L’Inail fornisce i dati relativi a denunce di infortunio, infortuni con esito mortale e malattie professionali nei primi dieci mesi del 2021. Le denunce di infortunio con esito mortale presentate entro il mese di ottobre sono state 1.017

Gli Open data Inail per i primi 10 mesi dell’anno svelano una realtà del mondo del lavoro piuttosto complessa, in cui la sicurezza non riesce ancora ad imporsi, limitando infortuni gravi e mortali e patologie professionali.
Vediamo, nel dettaglio, numeri e percentuali in crescita stimate sulla base delle denunce ricevute dall’Istituto e riferite all’anno in corso.

Denunce di infortunio

Riguardo le denunce di infortunio l’Inail segnala che sono state 448.110 (+6,3% rispetto allo stesso periodo del 2020). I dati rilevati al 31 ottobre di ciascun anno evidenziano nei primi 10 mesi del 2021 un aumento a livello nazionale degli infortuni in itinere (+20,4%), ovvero avvenuti nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro.

Riguardo alle attività, il numero degli infortuni sul lavoro denunciati aumenta del 3,7% nella gestione Industria e servizi, dell’1,4% in Agricoltura e del 38,3% nel Conto Stato.

L’aumento che emerge è legato alla sola componente maschile, che registra un +12,2% delle denunce, mentre quella femminile presenta un -3,0%. L’incremento ha interessato sia i lavoratori italiani (+5,7%) sia quelli extracomunitari (+12,1%) e comunitari (+0,2%).
L’analisi per età mostra incrementi tra gli under 40 (+16,5%) e per i 55-69enni (+1,7%) e decrementi per la fascia tra 40-54 anni (-1,2%).

Infortuni mortali: superata la soglia di 1000 denunce

Si conferma il superamento della soglia di 1000 denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale (presentate all’Istituto entro il mese di ottobre): sono infatti 1.017, 19 in meno rispetto allo stesso periodo del 2020.

L’aumento dei casi è relativo agli infortuni mortali in itinere, passati da 176 a 202 (+14,8%), mentre quelli in occasione di lavoro sono stati 45 in meno.
Dall’analisi territoriale emerge un aumento nel Sud (da 209 a 271 casi mortali), nel Nord-Est (da 207 a 226) e nel Centro (da 183 a 196).
Il numero dei decessi, invece, è in calo nel Nord-Ovest (da 363 a 254) e nelle Isole (da 74 a 70).

Il decremento tra i primi 10 mesi del 2020 e del 2021 è legato sia alla componente femminile che a quella maschile. Il calo riguarda le denunce dei lavoratori italiani (da 876 a 861) e comunitari (da 50 a 38), mentre quelle dei lavoratori extracomunitari passano da 110 a 118.
Dall’analisi per età emergono incrementi per gli under 20, e per le classi 25-34 anni e 40-49 anni, e decrementi in quelle 35-39 anni e over 50.
Stazionaria la classe 20-24 anni, con 32 decessi sia nel 2020 che nel 2021.

15 incidenti plurimi hanno determinato un totale di 35 decessi, 21 dei quali stradali.
A livello regionale le dieci Regioni con più infortuni mortali in occasione di lavoro nei dieci mesi del 2021 sono:

  • Lombardia (99)
  • Campania (94)
  • Lazio (74)
  • Piemonte (73)
  • Emilia-Romagna (71)
  • Puglia (67)
  • Veneto (64)
  • Toscana (41)
  • Sicilia (40)
  • Abruzzo (34)

Malattie professionali

Per ciò che attiene la situazione delle malattie professionali protocollate dall’Inail nei primi 10 mesi del 2021, l’Istituto ha registrato un aumento pari al 24%.
Le più frequenti riguardano il sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, il sistema nervoso e l’orecchio. Queste continuano a rappresentare, anche nei primi 10 mesi del 2021, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dai tumori, che superano anche a ottobre quelle del sistema respiratorio.

Consulta gli Open data Inail