― Transizione ambientale: tra il dire e il fare… ci sono di mezzo politiche concrete e realizzabili per supportare le aziende nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi posti dalle istituzioni
        1. Promuovere una mentalità aziendale che abbracci le opportunità della circular economy e il ruolo abilitante delle tecnologie digitali;
        2. Guidare la circolarità attraverso la responsabilità del consumatore, proattività, e un processo decisionale consapevole;
        3. Favorire la cooperazione tra gli stakeholders rilevanti nella costruzione delle catene del valore circolari;
        4. Promuovere modelli di business e value propositions che abbraccino la circolarità;
        5. Implementare politiche globali che riconoscano le tecnologie digitali come principali abilitatori del manifatturiero circolare;
        6. Promuovere misure economiche che guidino la transizione all’economia circolare e l’adozione di tecnologie abilitanti;
        7. Formare la forza lavoro per il manifatturiero circolare abilitato dal digitale;
        8. Fare leva sui dati per supportare la transizione circolare nel settore manifatturiero;
        9. Supportare le pmi nella loro transizione alla produzione circolare;
        10. Affrontare il possibile impatto negativo delle tecnologie digitali.

Sono questi i 10 punti su cui, secondo il comitato scientifico del World Manufacturing Forum, è necessario concentrarsi per supportare l’industria italiana, al centro della transizione ambientale.
Il pericolo è infatti che, gli ambiziosi obiettivi imposti dalla istituzioni, finiscano per frenare la competitività. Servono quindi anche politiche concrete e realizzabili per accompagnare le imprese verso una transizione positiva verso l’economia circolare.

Queste riflessioni sono emerse nel corso del World Manufacturing Forum 2021 che ha posto l’accento sulla necessità che la transizione green sia il più possibile virtuosa e sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale.

Ne abbiamo già parlato anche qui per il comparto logistico e dei trasporti: Logistica e trasporti: se la sostenibilità ambientale mina quella sociale

L’industria è al centro del processo di transizione, ma non può fare tutto da sola. È indispensabile il supporto delle istituzioni per tracciare nuovi modelli organizzativi e processi produttivi.
Basti pensare alla decarbonizzazione. Tutto il mondo industriale sta andando verso questa direzione, ma lo sta facendo con modalità e tempistiche diverse, almeno per aree economiche.

Durante il Wmf è stato presentato il report Digitally enabled circular manufacturing, uno studio sulla diffusione dell’economia circolare, le applicazioni delle tecnologie digitali a supporto e i fattori abilitanti per la produzione circolare.
Il report fa emergere che la transizione alla produzione circolare è una priorità per molti governi a livello globale. Ma le strategie regionali e nazionali per promuovere la circolarità variano per ambizione e approccio, oltre che per fattori abilitanti.
Per le aziende un fattore abilitante imprescindibile è la domanda di prodotti sostenibili, tecnologie digitali e competenze circolari. Quindi, a livello delle catene del valore, è necessario migliorare la condivisione dei dati, potenziare l’infrastruttura e le reti e standardizzare i requisiti.
Per i consumatori, invece, i fattori abilitanti sono: la consapevolezza ambientale, l’aumento della fiducia e della trasparenza in relazione ai fornitori di servizi, la convenienza e l’accessibilità dei prodotti sostenibili e l’alfabetizzazione digitale.