Rimini
  • la realizzazione della strada Lombardore-Salassa

Vedi qui l’elenco delle opere immediatamente cantierabili.

Nel frattempo sono stati individuati i 21  progetti pilota per il Piano di rilancio dei Borghi previsto dal Pnrr cui saranno indirizzati 20 milioni di euro ciascuno. Sono stati presentati, inoltre, progetti per il rilancio di 250 borghi.
Ecco nel dettaglio i 21 progetti pilota selezionati dalle Regioni per la valorizzazione del territorio, puntando su economia green e start up culturali per far tornare lavoro e persone.

Abruzzo – Rocca di Calascio
Basilicata – Monticchio Bagni, Rionero in Vulture
Calabria – Gerace
Campania – Sanza
Emilia Romagna – Campolo
Friuli Venezia Giulia – Borgo Castello
Lazio – Trevinano
Liguria – Borgo Castello
Lombardia – Livemmo
Marche – Montalto
Molise – Pietrabbondante
Piemonte – Elva
Provincia autonoma di Bolzano – Stelvio
Provincia autonoma di Trento – Palù del Fersina
Puglia – Accadia
Sardegna – Ulassai
Sicilia – Borgo A Cunziria
Toscana – Borgo di Castelnuovo in Avane
Umbria – Cesi
Valle d’Aosta – Fontainemore
Veneto – Recoaro Terme