Quattro università, 42 aziende e l'Inail come unico ente pubblico partner. Da gennaio 2019, il MADE di Milano cresce, con l’obiettivo di aiutare e sostenere le piccole e medie imprese del settore manifatturiero nel percorso di transizione tecnologica

La fabbrica didattica digitale per Industria 4.0 continua a tracciare il suo cammino di successi.
Inaugurata a fine 2020 a Bovisa, MADE è una struttura di 2.500 metri quadrati organizzata in isole tecnologiche ed aree tematiche, che ripropongono gli ambienti industriali per mostrare “live” alle aziende come operano le tecnologie.
Tecnologie e soluzioni legate alla sicurezza sul lavoro e la salute dell’ambiente, tra cui spiccano esoscheletri, cobot (robot collaborativi), sensori per l’analisi dell’ergonomia del lavoratore e realtà aumentata a suo supporto.

Tanti, i progetti che in questi due anni, grazie alla guida del Politecnico di Milano, capofila del progetto, sono partiti dando non poche soddisfazioni.
Basti pensare con i primi due bandi sono stati finanziati ben 42 progetti di innovazione delle imprese e che il terzo bando, in scadenza il prossimo 11 marzo, offrirà lo stanziamento complessivo di quasi quattro milioni di euro.

MADE si declina anche negli importanti percorsi di formazione attivati nelle realtà dei partner industriali. Sono infatti 78 i corsi nell’Industria 4.0, per un totale di monte ore erogate finora pari a 12.865 per 1.457 partecipanti, con oltre 100 docenti e un focus di specializzazione su tecnologie abilitanti l’impresa 4.0 applicate al manifatturiero, teaching factory, zero defect manufacturing (processi e prodotti a difetti zero), rete 5G, next generation Internet, robotica collaborativa, digital twin e big data.

Un impegno trasversale anche per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo di favorire il trasferimento al mondo produttivo di conoscenze avanzate e strumenti gestionali per affrontare i rischi legati alle trasformazioni tecnologiche e organizzative.

Lo step successivo punta sicuramente ad un “salto” verso la dimensione europea. I competence center si candidano infatti a diventare gli European Digital Innovation Hubs, i soggetti giuridici che saranno designati dagli Stati membri per attuare i compiti previsti dal programma Digital Europe della Commissione Ue.
Saranno una sorta di sportello d’accesso alle competenze tecnologiche, al fine di promuovere la diffusione delle tecnologie digitali e supportare la trasformazione digitale delle imprese coinvolte.