valutazione dei rischi
Ogni anno il datore di lavoro deve adoperarsi per la valutazione dei rischi, anche per quanto riguarda le macchine presenti in azienda. Questa prassi viene spiegata passo passo nel Testo Unico in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro

Il Testo Unico in materia di tutela della sicurezza sul lavoro impone ai datori di lavoro di svolgere la valutazione di tutti rischi, anche di quelli legati ad ogni macchina presente in azienda.
È fondamentale fare delle valutazioni per accertarsi che le macchine siano idonee al lavoro seguendo quattro parametri:

  • Le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere;
  • I rischi nell’ambiente di lavoro;
  • I rischi derivanti dall’impiego;
  • I rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in uso.

La valutazione dei rischi

La VDR – valutazione dei rischi – come detto è rimandata al DDL (datore di lavoro) che deve prevenire gli infortuni professionali attraverso l’utilizzo in sicurezza delle macchine.
Secondo il testo “Utilizzo in sicurezza delle macchine. Guida per le imprese” dell’ATS Brianza è importante agire in questo modo:

  • Fare un inventario delle macchine/impianti con la relativa collocazione planimetrica in azienda;
  • Fare un’analisi completa dei requisiti di sicurezza di tutte le macchine/impianti, e provvedere all’adeguamento in caso si rilevino carenze;
  • Fare una relazione di valutazione complessiva, prendendo in considerazione la macchina nel suo contesto e individuando le misure per la riduzione del rischio.

Una volta fatto ciò si dovrà esprimere un giudizio sull’idoneità dell’utilizzo della macchina ed elaborare, se necessario, un piano di adeguamento dell’impianto/macchina.
Non basta quindi valutare la macchina da sola, ma è necessario anche uno studio su tutte le attività accessorie come:

  • L’attrezzaggio;
  • La regolazione;
  • Il controllo
  • La manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • La pulizia.

Qualora la macchina presentasse delle irregolarità allora il DDT dovrà mettere la stessa fuori servizio.

Una buona progettazione basta?

Una buona progettazione e una corretta messa in esercizio della macchina contribuisce a mantenere i requisiti standard di sicurezza, ma questo non è abbastanza. Per svariati motivi:

  • L’alta tecnologia e le diverse interazioni con l’uomo rende impossibile una progettazione con precisione totale;
  • L’irriducibile differenza tra il progetto e la realtà vanifica la fedeltà assoluta;
  • La variabilità delle organizzazioni che utilizzeranno le macchine;
  • La variabilità del contesto in cui vengono utilizzate le macchine;
  • Tempo, usura, trasporto e condizioni ambientali influenzano la sicurezza della macchina.

Appare quindi ovvio che la sicurezza del lavoratore e il corretto funzionamento delle macchine/impianti non sono obiettivi “statici” che raggiunti una volta restano così per sempre.
È importante monitorare la situazione, verificare gli attrezzi e fare informazione agli addetti ai lavori in modo da influire sul loro comportamento e ridurre così il rischio di incidenti sul lavoro.