Meno preoccupazione per il cambiamento climatico rispetto alla media globale.
Se volessimo paragonare due dati, uno tutto italiano ed uno europeo, ci sarebbe da farsi qualche domanda sulla consapevolezza dei danni che l’impatto delle imprese ha sull’ambiente.
Nella survey di DeloitteCxO Sustainability Report 2022: The Disconnect Between Ambition and Impact”, emerge la discrepanza fra il sentiment italiano ed europeo rispetto alla sensibilità verso le criticità che solleva il tema della sostenibilità.
Il 55% dei vertici aziendali italiani è più sereno pensando al cambiamento climatico rispetto al 63% della media in Europa.
Non a caso infatti l’Italia si colloca tra gli ultimi 5 posti fra i 21 paesi intervistati. Tuttavia oltre il 60% delle imprese italiane vuole ancora mettere al centro del proprio business il cambiamento climatico. Almeno per il prossimo triennio.

Cosa fanno le imprese italiane in ottica sostenibile? 

Le imprese del nostro paese spiccano per l’acquisto di energie rinnovabili e nell’utilizzo di prodotti e tecnologie climate-friendly (56% rispetto alla media globale che si ferma al 49%).

Il 90 per cento dei vertici aziendali italiani si dice ottimista e crede che le soluzioni dei prossimi anni potranno dare un contributo eccellente alla tematica ambientale.
Se fosse davvero così, se le imprese imprimessero la svolta decisiva nella lotta al cambiamento climatico, adottando azioni concrete e introducendo soluzioni durature a beneficio di tutta la comunità, potremmo avere una chance.

Ma si tratta di agire adesso, come sottolinea anche Deloitte, anche perché sono già tantissime le aziende che sono state colpite da eventi climatici di varia natura nel corso dell’ultimo anno.
Quello che occorre è mettere in campo le strategie adeguate.

I dati che emergono dalla survey di Deloitte

Dalla ricerca svolta da Deloitte Global emerge che le aziende italiane sono impegnate nell’attuazione di alcune misure chiave per la sostenibilità.
Tra gli impegni più significativi spiccano:

  • l’utilizzo di materiali sostenibili (69%)
  • l’acquisto di energia rinnovabile (60%)
  • l’utilizzo di prodotti o servizi climate-friendly (56%)

Misure non ancora sufficienti. Le imprese devono infatti “accelerare nel definire e realizzare una strategia di sostenibilità, dotandosi di una governance che consenta la misurazione e il raggiungimento degli obiettivi prefissati”.

Il report diffuso da Deloitte identifica cinque azioni che possono apportare significativi benefici in chiave sostenibile nel lungo periodo:

  • Sviluppo di prodotti e servizi sostenibili
  • Richiesta ai fornitori di soddisfare criteri di sostenibilità specifici
  • Aggiornamento delle strutture, più resilienti agli impatti climatici
  • Tenere in alta considerazione il tema climatico anche nelle relazioni esterne
  • Introdurre performance di sostenibilità.

L’impatto del cambiamento climatico sta gravando molto sulle strategie dei business manager. La maggior parte dei vertici aziendali (circa il 79%) è convinto che il pianeta sia arrivato a un punto critico rispetto al cambiamento climatico. Un dato del 20% più elevato rispetto a quanto raccolto da Deloitte appena otto mesi fa.
Da cui si deduce quanto l’importanza di agire in tempi ridotti si stia via via facendo sempre più pressante.