Conosciamo bene il termine Atex e la sua derivazione. Il termine, che viene dalla contrazione di ATmospheres EXplosives, identifica la certificazione europea che viene richiesta per ogni apparecchiatura e macchinario commercializzato all’interno dell’Unione europea, che devono essere utilizzati e installati all’interno di ambienti a rischio esplosione. 

Gli aspiratori Atex sono richiesti nelle operazioni di pulizia di tutti quelle aree produttive dove possono esserci concentrazioni di polveri, gas o nebbie (combustibili) come ad esempio in ambito alimentare (farine), chimico-farmaceutico, minerario, lavorazione del legno, petrolchimico.  

Le aree di rischio di esplosione vengono definite in base al rapporto tra le ore lavorative in un anno e le ore in cui potrebbe presentarsi un’atmosfera esplosiva (si parla infatti di probabilità) 

La zona di rischio Atex 2/22 è l’area di rischio più diffusa perché presenta un rischio di esplosione basso, ma presente: oltre 0,1 ore fino a 10 ore. In altre parole si tratta di aree in cui non è probabile, ma possibile, la formazione di un’atmosfera esplosiva e, nel caso si verificasse, sarebbe di breve durata.  

Com’è fatto un aspiratore Atex 

La parte esteriore di un aspiratore Atex non ha nulla di diverso rispetto ad un altro che non lo sia. L’unica cosa che li contraddistingue esteriormente è la presenza del bollino giallo.

Dal punto di vista della sua composizione, costruttivamente parlando, invece, gli aspiratori Atex devono essere realizzati in modo da prevenire la formazione di un innesco all’interno della tramoggia, dei filtri, del motore e di ogni sua parte.

Oggi, tante sono le tipologie di aspiratori presenti sul mercato e dedicate ai più diversi settori industriali. Per avere la certezza di scegliere il più adatto, è necessario sempre affidarsi ai consulenti di fiducia, evitando così di optare per un acquisto che potrebbe rivelarsi sbagliato.

Perché anche agli aspiratori è chiesto di essere Atex?  

All’interno di ambienti non necessariamente definiti pericolosi ma comunque a rischio di esplosione, gli aspiratori sono comunque dei generosi aiutanti.
Bisogna quindi capire come e quando può verificarsi un’esplosione per evitare di correre questo rischio.
In linea generale, l’esplosione avviene quando si verifica la compresenza di:

1. Aria, ossigeno

2. Un combustibile

3. Una fonte di innesco.

E quando un aspiratore industriale deve operare in una zona a rischio esplosione, due di questi tre elementi sono sempre presenti. Lo sono di sicuro il combustibile e l’aria. Ma se l’aspiratore è certificato Atex, la possibilità che ci possa essere anche il terzo, ovvero la fonte di innesco, è nulla.

Qual è la normativa di riferimento?  

La normativa Atex è basata essenzialmente su 2 principali direttive europee:

La 2014/34/CE secondo cui le aziende devono valutare se all’interno della propria azienda esistono aree a rischio di esplosione, al fine di tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori.  

La 94/9/CE regolamenta invece l’uso di apparecchiature e macchinari in zone a rischio di esplosione e specifica le caratteristiche tecniche che un macchinario deve avere per poter operare in sicurezza in un ambiente a rischio di esplosione. 

Rientra quindi tra i compiti del datore di lavoro appurare se l’ambiente in cui intende installare un macchinario sia o meno a rischio esplosione. A lui spetta il compito di verificare anche il livello di rischio e formare il personale per l’utilizzo.
Al produttore invece, rimane l’incombenza di fornire un prodotto certificato per il livello di rischio richiesto.