― Carlo Cottarelli ha parlato, al Congresso dei noleggiatori Assodimi, della situazione economica italiana che chiude il 2021 con una crescita del 6,2% e l’ipotesi per 2022 è di crescere ancora (+ 4,7%). Ma la situazione è vera o drogata? Cosa aspettarsi dopo il rimbalzo?

Il Congresso dei noleggiatori 2021, svoltosi alla Stazione Leopolda di Firenze il 26 novembre, è un inno alla felicità con tanta consapevolezza che si può essere soddisfatti di come stanno andando le cose, ma non sedersi sugli allori.

La presidenza Assodimi, nelle persone del Presidente Mauro Brunelli, il Direttore Marco Prosperi e Lorenzo Moretti per la Comunicazione, ha aperto i lavori dando il via ad un susseguirsi di interventi: numeri ed esperienze, per delineare il profilo di un mercato, quello del noleggio, estremamente interessante, in fermento e ricco di entusiasmo, davanti a 470 partecipanti, 150 società di noleggio e 60 di prodotti e servizi.

Uno dei primi a salire sul palco è stato il prof. Carlo Cottarelli economista, laureato in Economia con Master presso la London School of Economics. Dal 1988 lavora per il Fondo Monetario Internazionale con vari incarichi fra cui quello di Direttore del Dipartimento Affari Fiscali e Direttore Esecutivo.

Cottarelli ha delineato la situazione economica italiana, in questo periodo senza precedenti caratterizzato dalla pandemia e con dalla grande quantità di fondi in arrivo dal PNRR.
Sono stati proprio i fondi dell’UE – ha spiegato Cottarelli alla platea di noleggiatori presenti al Congresso – a far si che la crisi sanitaria non diventasse anche finanziaria.

Stiamo crescendo più rapidamente degli altri paesi e delle previsioni. L’economia italiana chiude il 2021 con una crescita del 6,2%, l’ipotesi per 2022 è del 4,7%.

In questa situazione di positività, gli analisti non devono però esimersi dalle valutazioni. È importante tenere sotto controllo ed essere consapevoli delle prospettive di incertezza, nel medio e lungo periodo, per non farsi trovare impreparati.
Proprio le prospettive di incertezza, nel medio e lungo periodo, sono state il cuore dell’intervento del Professore. Vediamo di seguito cos’ha spiegato.

Prospettive di incertezza nel medio periodo

COVID

È facile intuire che l’andamento della campagna vaccinale e la diffusione dei contagi in Italia ma anche nel resto del mondo, sono fattori chiave per le valutazioni sull’andamento economico.
La persistenza del virus detta infatti nuove regole e procedure, disegna nuove catene logistiche, influisce sulla percezione del mercato (positiva/negativa) e, di conseguenza, sulla propensione agli investimenti. Solo per fare qualche esempio.

INFLAZIONE E AUMENTO DEI PREZZI

L’aumento dei prezzi a cui stiamo assistendo è dovuto al fatto che c’è stato uno spostamento della domanda di certi beni e servizi dallo scorso anno a quest’anno, ma non c’è stato lo stesso spostamento per quanto riguarda la risposta. Cottarelli ha chiarito il concetto con un esempio:

In molti non sono andati in vacanza nel 2020 quindi, nel 2021, si sono concessi una vacanza più lunga o 2 viaggi invece di uno (-> spostamento della domanda dal 2020 al 2021).
Non è stato possibile però avere nel 2021 la disponibilità aggiuntiva delle camere d’albergo rimaste vuote nel 2020 (-> non spostamento della risposta dal 2020 al 2021).

L’inflazione è anche collegata alle politiche di espansione portate avanti dai governi, ha spiegato sempre Cottarelli, che stanno iniettando potere d’acquisto nei mercati. Se questa operazione viene fatta con troppa generosità, si innesca il processo di inflazione. In pratica: finché i governi continueranno a immettere soldi, l’inflazione resterà. E, se la BCE continua ad acquistare titoli di stato, sarà sempre più difficile per il Governo sostenere poi le misure tipo i bonus e gli incentivi.

Qualche numero

Nel 2019 il deficit era di 28 miliardi. Nel 2020 è cresciuto a 160 miliardi.
Dall’Europa sono arrivati nel 2020 sono arrivati 175 miliardi più altri 20 da altre istituzioni europee mentre l’Italia ne aveva bisogno di 160.
Questo ha permesso allo Stato italiano di non avere problemi finanziari e un crollo del PIL del (8,9%) più contenuto rispetto a Spagna, Portogallo e Inghilterra.

Prospettive di incertezza nel lungo periodo

STABILITÀ DEL GOVERNO

Siamo in una fase di rimbalzo fisiologico dopo il crollo legato alla pandemia. È vero che l’economia italiana si sta riprendendo bene: nel 2022 il pil del primo trimestre sarà pari all’ultimo del 2019. È una bella notizia ma non dimentichiamoci che il 2019 ha chiuso i peggiori 20 anni dell’economia italiana. Quindi sarebbe auspicabile non avere come obiettivo tornare su quei livelli e starci. Per guidare la crescita serve però stabilità, il piano c’è (PNRR) ma è complesso e lungo e, per funzionare, deve essere compreso e accettato anche dall’opinione pubblica che ne deve condividere le priorità. Si capirà solo in sede di elezioni.
“Io credo – ha spiegato sempre Cottarelli – che potremmo rimanere fiduciosi e prendere questa come un’occasione di crescita”.
L’applicazione del PNRR inoltre deve essere fatta nel 2022 facendo diventare leggi effettive, tutte le leggi delega finora varate. Il Piano dura 5 anni ma le votazioni saranno nel 2023. La continuità di chi è a capo e deve portare avanti il Piano è uno dei grandi punti interrogativi.

PNRR

Cottarelli ha speso qualche ragionamento anche il merito al Piano Nazionale Ripresa Resilienza che definisce valido ma complesso.
L’obiettivo che si pone il Piano è quello di aumentare la produttività. Come? Aumentando la dotazione del lavoratore in termini di competenze, macchine, software.
Servono quindi 3 tipi di capitale: finanziario, privato e umano.
Per questo bisogna operare su più fronti: semplificazione burocratica, investimenti in formazione, politiche di attrazione di capitali stranieri.